RICERCHE E INCANTESIMI – Capitolo 6

Capitolo 6

Così, durante l’accampamento di Gianni, Trojan, Igor e Kaor per conoscersi meglio e consumando le provviste rimaste dividendole in 4 per poter mangiare tutti e 4; i 4 nuovi amici possono rimettersi in marcia verso le montagne per riprendere il lungo viaggio e dopo essersi riposati il necessario. Ora senza più provviste e senza più pezzi d’oro in loro possesso; Trojan e Gianni devono rimettersi in cerca di occasioni per rimediare altri oggetti utili e pezzi d’oro dovendo ritornare al villaggio di Alazar ma stavolta con dei compiti ben precisi e soprattutto non più in due ma in quattro, essendo ora Trojan e Gianni insieme a Igor e Kaor. 

Attraversando le montagne, Trojan, Igor, Gianni e Kaor vedono arrivare delle frecce verso di loro senza capire da chi vengono scoccate. Le frecce vengono scoccate dagli arcieri rossi che si nascondono in punti alti per colpire meglio i loro bersagli dall’alto in basso. Trojan e Gianni tentano di difendersi con lo scudo. Igor e Kaor sono entrambi stati feriti dalle frecce non potendo vedere gli attacchi degli arcieri rossi e non potendosi difendere perché entrambi senza scudo; entrambi sono rimasti feriti dalle frecce scoccate dagli arcieri rossi. Ma che succede?

Incontro a Kaor, Gianni, Igor e Trojan cominciano ad andare loro incontro dei soldati con l’armatura armati di martello, loro sono gli spacca tutto. Igor e Kaor già feriti si difendono dagli spacca tutto. Invece Trojan e Gianni oltre dagli spacca tutto vengono attaccati anche dai tagliatori; ovvero i tagliatori lanciano coltelli e pure le palle magiche che distruggono la spada e lo scudo dei nemici. Riparandosi Gianni e Trojan con lo scudo dai coltelli lanciati dai tagliatori, quando i tagliatori lanciano le palle magiche che colpiscono gli scudi per proteggersi, gli scudi insieme alle spade scompaiono immediatamente magicamente. Trojan è anche un esperto di arti marziali e quindi lui può difendersi anche a mani nude. Gianni ha dovuto imparare qualcosa su come difendersi in caso di non poter usare le armi. Trojan e Gianni usando delle mosse di combattimento riescono a mettere fuori combattimento i tagliatori ed alcuni spacca tutto. Igor e Kaor ancora armati ma feriti riescono a distruggere gli spacca tutto. Continuando il cammino attraverso le montagne; Gianni, Trojan, Kaor e Igor vedono un laghetto. Il laghetto deve per forza essere attraversato. Attraversando il laghetto in piedi senza dover nuotare, essendo l’acqua abbastanza bassa; all’improvviso Igor, Kaor, Gianni e Trojan si sentono mordere alle gambe. Il laghetto è abitato da piranha assassini. I piranha assassini attaccano ma non causano dei danni estesi anche se i piranha assassini sono difficili da uccidere. Non potendosi riparare dagli attacchi dei piranha assassini perché senza spada e senza scudo sia Gianni che Trojan; invece Kaor e Igor hanno ancora le loro armi ma non avendo mai avuto gli scudi; anche Kaor e Igor non possono difendersi dagli attacchi dei piranha assassini ma bisogna solamente evitarli. Ma all’improvviso quattro barbari appaiono da sott’acqua del laghetto lanciando palle avvelenate verso Gianni, Trojan, Kaor e Igor. Gianni e Trojan restano feriti. Ora Trojan e Gianni sono feriti per via delle palle avvelenate lanciate dai barbari invece Kaor e Igor erano stati feriti dalle frecce scoccate dagli arcieri rossi. I nostri eroi sono feriti tutti e quattro e due sono completamente disarmati. Trojan e Gianni hanno ricevuto dei compiti importanti da portare a termine al villaggio di Alazar ma entrambi rischiano di non arrivarci nemmeno ad Alazar. Igor usando l’ascia e Kaor usando la spada tentano di difendersi ma meglio attaccare a mani nude per tentare di affogare o mettere fuori combattimento i barbari. Trojan e Gianni riescono a difendersi contro i barbari loro nemici. Trojan, Gianni, Kaor e Igor feriti e a mani nude riescono a sconfiggere i quattro barbari che si erano nascosti nel laghetto per lanciare le palle avvelenate alle prede dell’agguato. Ma si presentano altri due strani nemici; c’è un gobbo che salta molto in alto ma lanciando pure palle di ferro. Invece l’altro strano nemico è Armadillo, ovvero Armadillo si raggomitola, poi si alza e sputa fuoco. Non c’è difesa quando Armadillo si raggomitola e tenta di rotolare contro i suoi nemici. Nessuno di Trojan, Gianni, Igor e Kaor può parare né le palle di ferro lanciate dal gobbo né il fuoco sputato da Armadillo. Anche avendo lo scudo contro Armadillo, lo scudo comunque non servirebbe a nulla per proteggersi dai suoi attacchi. Trojan usando le arti marziali mette fuori combattimento il gobbo. Gianni attaccando a mani nude per ripetute volte mette fuori combattimento Armadillo, evitando i suoi ripetuti attacchi e sferrando i propri. 

