Rieti si veste a festa: cresce l’attesa per la Processione dei Ceri

È il giorno della Processione dei Ceri, clou dei festeggiamenti del Giugno Antoniano Reatino. La grande festa della città di Rieti che rinnova la devozione popolare per il santo di Padova è iniziata oggi fin dalle prime ore del mattino di oggi, con la distribuzione nel chiostro di San Francesco della golosa cioccolata calda con i biscotti, un tempo sostegno energetico per i portatori.

Cinque quintali di dolcezza, assaporati da bambini e adulti, per rinnovare fin dal momento della colazione la centenaria tradizione antoniana.

Rieti offre oggi la percezione di una città pronta alla festa, che si prepara a vivere una domenica decisamente diversa dalle altre. Bando all’indolenza del giorno festivo e afoso, tutti sono impegnati al lavoro, ognuno a proprio modo, per accogliere nel migliore dei modi il passaggio del santo. A partire dagli infioratori.

I petali sono già sminuzzati e divisi per sfumature di colore, i disegni preparatori vengono posizionati con il nastro adesivo sull’asfalto, e si iniziano pian piano a delineare i contorni, le linee guida. Ogni quartiere si attrezza a modo suo, utilizzando anche polvere di caffè o sale, foglie, sughero o piccoli tranci di corteccia, perchè il risultato finale sia il più strabiliante possibile.

La corsa è contro il tempo, e contro la paura di un cielo avverso come fu lo scorso anno, quando un violento temporale devastò le opere floreali preparate con pazienza certosina. Ma pazienza, ci può stare. Nel frattempo, si fa bonariamente a gara per realizzare il quadro fiorito più orginale, per regalare dolci sfumature al disegno, e ci si passa la colla, lo scotch, in un clima di festa e collaborazione fraterna.

«Hai un pò di fiori gialli in più per favore? Mi servono per l’aureola», «vuoi un caffè, un pò d’acqua?», «ho finito le foglie di alloro». Le voci proseguono, e la mattinata prende vita. Qualche incauto cittadino sposta velocemente la macchina lasciata distrattamente lungo il tragitto della processione, qualcun altro spazza i marciapiedi, si accetta con gioia l’ospitalità di parenti o amici che possano fornire un affaccio panoramico sul corteo processionale.

E poi, c’è la signora che appende vessilli alle finestre, quella che prepara cestini con petali di rosa da gettare dal balcone, gli operai che stendono stuoie rosse che saranno percorse dalle due file di fedeli, i proprietari delle case site lungo il percorso della processione che si ingegnano con i cartoni per proteggere dalla cera le soglie dei portoni.

Dalle case escono gustosi odori, perchè «è sant’Antonio, vengono i parenti per la Processione, e poi nel caso i portatori volessero mangiare qualcosa». A Porta Conca e Porta d’Arce, ma anche a via Terenzio Varrone, la tradizione di preparare manicaretti nel giorno della Processione dei Ceri non si è persa. Nelle pentole ribollono sughi di carne, le fregnacce alla sabinese sono già tagliate e riposano in vassoi di carta, le cotolette saranno fritte all’ultimo minuto, per risultare più fragranti, la porchetta «è tradizione, non può mancare».

Le bande musicali, frattanto, indossata la divisa di gala, percorrono e animano di note il centro storico. I vigili urbani prendono servizio per liberare le strade, i sai neri sono ben stirati, la veste paonazza del vescovo attende in sagrestia. L’attesa prosegue.

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