• Dom. Nov 29th, 2020

Ciadd News Radio e TV

Per info tel 320 221 74 20 e-mail ciaddsrl@gmail.com

Salvo Riina a ‘Porta a Porta’, Maggioni ammette: “Da Vespa ha parlato un mafioso”

DiPaul Polidori

Apr 8, 2016

Il giorno dopo la bufera sulla Rai per la scelta di mandare in onda ieri sera l’intervista di Salvo Riina, figlio del boss Totò, a Porta a Porta, i vertici dell’azienda cercano di difendersi davanti alla commissione Antimafia, convocata subito dopo l’annuncio della decisione. Riina La presidente Rai Monica Maggioni rivendica la posizione dell’azienda ma non il contenuto dell’intervista né come è stata condottada Bruno Vespa: “Nell’atteggiamento della Rai non c’è nessun tipo di negazionismo come dimostra la programmazione quotidiana da decenni. Poi però accade quello che è accaduto ieri”, ha risposto la presidente in commissione Antimafia.”Dobbiamo tenere conto del contesto e delle responsabilità del servizio pubblico. La ferita mafiosa” per l’Italia “non è il passato, è l’oggi, è il presente. E inoltre: nella nostra programmazione quotidiana la vittima e l’aguzzino non devono avere la stessa dignità di racconto”, ricorda Maggioni. E aggiunge: “Ci siamo posti il problema di un intervento a priori che avrebbe avuto le caratteristiche, per come era stato costruito, della censura. È difficile accettare e applicare la censura a qualcuno che ha una lunga storia professionale. Ma poteva anche avere un senso”. La presidente della Rai dice a proposito della trasmissione di ieri sera: “Quel racconto ha moltissime cose che lo rendono insopportabile. Prima di tutto non rinnegare il padre e dare dall’inizio alla fine un’intervista da mafioso. Quale è”.

Campo Dall’Orto: “Contributo alla conoscenza della mafia”. “È stata sicuramente una decisione delicata” ha detto il direttore generale della tv pubblica Antonio Campo Dall’Orto difendendo in tutto e per tutto la scelta della Rai. “Dopo un confronto con il direttore editoriale dell’informazione Rai Carlo Verdelli, lui ha ritenuto che fosse giornalisticamente difendibile e potesse contribuire ad aumentare il dibattito rispetto al racconto intorno alla mafia. Il mio compito non è essere censore né l’ultimo decisore di tutto, ma l’ultimo decisore solo quando serve”. Ha puntualizzato che Riina jr non ha preso compensi e che “la liberatoria è stata firmata alla fine ma le domande sono state fatte in libertà”. Infine ha annunciato: “Questa è una fase di transizione, prima abbiamo deciso di occuparci della informazione giornalistica in senso stretto, cioè delle testate, e poi dal primo settembre bisognerà riuscire ad avere una supervisione anche lavori sui contenuti giornalistici ovunque essi siano. Da quel momento si dovrà decidere insieme”.

Bindi: “Messaggi inquietanti”. Parla di “messaggi inquietanti” la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi: “Non ho visto la trasmissione ieri sera per non alzare lo share. L’ho vista stamattina e non è stata un’intervista del figlio sul padre ma del figlio di un capo di Cosa Nostra che ancora mesi fa dal carcere mandava messaggi di morte. È evidente che il perimetro delle domande sia stato fissato da Riina e dall’editore (del libro scritto da Riina jr, occasione dell’intervista, ndr) , non si è toccato la vera realtà di Cosa Nostra. Riina ha negato l’esistenza della mafia lanciando messaggi inquietanti. Non possiamo non chiederci se in questa fase di riorganizzazione della mafia le sue parole non siano indirizzate ai clan e ad altri interlocutori. Vespa domandava, domandava, ma lui non rispondeva, io non sono giornalista ma dico che l’intervista poteva finire lì. Era chiaro che era lui che conduceva la partita. Ha firmato la liberatoria perché quello era il messaggio che voleva mandare”. E giudica la puntata “riparatrice” di oggi un ulteriore danno. “L’annuncio di una puntata riparatrice fa passare un messaggio gravissimo: che ci possa esser par condicio tra mafia e chi la combatte, tra vittima e carnefice. Ci nasce questa domanda: se la trasmissione di questa sera possa essere un rimedio peggiore del danno”.

Vespa: “Per i vertici Rai niente da riparare”. “La Rai ha chiarito che non c’è niente da riparare” afferma Bruno Vespa, intervenendo subito dopo il ministro dell’Interno Angelino Alfano che, presente in studio per un’altra puntata dedicata al tema della mafia, tiene a precisare di “non essere qui per partecipare a una trasmissione riparatoria”, rispetto a quella andata in onda ieri.

Grasso: “In Rai più rispetto per lui che per me”. Il presidente del Senato Pietro Grasso, che ieri aveva detto che non avrebbe visto l’intervista, fa notare che l’intervista non ha dato nessun contributo a conoscere il fenomeno mafioso e invita a non banalizzare un argomento così delicato e doloroso come la mafia: “Io penso che il servizio pubblico non debba avere limiti all’informazione, ma deve imporre un diverso grado di responsabilità e di serietà. Che contributo hanno dato le parole di Riina a una maggiore conoscenza del fenomeno mafioso? Non si può banalizzare la mafia, non si ci si deve prestare a operazioni commerciali e culturali di questo tipo, e una puntata riparatoria non giustifica, anzi sembra mettere sullo stesso piano il punto di vista della mafia e quello dello Stato”. E aggiunge: “Quando sono andato alla Rai la liberatoria me l’hanno fatta firmare sempre prima, anche quando abbiamo fatto delle registrazioni. Ho sentito che lui ha firmato dopo aver visto il filmato”, segno del “grande rispetto anche da parte della Rai… forse lui aveva timore che gli fosse sfuggito qualcosa di compromettente…”.

salvo-riina-figlio-terzogenito-del-capo-dei-capi_665993

http://www.repubblica.it/politica/2016/04/07/news/riina_vespa_rai_maggioni-137127905/

(Visited 6 times, 1 visits today)