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Prostituzione, il parlamento accelera su quartieri a luci rosse e tassazione: proposta di legge bipartisan

DiPasquale Stavola

Ago 18, 2015

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Zone nelle città dedicate alla prostituzione, individuate dai Comuni, possibilità di esercitare in casa, pagando le tasse, controlli sanitari per i ‘sex workers’ e per i clienti obbligo del preservativo.
E ancora contrasto alla tratta e reinserimento sociale. Prova a superare, dopo quasi sessant’anni, la legge Merlin il manifesto bipartisan per la regolazione della prostituzione, sostenuto da un vasto arco di partiti, dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia. Una proposta di legge che porta la firma della senatrice Maria Spilabotte del Pd, supportata da 25 parlamentari, è stato calendarizzata a Palazzo Madama nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia proprio nei giorni in cui a Roma si consumava la polemica sulla proposta di ‘quartiere a luci rossè in una zona dell’Eur. Settanta parlamentari hanno presentato o appoggiato proposte analoghe.

Secondo Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, di Scelta Civica, «non c’è più nessuno in Italia che ritenga realizzabile il sogno della senatrice Merlin di abolire la prostituzione. Nelle proposte presentate c’è un 70% di background comune e un 30% di dibattito. Ma il parlamento deve sapere che coraggio non è affrontare il tema, doveroso, ma rimanere fermi». «Lo ‘zoning’ può essere gestito dalle comunità locali. In alcuni contesti può essere preferibile, in altri si possono trovare risposte diverse», ha quindi spiegato Vargiu presentando alla Camera le proposte, i cui punti qualificanti sono il riconoscimento dell’attività di prostituzione, purchè svolta «in autonomia e libertà», a livello fiscale, contributivo e previdenziale, vincolandola a test sanitari obbligatori, e l’individuazione di aree dedicate da parte degli enti locali, d’intesa con associazioni di settore e di cittadini. «Vogliamo fortemente contrastare la tratta e la riduzione in schiavitù che coinvolge 60 cartelli malavitosi», ha aggiunto Spilabotte, «scomunicata», come ha detto lei stessa da un parroco per le sue affermazioni.

La senatrice Pd vede la sua proposta come «il riconoscimento dei cittadini che sono stufi di vedere prostitute che consumano rapporti in ogni luogo: si prevede la possibilità di offrire a chi si prostituisce un luogo dove esercitare e dove è possibile avere anche più controlli». Sì all’associazione in cooperative, ma no alle case chiuse: «La prostituzione – ha precisato – deve essere liberamente svolta e nessuno deve trarre profitto dallo sfruttamento, non vogliamo ‘papponì». «Renzi è uomo del fare e credo non gli sfuggirà la possibilità di governare il fenomeno e mettere un pò di soldi nelle casse dello Stato», ha concluso.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/prostituzione_proposta_legge_bipartisan_quartieri_luci_rosse_tassazione/notizie/1284610.shtml

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