Dopo questa terribile avventura, bisogna trovare un posto per riposarsi, mangiare, farsi curare le ferite e trovare altre armi. Fortunatamente Gianni ha ancora il coltello da lancio che lui non teneva in mano contro i tagliatori. Invece Trojan ha ancora la daga d’argento che lui non teneva in mano contro i tagliatori. Non tenendo in mano queste armi contro i tagliatori, non essendo queste armi state colpite dalle palle magiche lanciate dai tagliatori; queste armi si sono salvate. Giusta previdenza fu di Gianni di ripassare al quartier generale dei templari avendo dei pezzi d’oro da spendere in armi; altrimenti Gianni e Trojan sarebbero per sempre a mani nude. Ma queste armi potrebbero non essere efficienti contro tutti i tipi di nemici da affrontare. 

Così cercando un posto di ristoro; per potersi riposare prima di ritornare al villaggio di Alazar; Trojan ha una idea geniale nel vero senso di genio. Trojan dice a Gianni:

“Io chiederei aiuto al genio della lampada! Ma come si usa la lampada?”

Gianni dice a Trojan avendo dimenticato di avercela:

“Bravo Trojan! Io avevo dimenticato che noi avessimo la lampada di Aladino! Strofinala!”

Trojan strofina la lampada di Aladino con grandissima sorpresa di Kaor e Igor. Il genio esce dalla lampada facendo una nube verde. Il genio dice a Trojan:

“Comanda padrone!”

Trojan dice al genio:

“Io devo fare una ricerca! Io devo trovare il re brutale Achilles e lui Gianni deve trovare il vecchio della montagna Hasan ibn as-Sabbah! Ma ora mi serve un posto per riposare!”

Il genio dice a Trojan:

“La tua ricerca? Si, capisco di cosa si tratta padrone guerriero! Noialtri geni la sappiamo più lunga di quanto sembri! Ad esempio, so che questo ti sarà utile nell’impresa!”

Così dicendo, il genio tira fuori dal farsetto preziosamente ricamato un’antica pergamena. Il genio riprende a parlare:

“Questo incantesimo d’illusione ti permetterà di affrontare uno dei pericoli che ti attendono! Ma attento: scegli con saggezza il momento per utilizzarlo, perché potrai servirtene una volta sola! Buona fortuna!”

Il genio svanisce in una scintillante nube verde smeraldo prima che Trojan abbia il tempo di ringraziarlo. Igor dice a Trojan:

“Impressionante! Ma dove andiamo noi a mangiare, dormire e farci medicare?”

Kaor dice a Gianni:

“Già, Igor ha ragione! Noi abbiamo una pergamena per un incantesimo, ma noi siamo deboli, affamati e feriti!”

