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Salone del Libro nella bufera, 4 arresti. Indagato l’ex assessore Braccialarghe

DiPaul Polidori

Lug 13, 2016

Quattro persone sono state arrestate questa mattina dai Carabinieri della procura diTorino nell’ambito dell’inchiesta sul Salone del libro. L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Gianfranco Colace e dai carabinieri, ruota intorno all’ipotesi di turbativa d’asta con cui la multinazionale francese Gl Events, che gestisce Lingotto Fiere, ha ottenuto lo scorso anno la possibilità di organizzare tra il 2016 e il 2018 il Salone del libro di Torino con un bando i cui requisiti erano molto simili a quelli offerti dalla società francese. Tre persone sono finite in carcere: sono il segretario generale della Fondazione per il libro Valentino Macri, il direttore generale di Lingotto Fiere Regis Faure e il responsabile marketing di Gl Events, Roberto Fantino. Ai domiciliari, invece, Antonio Bruzzone funzionario della Bologna Fiere.

I carabinieri del Nucleo operativo e della polizia giudiziaria stanno eseguendo perquisizioni a Torino e Bologna anche negli uffici di esponenti politici. L’ex assessore alla Cultura di Palazzo Civico, Maurizio Braccialarghe (assistitodall’avvocato Roberto Macchia) risulta indagato per turbativa d’asta, per questo anche i suoi uffici hanno ricevuto la visita degli inquirenti.

Un’operazione che arrivava proprio nel bel mezzo dell’offensiva che la città di Milano ha messo in atto per organizzare una rassegna alternativa, con la sponda dell’associazione editori italiani e che ha visto il mondo delle istituzioni subalpine, oltre ai ministri Franceschini e Giannini, fino ai vertici di Intesa Sanpaolo, schierarsi dalla parte di Torino.

Nel corso dell’inchiesta è emerso che Macri, segretario generale della Fondazione del Libro, componente della Commissione giudicatrice, passava informazioni riservate (quali la presentazione di manifestazioni di interesse, l’identità degli interessati, la presentazione delle offerte) al dirigente di Lingotto Fiere, così da consentire alla multinazionale francese di modulare la propria partecipazione alle varie fasi della procedura di gara a seconda delle informazioni ricevute e di contattare uno degli altri partecipanti per concordare la sua uscita di scena.

L’indagine era partita dall’ipotesi di peculato nei confronti di Rolando Picchioni, ex presidente della Fondazione per il libro.

 

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http://lospiffero.com/ls_article.php?id=28325

 

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