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Riciclo incentivante. 1 cent sullo smartphone per ogni bottiglia riciclata

DiPaul Polidori

Apr 15, 2016

Primo progetto su territorio nazionale, consentirà agli utenti di ricevere denaro in cambio dell’avvio al riciclo della plastica.

Succede a Monselice, in provincia di Padova, dove dallo scorso 9 aprile è partito il progetto “Monselive EverGreen”, prima iniziativa su scala nazionale che coniuga la raccolta differenziata con il cosiddetto riciclo incentivante. Qui grazie ad un compattatore di rifiuti commercializzato da Eurven, gli utenti che conferiranno bottiglie in Pet, tappi in plastica e lattine in alluminio, riceveranno 1 centesimo per ogni rifiuto differenziato.

È questo il concetto che sta alla base del riciclo incentivante: premiare il comportamento virtuoso del cittadino con buoni sconto da utilizzare all’interno delle attività commerciali convenzionate nel territorio e con un vero contributo, seppur minimo, in denaro.

Ciò sarà possibile grazie alla partnership “Cash for trash” tra Eurven che ha fornito appunto il compattatore e 2Pay, startup padovana che ha messo appunto un’app gratuita per smartphone che permette di semplificare il processo di pagamento abbattendo i costi delle transazioni, evitando commissioni e di fatto dicendo addio ai contanti.

Ricicli una bottiglia e ricevi 1 centesimo
Il cittadino conferirà così il rifiuto nel compattatore già predisposto per riconoscere la tipologia di rifiuto, differenziarlo automaticamente e ridurne fino al 90 per cento il volume iniziale. All’interno del compattatore verrà prodotta una ecoballa, pronta per essere raccolta e avviata a riciclo nei vicini centri di raccolta.

In cambio del rifiuto, il riciclatore incentivante permetterà all’utente di scegliere, grazie al sistema touch screen, quale sconto o coupon ottenere come premio, a seconda della tipologia di negozio prescelto. Oltre al buono sconto, l’utente riceverà direttamente 1 cent di euro sul borsellino elettronico del conto virtuale.

Questa iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione comunale della cittadina veneta, punta infatti a quella che viene definita come “differenziata spinta”: ovvero l’aumento della percentuale di rifiuti differenziati e avviati al riciclo, grazie anche a progetti di questo tipo. Il cittadino viene così spinto a non buttare, in un ciclo dove tutti ci guadagnano: ambiente, utenti e attività commerciali.

Monselice5

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/rifiuti-zero-firenze-mamme-no-inceneritore

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