Gianni dice a Kaor:

“Calma! Noi possiamo…”

All’improvviso Gianni viene interrotto ed ecco che appaiono dei predoni che circondano Gianni, Trojan, Igor e Kaor. Sotto lo sguardo esaltato dei suoi uomini, il capo dei quaranta ladroni si prepara al combattimento. Si leggono sui loro volti il desiderio di farli soffrire mille morti prima di disperdere nel deserto i corpi di Gianni, Trojan, Igor e Kaor. Gianni, Trojan, Igor e Kaor hanno osato sfidare il loro capo. Ma prima che i quattro predoni in ricognizione avanzino, l’arabo gigantesco solleva una mano e fa loro cenno di avanzare: i quattro predoni hanno accettato la sfida. I quattro predoni in ricognizione si denudano fino alla cintola per essere più liberi nei movimenti: i muscoli del torace guizzano sotto la pelle bronzea, resa lucida dal sudore. I quattro predoni sfilano dai foderi cesellati delle lunghe spade e si mettono in guardia. La battaglia comincia. Gianni si difende con il coltello da lancio contro il capo dei predoni. Trojan si difende con la daga d’argento contro un predone. Igor usa l’ascia per difendersi da un predone. Kaor si difende con la spada contro un predone. I quattro predoni giacciono ai piedi di Trojan, Gianni, Kaor e Igor in pozze di sangue. Trojan e Gianni prendono ciascuna spada da ciascun cadavere del ladrone sconfitto ed anche ciascuno scudo da ciascun cadavere del ladrone sconfitto. Trojan e Gianni hanno di nuovo entrambi spada e scudo ma servono ancora dei pezzi d’oro e un posto per riposarsi e farsi medicare oltre che per mangiare. Camminando senza altri pericoli, Trojan, Gianni, Igor e Kaor incontrano quattro guardie nelle vicinanze del villaggio di Alazar. Una guardia dice a Trojan:

“Voi chi siete? Che fate voi qui?”

Trojan risponde alla guardia:

“Io sono Trojan un guerriero esperto di arti marziali e sto cercando insieme ai miei amici un posto accogliente per riposare!”

La guardia dice a Trojan:

“Bene! Se le cose stanno così tu devi andare verso…Ehi! Ma dove hai preso quella spada e quello scudo?”

Trojan dice alla guardia:

“Io e i miei amici siamo stati attaccati da quattro predoni del deserto e dopo averli sconfitti io e il mio amico Gianni abbiamo preso due delle loro spade e due dei loro scudi! Perché?”

La guardia sorpresa dice a Trojan:

“C’è una ricompensa per aver ucciso i predoni del deserto e soprattutto se qualcuno di voi ha ucciso il loro capo!”

Gianni dice alla guardia:

“Io ho ucciso il loro capo!”

La guardia incredula guarda la spada e lo scudo di Gianni, poi dicendogli:

“Dove sono i cadaveri?”

Gianni dice alla guardia:

“Nel deserto verso ovest in direzione delle montagne!”

La guardia dice a Gianni:

“Intanto che i miei uomini vadano a recuperare i cadaveri dei predoni; eccoti la ricompensa di 50 pezzi d’oro per aver ucciso il capo dei quaranta ladroni insieme a tre suoi uomini!”

La guardia consegna una bisaccia con dentro 50 pezzi d’oro al prete Gianni. Kaor dice alla guardia:

“Ma per riposarsi, per mangiare, dormire e farsi medicare? Noi quattro siamo anche feriti oltre che stanchi e affamati!”

La guardia dice a Kaor:

“Bene! Andate verso il villaggio e poi raggiunto il villaggio di Alazar devi cercare la locanda più vicina!”

Un’altra guardia dice a Igor:

“Ma invece tu che mi dici?”

Igor dice all’altra guardia:

“Io sono Igor e lui è il mio gemello Kaor e noi due siamo qui per una ricerca!”

La guardia insospettiva dice a Igor:

“Che ricerca?”

Gianni risponde alla guardia:

“Noi non siamo qui per creare guai! Io cerco il vecchio della montagna per chiedergli una informazione!”

