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Putin libera Palmira dai tagliagole, ma l’Occidente nasconde la notizia

DiPaul Polidori

Apr 3, 2016

Vladimir Putin ha liberato Palmira. Ma la notizia è stata ben nascosta dai media europei. Grandi foto del sito archeologico patrimonio dell’Umanità liberato, delle devastazioni subite dalla follia dei jihadisti, ma poche spiegazioni. Poche righe, di sfuggita, a merito dei martellanti raid russi e della capacità militare dei soldati di Assad e dei consiglieri iraniani sul campo. Dopo aver frignato per mesi e mesi sullo scempio perpretato, dopo aver versato torrenti di parole sdegnate per un patrimonio a rischio distruzione, dopo aver inveito contro i profanatori di siffatte vestigia eccolo il silenzio totale e perciò assordante verso chi quel patrimonio di cultura ha restituito alla legittima fruizione dell’umanità intera. Silenzio perchè non si può dire: “Grazie Putin!”. Silenzio perchè non si puo dire “Grazie Assad!”. Silenzio perchè non si può dire: “Grazie Iran e Hezbollah!”. Silenzio perchè sono tutti imbarazzati. Anni di dichiarazioni bellicose, di pronto intervento, di minacce a go-go e poi quando a togliere le castagne dal fuoco è il sangue e l’intraprendenza altrui tutti zitti. Palmira è liberata perchè Putin s’è rivelato uno stratega efficiente e determinato. Palmira è di nuovo patrimonio dell’umanità perchè russi, iraniani e siriani lealisti si sono sacrificati, hanno condotto una battaglia e hanno sconfitto i jihiadisti del Califfo. Ma Palmira è una dimostrazione e un monito. È una dimostrazione chiara che se e quando davvero si vuol mettere fine allo scempio dei tagliagole di al-Baghdadi non c’è altra strada che l’intervento deciso: ciò che ha fatto Vladimir Putin col sostegno degli sciti iraniani e che, invece, si è ben guardato dal fare Barack Obama sempre attento a non innervosire i sunniti sauditi. Ed è un monito a tutto il mondo cosidetto libero a non farsi infinocchiare dalle tesi precostituite: se avessero abbattuto Assad, come due anno addietro erano intenzionati a fare sulla scia dell’affare Gheddafi, oggi, invece di avere una Palmira liberata, con gli sminatori russi in azione, avremmo tutta quell’area in mano ai tagliagole del Califfo foraggiato dall’Arabia Saudita.

This photo released on Sunday March 27, 2016, by the Syrian official news agency SANA, shows destroyed statues at the damaged Palmyra Museum, in Palmyra city, central Syria. The amount of destruction found inside the archaeological area in the historic town  was similar to what experts have expected but the shock came Monday from inside the local museum where the extremists have caused wide damage demolishing invaluable statues that were torn to pieces. (SANA via AP)

Putin libera Palmira dai tagliagole, ma l’Occidente nasconde la notizia

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