Salvini: i profughi prendeteli in Vaticano

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Più o meno quello che Matteo Renzi ha reiterato sulla Rai… e si è visto com’è finita, con il suo addetto stampa assurto a ruolo di consigliere di amministrazione.

Ma perché il commissario è inutile ancora più inutile degli enti inutili che dovrebbe abolire ? Semplicemente per il fatto che non ha alcun potere e viene vissuto proprio per questo, da tutti coloro che dovrebbero dar loro degli elementi di analisi, come un simpatico rompiscatole di passaggio che, come gli yogurt ha la data di scadenza impressa sul coperchio.

Quando vennero istituite le Regioni un ministro dell’epoca, Tommaso Morlino, disse che non bisognava triplicare gli errori e gli sprechi dello Stato centrale, Ministeri in prima linea. Mai previsione fu più disillusa.

Ma cosa si dovrebbe veramente fare? Bisognerebbe avere il coraggio di rivedere tutta la macchina dello Stato. Gaetano Stammati e Vincenzo Milazzo grandi ragionieri generali mi fecero notare negli anni Ottanta come la pubblica amministrazione si era formata in oltre cento anni con stratificazioni senza un progetto unitario e andava pertanto rimodellata già allora. È per questo che oggi più che mai vanno ripensati i poteri delle regioni che non possono poter legiferare su tutto.

Decidere una volta per tutte su cosa fare degli enti intermedi, in primis le province, rottamate solo sulla carta ma che ancora oggi hanno voce in capitolo su gangli fondamentali come, ad esempio, la rete stradale.

Mancando una definizione unitaria di forme e struttura di governo nel territorio il caos regnerà sovrano in una sorta di policentrismo anarchico, dove è davvero impossibile immaginare una razionalizzazione delle spese. D’altronde, non si è mai vista un’azienda che non si ristrutturi periodicamente e se queste attività di spending review, invece di essere calate dall’alto, coinvolgessero sempre di più il personale degli uffici, che sa benissimo dove sono gli sprechi e dove è possibile tagliare forse qualche risultato concreto si reggiungerebbe.

Resta poi l’informatizzazione che avviene un po’ a caso; in ogni Ministero o direzione generale, per non parlare delle Regioni, province e comuni adottano sistemi senza un progetto comune il cui risultato è che i computer non colloquiano tra di loro e quindi quel network virtuoso di informazioni e conoscenze viene meno. Se va avanti così è meglio tornare a fax e fotocopie tra uffici piuttosto che una informatizzazione a singhiozzo che ha ancora bisogno della carta dei fascicoli. Forse prima ci si dovrebbe però occupare della «banda larga» ma questa è un’altra storia. L’ennesima.

«Altri 800 clandestini sbarcati in Italia. Li staranno portando a Bruxelles o in Vaticano…?» Con questa battuta di fuoco Matteo Salvini risponde alle critiche che gli sono piovute addosso dai cattolici dopo aver «sfidato» Papa Francesco sul tema dell’immigrazione.

Come riportato puntualmente ieri da Il Tempo, Salvini ha detto chiaro e tondo che respingere i clandestini è un dovere anche dei cattolici, entrando in piena collisione con il Santo Padre per il quale il respingimento «è un atto di guerra». Così, se da un lato sembra stia nascendo un asse Lega-M5S sul tema dell’immigrazione, da un altro il Carroccio è in piena e aperta polemica con il Vaticano.

Il senatore leghista Roberto Calderoli interviene «a gamba tesa» nella polemica: «Io ho voluto conoscerlo all’inizio del suo mandato, perché ero rimasto affascinato da questo Papa che parlava come le persone normali e non dall’alto del Vaticano», ha premesso l’ex ministro delle Riforme in un’intervista ad Affaritaliani.it. «L’ho conosciuto e gli ho parlato brevemente e avevo confermato questo mio innamoramento. Però, con il tempo, è un po’ venuto meno».

http://www.iltempo.it/politica/2015/08/09/salvini-i-profughi-prendeteli-in-vaticano-1.1446445

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