La guardia esaudita della spiegazione di Gianni dice a Gianni:
“Bene! Potete andare!”

Raggiunta la destinazione seguendo le indicazioni della guardia, Igor, Kaor, Trojan e Gianni spingono prudentemente la porta ed entrano in una larga sala. Trojan, Gianni, Igor e Kaor sono nel mezzo di un’allegra confusione; Kaor, Igor, Trojan e Gianni si trovano nella sala di ricreazione delle guardie della fortezza, che funge anche da dormitorio. L’arrivo di Gianni, Trojan, Kaor e Igor passa inosservato, tutta l’attenzione è concentrata su un titanico scontro: due uomini vigorosi si stanno affrontando a braccio di ferro, i volti scarlatti, tesi dallo sforzo. Gli spettatori lanciano grida d’incoraggiamento: 

“Dieci pezzi d’oro sul mastro di caccia!” 

Un altro dice:
“Il maniscalco lo batte!”

Un movimento brusco della folla trascina Gianni e Trojan accanto al tavolo dove i due si stanno affrontando. Il vicino di Gianni dice a Gianni:

“Forza, amico, rischia cinque pezzi d’oro sul tuo campione!”

Un altro dice a Trojan:

“Non sarai mica avaro?”

Gianni e Trojan sono stati presi per due di loro. Anche gli altri spingono e incitano a scommettere. Improvvisamente il mastro di caccia sembra avere la meglio, ma il robusto avversario recupera subito lo svantaggio. Trojan, Gianni, Kaor e Igor seguono la sfida affascinati. Rendendosi conto sia Trojan che Gianni di non potersi misurare a braccio di ferro contro due uomini così grossi; Trojan dice a tutti:

“Ascoltate! Ci sono loro Igor e Kaor! Chi vuole affrontarli?”

Avendo 50 pezzi d’oro, Gianni scommette 5 pezzi d’oro su Kaor e Trojan scommette 5 pezzi d’oro su Igor. Ma chi affrontano Igor e Kaor a braccio di ferro? Chi accetta le scommesse di Trojan e Gianni?

Trojan e Gianni riflettono un istante, poi ecco i due avversari di Igor e Kaor, l’avversario di Igor è il mastro di caccia e l’avversario di Kaor è il maniscalco. Accettate le scommesse di Trojan dall’apprendista stregone e di Gianni dal sergente delle guardie; le sfide a braccio di ferro si effettuano vedendo a confronto Igor contro il mastro di caccia e Kaor contro il maniscalco. 

L’apprendista stregone che ha accettato la scommessa di Trojan è un giovane dalle grandi orecchie che sorride malizioso. Il suo giovanile entusiasmo piace a Trojan, l’apprendista stregone accetta volentieri la scommessa e punta sul mastro di caccia, ma all’ultimo momento l’apprendista stregone cambia posta in gioco: invece dell’oro da giocare, ci si gioca un oggetto magico o una pozione. Se il mastro di caccia sconfigge Igor, Trojan dovrà darlo all’apprendista stregone. 

Invece il grosso sergente delle guardie che accetta la sfida di Gianni, il cui volto baffuto sembra familiare a Gianni. Il vino ha dato alla testa al soldato, e impreca violentemente ogni volta che il suo campione, il maniscalco, perde leggermente terreno. Con le urla di incitamento e di entusiasmo; dopo i due confronti; Igor sconfigge il mastro di caccia e Kaor sconfigge il maniscalco. Quindi Trojan ha vinto la scommessa contro l’apprendista stregone e Gianni ha vinto la scommessa contro il sergente delle guardie.

Trojan deve riscuotere la scommessa dall’apprendista stregone. Gianni deve riscuotere la scommessa dal sergente delle guardie. 

