Racket delle straniere: erano costrette a prostituirsi a Lignano, 40 arresti

image

Un’organizzazione che gestiva un giro di prostitute straniere è stata scoperta dai carabinieri: arrestati in mezza Italia.

A Udine in Borgo stazione, tra viale delle Ferriere e viale Europa Unita, ci sono quattro appartamenti utilizzati da giovani prostitute romene sfruttate da un’organizzazione criminale transnazionale romeno-albanese. E in un’altra abitazione in centro a Pordenone fino a poco tempo fa c’era una “centrale di smistamento” di eroina e cocaina in arrivo dai Balcani.

Lo hanno scoperto negli ultimi mesi i carabinieri della Compagnia di Vigevano nell’ambito di una maxi-indagine che sta portando in carcere una quarantina di persone in Italia e all’estero per reati legati e prostituzione e stupefacenti.

Tre ragazze sono attualmente “attive” a Udine, sempre secondo gli elementi raccolti dagli investigatori che da circa un anno stanno conducendo accertamenti sotto la guida del pubblico ministero di Pavia Mario Andrigo. Tutte hanno una sorta di “copertura”, ossia un lavoro come cameriere o badanti.

Non solo. Durante i mesi più caldi gli sfruttatori del sodalizio in questione, per non vedere calare i loro guadagni, erano soliti spostare le loro lucciole nelle località balneari più rinomate, visto che le città si svuotano con l’esodo estivo. Alcune romene sono state dunque “dirottate” a Lignano Sabbiadoro in appartamenti che loro stesse prendevano in affitto presentandosi come turiste.

L’operazione denominata “Alba nostra 2” (perché segue l’operazione “Alba nostra” del marzo del 2013, quando ci furono 45 arresti), che ha fatto scattare anche diciannove denunce, è culminata ieri mattina quando i carabinieri di Vigevano, insieme ai colleghi di Milano, Macerata, Asti e Brescia, hanno eseguito i quaranta provvedimenti di arresto.

Secondo quando ha spiegato in conferenza stampa il comandante della Compagnia di Vigevano, capitano Rocco Papaleo, «due gruppi criminali, composti anche da fiancheggiatori italiani, si erano associati tra loro per commettere più delitti di reclutamento, agevolazione, induzione, favoreggiamento anche a mezzo di pubblicità, nonché sfruttamento della prostituzione di più di settanta donne maggiorenni straniere – anche con violenza e minaccia – e successivamente i proventi venivano reinvestiti in altre attività illecite, in particolare nel traffico di sostanze stupefacenti».

Alcuni dei capi albanesi dell’organizzazione albanese hanno cugini (che sono regolarmente residenti e ai quali non viene contestato nulla) nel capoluogo friulano e solo qualche giorno fa, uno di loro a fatto tappa a Udine nell’ambito di un viaggio verso Francoforte. È proprio in quella città tedesca che, secondo i militari del Comando di Pavia, avvenivano la maggior parte dei reclutamenti, effettuati comunque anche in Romania (Craiova e Bacau) e in Albania (Valona e Durazzo), in Olanda (Amsterdam) e in Belgio (Liegi).

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/03/10/news/racket-delle-straniere-erano-costrette-a-prostituirsi-a-lignano-40-arresti-1.11016741

(Visited 20 times, 1 visits today)