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Rugby: addio a Jonah Lomu, leggenda degli All Blacks

DiPaul Polidori

Nov 19, 2015

Il gigante – affetto da una rara e grave forma di sindrome nefrosica- si è spento a 40 anni a Auckland. 1 metro e 96 per 118 chili e una velocità da centometrista ne hanno fatto il più grande rugbysta di sempre.

Il gigante si è arreso. Jonah Lomu, il più grande rugbista di sempre, sofferente di una rara e grave forma di sindrome nefrosica, è morto a 40 anni per un improvviso aggravamento delle condizioni di salute. E’ successo nel suo appartamento neozelandese di Auckland, qualche ora dopo la moglie Nadene ha confermato la notizia. Jonah, nel 2004 si era sottoposto ad un trapianto di rene (rigettato nel 2011), lascia due figli: Brayley, di 6 anni, e Dhyreille, di 5. “Vorrei vederli crescere fino a 21 anni”, aveva confessato qualche giorno fa.
Forte e dolcissimo, con quello sguardo malinconico. “Mio padre è scomparso che ero giovane. Non so quando potrebbe accadere a me. Spero solo che loro due crescano forti, in salute. Non smetterò mai di ringraziare Nadene, che è come se si occupasse di tre bimbi”. Reduce da un viaggio a Dubai con la famiglia, le sue condizioni erano apparentemente buone. Nelle ultime ore un calo delle proteine nel sangue avrebbe portato ad un nuovo blocco renale. Messaggi di cordoglio stanno arrivando da tutto il mondo.

Un metro e 96 cm di altezza per 118 kg, uniti ad una velocità da centometrista. Il numero 11, la maglia degli All Blacks (con cui ha segnato 37 mete in 73 partite). Una potenza devastante. Implacabile ed implaccabile. Nessun essere umano avrebbe potuto fermarlo, sul campo. La leggenda ‘Jonah’ Lomu era cominciata durante i mondiali di rugby del 1995 in Sudafrica, quando quel ragazzo ventenne di origine tongana si era messo a segnare mete che ci voleva un pallottoliere (il primato nelle World Cup  –  15  –  è stato eguagliato da Brian Habana): la sua marcatura con l’Inghilterra  –  superando Underwood, Carling e poi calpestando l’estremo Catt  –  ha fatto la storia del rugby.
Un anno prima, era stato il più giovane esordiente con la Nuova Zelanda. La consacrazione arrivò durante la Coppa del Mondo inglese del 1999: un paio di capolavori tra le mete, azioni ancora oggi cliccatissime sul web, tipo quella rifilata ai padroni di casa e un’altra, con quattro francesi inutilmente aggrappati alle sue gambone.

Auckland Blues, Chiefs e Hurricanes sono i club con cui ha giocato in patria, testimone e protagonista del passaggio del rugby al professionismo a partire dal 1995. Nel 2005 passò una stagione con i gallesi del Cardiff Blues. Poi un breve passaggio a Marsiglia, in Francia, da dilettante. I primi sintomi della malattia li aveva avvertiti vent’anni fa, ma solo qualche anno più tardi si è avuta chiarezza di quella sindrome nefrosica che era accompagnata da fatica, dolori di stomaco, gonfiore, ritenzione dei liquidi, infezioni, coaguli di sangue. Era l’inizio delle prime dialisi, poi il trapianto, gli infiniti ricoveri.
“Devi sempre cercare di restare positivo, sorridente”, diceva. “Questa malattia cerca di distruggerti poco alla volta. Ogni paziente che si sottopone a una dialisi è diverso,ma sappiamo di non avere altra scelta. L’alternativa è una sola: stare su col morale. Voglio insegnare ai miei figli che non c’è niente di facile, in questa vita e devi lavorare duro. Non si devono arrendere, io non mi arrenderò. Mai”.

L’altra settimana aveva confidato: “Pensate quello che avrei potuto fare, se fossi sempre stato bene”. il medico di famiglia, ha confermato che la morte di Lomu è avvenuta per arresto cardiaco.

Jonah era circondato dai suoi familiari. Nadene, la moglie, ha chiesto privacy per permettere a lei e ai figli di affrontare questi “momenti traumatici”. Il premier neozelandese ha twittato: “Tutto

il paese è vicino a Nadene e ai suoi figli”. Il messaggio più importante è quello arrivato da Richie McCaw, un’altra leggenda ovale, l’uomo che due settimane fa ha alzato al cielo la terza coppa del mondo vinta dagli All Blacks: “Non posso  credere a questa triste notizia. Jonah era un incredibile rugbista e una straordinaria persona. I miei pensieri sono per la sua famiglia. Riposa in pace, amico”.

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http://www.repubblica.it/sport/rugby/2015/11/18/news/all_blacks_morto_lomu-127621267/

 

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