Trojan non riesce a trattenere un’esclamazione di trionfo: Igor ha vinto la prova di forza. Deluso, il giovane apprendista stregone guarda Trojan e mette il broncio. L’apprendista stregone riflette un istante, poi decide che è meglio non tentare di imbrogliare Trojan: Trojan ha un’aria troppo minacciosa. A malincuore, l’apprendista stregone infila la mano in tasca della tunica ricamata e tira fuori un piccolo flacone dicendo a Trojan: 

“Tieni, amico! Sai bene che noi apprendisti non abbiamo magie molto potenti, ma questa pozione ti permetterà di formulare un incantesimo d’illusione! Usalo con discernimento, come speravo di fare io stesso!”

L’apprendista stregone volta le spalle a Trojan e raggiunge un gruppo di colleghi. E pensare che se Trojan avesse perso la scommessa; Trojan avrebbe dovuto consegnare la lampada di Aladino all’apprendista stregone. 

Con aria seccata il grosso assassino baffuto tira fuori i 5 pezzi d’oro, socchiudendo gli occhi allungati, dandoli al prete Gianni. Chissà come è giunto fin qui questo mongolo, Gianni si chiede. Probabilmente questo mongolo è stato reclutato da Hasan ibn as-Sabbah durante uno dei lunghi viaggi. Si vede che il mongolo ha voglia di non pagare Gianni, ma a causa dei vestiti di Gianni, il mongolo ha preso Gianni per uno dei maghi della fortezza e il mongolo non osa di imbrogliare Gianni. Gianni intasca i 5 pezzi d’oro che questi vanno sommati ai 50 pezzi d’oro già in possesso, ma Gianni pensa che Trojan abbia vinto anch’egli altri 5 pezzi d’oro ma la nuova somma non è 60 pezzi d’oro come si aspetterebbe il prete Gianni; perché il prete Gianni non sa ancora che Trojan ha vinto pure lui la scommessa ma Gianni non può sapere che Trojan invece dei 5 pezzi d’oro ha vinto un flacone magico e che soprattutto poi Trojan avesse scommesso in caso di perdita della scommessa non pure lui 5 pezzi d’oro ma che Trojan avrebbe dovuto consegnare la lampada di Aladino. 

Intascate le scommesse da Gianni e Trojan e acclamati Igor e Kaor per aver vinto; Kaor, Igor, Trojan e Gianni richiudono la porta e tutti e quattro proseguono lungo il corridoio ovest. 

Passando davanti ad una nicchia i quattro amici notano una strana macchina, prima ai quattro amici era sfuggita a causa della posizione nascosta. I quattro amici si avvicinano allo strano oggetto e osservandolo attentamente: è alto circa quanto un uomo e profondo un braccio; nella metà inferiore si apre una cavità, mentre in quella superiore c’è una fenditura che sembra fatta apposta per infilarci una moneta. Igor dice a Gianni e Trojan:

“Io e Kaor vi abbiamo fatto vincere molto oro stasera! Mettiamoci una moneta!”

Kaor dice a Gianni e Trojan:

“Si! Mettiamocela!”

Gianni mette una moneta d’oro nella fessura. Dalla macchina esce un rumore di ingranaggi in movimento, poi una coppa cade nella nicchia in basso e si riempie di liquido chiaro e schiumoso. Dopo aver versato le ultime gocce, il marchingegno tace nuovamente. La coppa ha un aspetto invitante. Gianni l’afferra ed annusa il liquido chiaro e spumeggiante: sembra proprio una birra di prima qualità. Gianni beve a lunghi sorsi e dopo passa la coppa a Trojan, Igor e Kaor che assaggiano recuperando tutti delle forze. Kaor dice a Igor, Gianni e Trojan:

“Io mi sento meglio! Dividiamoci! Io e Igor continuiamo ad esplorare il corridoio ovest! Invece Gianni e Trojan vanno ad esplorare il corridoio est! Poi ci ritroveremo tutti in giardino!”

Trojan dice a Kaor:

“D’accordo! Andiamo Gianni! A dopo Kaor e Igor!” 

Nella parete ovest del corridoio si aprono tre porte. Igor e Kaor continuano in direzione nord fino alla fine del corridoio e Igor e Kaor trovano una quarta porta, solidamente incatenata, che sbarra il passaggio. Non potendo aprire questa porta, Kaor e Igor tornano all’inizio del corridoio. 

