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Refendum trivelle, urne chiuse. Il quorum è lontano: alle 19 affluenza al 23,48%

DiPaul Polidori

Apr 17, 2016

Quorum lontano per il ‘referendum trivellazioni’: le urne si sono chiuse alle 23 e mentre si attende il dato sull’affluenza definitivo, sono i dati delle 19 a non fare stare tranquilli i promotori del referendum. Alle 19 avevano votato il 23,48% degli aventi diritto. Alle 12 era a quota 8,3. Se non va alle urne almeno il 50% più uno degli aventi diritto la consultazione non è valida. E il fronte dei contrari – più che invitare a votare No – ha puntato proprio sull’astensione per far fallire il referendum.

SU REP.IT LO SPOGLIO IN DIRETTA DALLE 23

Tra le quattro grandi città italiane, è Torino quella dove si registra l’affluenza maggiore. Nel capoluogo piemontese, alle 19 ha votato il 26,5% degli aventi diritto. Seguono Roma con il 24,56%, Milano 23,36%, Napoli 18,7%.

Con una percentuale media del 33,26%, la Basilicata è stata la regione italiana che ha registrato la più alta affluenza, seguita dal Veneto, con il 28,58% e poi dalla Puglia, con il 28,28%. A Matera la percentuale è del 34,20, ed è la provincia italiana che registra l’affluenza più alta in Italia, seguita da Lecce con il 33,79. A Potenza, invece la percentuale è del 32,77%.

Tutto si gioca su un numero: 25.393.171. Sono gli elettori che dovranno andare a votare perché il referendum sia valido. Un obiettivo che è stato raggiunto sempre più raramente: siamo lontani da quell’87% del referendum del divorzio del 1974. Dal 1997 (con l’eccezione del 2011, per il voto sull’acqua pubblica) il quorum non è stato più raggiunto. Sarà difficile confrontare il dato con le precedenti consultazioni, visto che per la prima volta dagli anni 90 si torna a votare solo la domenica. Come indicazione però vale la pena di prendere gli ultimi tre referendum, nel giugno 2011 (quorum raggiunto), nel giugno 2009 (quorum non raggiunto), nel 1999 (quorum sfiorato). Si votava domenica fino alle 22 e lunedì fino alle 15. Nel 2011, alle 12 di domenica, aveva votato l’11,6% degli aventi diritto: il quorum fu raggiunto di poco, con il 54% dell’affluenza. Nel 2009, alla stessa ora, l’affluenza era del 4%, l’affluenza a fine giornata fu del 24%. Nel 1999 il dato alle 11 era del 6,7%, a fine votazioni del 49,58%.

SCHEDA / Sì o no alle trivelle, cosa sapere per votare al referendum

Su cosa e come si vota. Gli elettori sono chiamati in sostanza a dire se vogliono che “quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Si tratta di un referendum abrogativo: in caso di vittoria del Sì (ovvero Sì alla cancellazione di una parte della legge che le proroga “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”) le concessioni per gli impianti di estrazione di gas e petrolio entro dodici miglia dalla costa non verranno rinnovate. In caso di vittoria del No o di non raggiungimento del quorum la norma rimarrà in vigore così com’è, ovvero l’attività di estrazione potrà continuare fino all’esaurimento del giacimento.

Per votare, l’elettore deve semplicemente barrare la casella con il Sì o quella con il No.

Se il quorum dovesse essere raggiunto di poco (molti dei contrari in questo caso si sarebbero astenuti), è assai probabile che vincano abbondamente i Sì.

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http://www.repubblica.it/ambiente/2016/04/17/news/referendum_trivelle_voto_quorum_affluenza-137792601/

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