La prima porta è di legno grezzo, e dalla stanza giunge un suono di risa. Sulla seconda, da cui giungono strani rumori, è disegnata una zampa armata d’artigli. La terza è stata marcata con un ferro rovente. Igor e Kaor aprono la porta con la zampa di rapace. Igor e Kaor appoggiano l’orecchio contro la porta contrassegnata dall’artiglio e Kaor e Igor sentono un concerto di grida acute. Igor e Kaor socchiudono la porta e scoprono che la stanza è la voliera della fortezza. Migliaia di uccelli volano in libertà o dormono in gabbie d’oro cesellato. I loro canti melodiosi si mescolano in una cacofonia quasi insopportabile. Igor dice a Kaor:

“Che facciamo ora? Andiamo altrove?”

Kaor dice a Igor:

“No! Entriamo! Io sono curioso!”

Entrando con precauzione, Kaor e Igor richiudono piano la porta della voliera: ora che Kaor e Igor sono all’interno, il canto degli uccelli sembra ancora più assordante. Kaor e Igor osservano il piumaggio multicolore di quelle creature alate, Kaor e Igor non hanno mai visto uccelli di queste specie. Ecco un altro tesoro della fortezza. Completamente affascinati dallo spettacolo meraviglioso, Kaor e Igor non sentono avvicinarsi il guardiano; l’uccellatore appoggia sulla spalla di Kaor una mano con guanto di metallo brillante. 

Sull’altro braccio l’uccellatore tiene appollaiato uno splendido falco pellegrino dal becco affilato, con la testa chiusa in un cappuccio di cuoio. Kaor e Igor sono stupefatti, anche lo stesso uccellatore è un rapace: la testa è quella di un’aquila reale, e sul suo dorso spunta un paio d’ali dalle piume bianche e nere. Il fantastico personaggio interroga Igor e Kaor con voce nasale:

“Chi siete? Cosa venite a fare nella voliera del vecchio della montagna?”

Un riflesso sul metallo scintillante dei suoi guardamano attira lo sguardo di Kaor e Igor: emozionati Kaor e Igor, riconoscono uno dei pezzi dell’armatura magica. Kaor tenta di sottrarre i guardamano incantati con l’inganno all’uccellatore. Kaor rivolge il suo più smagliante sorriso all’uccellatore, sperando di conquistarsi la sua fiducia. 

Kaor gioca il tutto per tutto:

“Io sono nella fortezza da poco, Hasan ibn as-Sabbah mi ha voluto qui perché possiedo una rara dote: so leggere le linee della mano, e ciò che vi leggo si realizza sempre! Pratico la mia arte in tutta Alamuth; vuoi approfittarne anche tu, uccellatore?”

Sedotto dalle parole di Kaor, il rapace fa un cenno di assenso con il becco. L’uccellatore appoggia il falcone ad uno speciale sostegno e invita Kaor a sedere di fronte a lui.

Kaor fa sfilare i guanti all’uccellatore. Kaor spiega all’uccellatore:

“No, ti sbagli, non è il palmo destro, ma il sinistro che bisogna leggere!”

Dicendo così, Kaor fa togliere all’uccellatore entrambi i guardamano. Kaor segue con le dita le linee della sua mano sinistra, ed improvvisamente Kaor esclama:

“Ehi! Un uccello sta scappando!”

Sorpreso l’uccellatore si volta e alza lo sguardo. C’è una bottiglia sul tavolo: Kaor afferra la bottiglia e la fracassa sul cranio piumato. Ma prima di crollare svenuto, l’uccellatore riesce a lanciare un acuto richiamo: il falcone ammaestrato spiega le ali e si precipita verso Kaor e Igor con gli artigli protesi. Kaor e Igor devono affrontare il falcone, sperando che nel frattempo il suo padrone non si svegli…

Igor dice a Kaor mentre entrambi affrontano il falcone:

“Stupendo! La prossima volta che hai un piano così poco geniale fammelo sapere prima!”

Kaor dice a Igor:

“Di che ti lamenti sempre? L’uccellatore è a terra e io gli ho fatto sfilare i guanti!”

Igor dice a Kaor:

“Si, ma il falcone non era previsto!”

L’ultimo colpo di spada di Kaor finisce il falco ammaestrato, che getta un breve grido e piomba al suolo, morto. Kaor e Igor non possono perdere tempo a impietosirsi: fortunatamente l’uccellatore è ancora privo di sensi. Kaor e Igor si impadroniscono dei suoi guardamano e Kaor ne infila uno e Igor ne infila l’altro. Una sferzata di energia attraversa il corpo di Igor e Kaor. Eccitati dal feroce combattimento Kaor e Igor si lasciano alle spalle la chiassosa voliera e l’uccellatore ancora svenuto.

Intanto Gianni e Trojan si dirigono al corridoio est. Nel muro est del corridoio ci sono tre porte. Gianni e Trojan proseguono verso nord fino in fondo e scoprono una quarta porta, ben sprangata, che chiude il passaggio. Non avendo un mazzo di chiavi, Trojan e Gianni tornano sui loro passi. 

La porta della prima stanza è completamente bianca, la seconda è stretta e bassa, la terza reca impresso un simbolo magico. Trojan dice a Gianni:

“Apriamo la porta bianca?”

Gianni dice a Trojan:

“No! Apriamo la porta stretta e bassa!”

Trojan e Gianni che come sempre devono trovare una soluzione di mezzo; Trojan dice a Gianni:

“Allora apriamo la porta con il simbolo magico!”

Gianni dice a Trojan:

“D’accordo!”

Muovendosi con prudenza, Trojan e Gianni si avvicinano alla porta marchiata con un simbolo cabalistico. Gianni appoggia la mano sulla maniglia ed un leggero brivido attraversa Gianni, ma Gianni reprime la voglia di fuggire e apre appena la porta gettando un’occhiata all’interno. A quanto pare si tratta di una vasta biblioteca, occupata da numerosi maghi immersi nello studio di ponderosi libroni dalle pagine fittamente miniate. Nella sala regna un silenzio totale. Penetrando all’interno in punta di piedi, Gianni e Trojan si intrufolano nella sala di studio dei maghi, cercando di far meno rumore di un topo. Ma la spada di Trojan cozza contro l’angolo di un tavolo, ed il suono metallico echeggia a lungo nella stanza. Gianni teme il peggio, ma i maghi sono completamente immersi nei loro pensieri, e nessuno di loro alza il naso dai grossi libroni. Gianni e Trojan tirano un respiro di sollievo ed osservano entrambi meglio la stanza: nella parete di fondo si apre una piccola porta, probabilmente l’accesso ad un’altra stanza. Due maghi lì accanto stanno annotando qualcosa su vecchie pergamene, uno seduto ad uno scrittoio, l’altro in piedi davanti ad un leggio vicino ad uno scaffale. Su un tavolo vicino c’è un grosso libro di magia aperto, dalle pagine fittamente miniate. Trojan interpella il mago seduto allo scrittoio. Gianni interpella il mago in piedi davanti al leggio. Non osando neppure respirare, Trojan si avvicina alla sagoma ricurva del mago calvo, dagli occhi così penetranti, che è completamente immerso nello studio di un antico libro di magia. La sua concentrazione è talmente profonda che, a quanto pare, il mago non nota la presenza di Trojan. Trojan tenta di chiedere un incantesimo al mago. Trojan spera in cuor suo di non commettere uno sbaglio irreparabile e scivola alle spalle del mago, così il mago non potrà vedere in faccia Trojan. Sottovoce, per non attirare l’attenzione degli altri, Trojan borbotta:

“Accidenti, ho dimenticato la mia borsa delle pozioni! Caro collega, non avresti una fiala da prestarmi?”

Trojan trattiene il respiro, la fronte imperlata di sudore.

Ma il mago non degna Trojan di uno sguardo e, senza sollevare gli occhi dai suoi scritti, il mago infila una mano tra le pieghe della lunga veste. I secondi passano, e l’inquietudine di Trojan si fa sempre più forte, ma improvvisamente il mago tira fuori una fiala. Il mago dice a Trojan:

“Tieni questa! Non mi ricordo più cosa contiene, ma ad ogni modo non ne ho bisogno!”

Senza voltarsi, il mago allunga verso Trojan la mano ossuta. Evitando di sfiorarla, Trojan stringe forte la fiala. 

Trojan si scosta rapidamente dal mago, che è nuovamente immerso nel lavoro. A quanto pare il mago non si è accorto del trucco: senza dubbio il mago ha scambiato Trojan per uno dei suoi confratelli essendo Trojan vestito di blu. Eccitato Trojan esamina la fiala: contiene una dose di fitopozione. 

Intanto Gianni che è di fronte al mago in piedi davanti al leggio, quest’uomo totalmente immerso nello studio di un libro di magia, dalle pagine coperte di fitta scrittura, così serio e concentrato, questo mago ispira fiducia e fa avvicinare Gianni senza esitazione. Il mago indossa un farsetto dai riflessi verde acqua e un berretto di seta color smeraldo. Il suo viso luminoso rivela una grande forza interiore. Gianni chiede al mago:

“Oh potente mago, puoi concedermi la tua attenzione?” 

Senza alzare gli occhi, lo stregone interrompe Gianni:

“Vammi a prendere un po’ di liquido azzurro, apprendista!”

Dicendo questo il mago porge a Gianni una fiala vuota ed indica con fare distratto la porta in fondo alla biblioteca. Evidentemente il mago è così immerso nelle sue ricerche che ha scambiato Gianni per uno degli apprendisti che si aggirano nella biblioteca. Facendo ciò che gli è stato chiesto dal mago, Gianni si guarda bene dal contrariare questo potente stregone: Gianni prende la fiala vuota e raggiunge rapidamente l’estremo opposto della sala. Un po’ preoccupato, Gianni gira la maniglia…e oltrepassa la soglia. Gianni esamina attentamente la nuova stanza: sul fondo nella penombra della sala si aprono due passaggi separati da alti muri di marmo. Di fronte a Gianni c’è un pozzo scavato nel pavimento, con le pareti di mattoni di terracotta. Sembra molto profondo e sprigiona una strana luminescenza bluastra. L’acqua, o il liquido, che vi è racchiuso ha lo stesso splendore degli zaffiri. A quanto pare questa è la meta della commissione che il mago ha affidato a Gianni. Gianni osserva i passaggi che si allontanano dal pozzo e Gianni comprende che sono l’accesso ad un labirinto. Avventurarsi lì dentro senza precauzioni potrebbe costare la vita. Per quale scopo quest’ala della fortezza è stata consacrata ad un simile dedalo? Gianni abbandona le sue riflessioni, volgendo nuovamente l’attenzione al pozzo e Gianni riempie di liquido blu la fiala del mago. Il misterioso liquido blu del pozzo affascina Gianni, Gianni decide di prenderne un po’ anche per sé. Gianni riempie l’otre con quest’acqua scintillante e ne assaggia una goccia. Subito Gianni riconosce la sostanza, Gianni l’ha già trovata nel corso delle sue avventure, presso alcuni stregoni: la sostanza è la preparazione di base per un gran numero di pozioni ed incantesimi. Allo stato grezzo, come adesso, la sostanza è una pozione guaritrice molto efficace. Da ricordare che Gianni, Trojan, Kaor e Igor sono ancora feriti. Gianni torna silenziosamente dal mago e gli tende la fiala ricolma di liquido blu. Lui non alza gli occhi dal suo lavoro nemmeno per ringraziare Gianni, il mago caccia via Gianni con un gesto della mano. Felice di aver evitato la collera del temibile mago, Gianni tira un sospiro di sollievo: Gianni l’ha scampata bella. 

Avendo ottenuto il prezioso liquido azzurro; Gianni, Trojan, Igor e Kaor a turno possono berlo per poter guarire dalle ferite riportate.

Ma ora Gianni e Trojan devono incontrarsi con Igor e Kaor in giardino. 

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