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Ultimo aggiornamento il 4 Agosto 2025 19:54 di Paul Polidori
Il nuovo spettacolo dal vivo, interpretato e diretto da Luca Martella, propone una
rivisitazione dei brani più celebri del Teatro-Canzone selezionati dal vasto
repertorio teatrale di Gaber-Luporini, in un susseguirsi di monologhi e canzoni
che spaziano…Lo shampoo, Destra-Sinistra, Io non mi sento
Italiano, Qualcuno era comunista, L’America, La Libertà, La Torpedo Blù,
ecc. ecc. ecc., nell’intento di prendere atto della nuova realtà, affrontarla,
deriderla, soffrirne. Due ore di performance intensa e coinvolgente, in un volo
dal ritmo serrato, che racconta quarant’anni di riflessioni nate dal connubio del
genio di Gaber e di Luporini insieme. Martella ne interpreta il pensiero, le
emozioni, i dubbi, la poesia, la sottile ironia, la rabbia, la denuncia, la speranza,
facendo danzare le parole di un tempo al ritmo dell’oggi. L’Attore stesso spiega le
motivazioni che lo hanno condotto ad occuparsi proprio del Signor G: “Il Teatro-
Canzone di Gaber-Luporini è sempre stato un punto di riferimento per me,
già dai tempi dell’Accademia… e poi se guardate bene il mio profilo… c’è
una certa somiglianza con Gaber… con questo naso al piede… che da
sempre mi precede”. Ma soprattutto l’attore si abbandona al personaggio del
Signor G, a quell’ “uomo senza qualità” in grado di dipingere con pennellate
sottili lo spirito della sua epoca e della nostra epoca. Ci sono istanti in cui
Martella assume il volto vero del Signor G, pure nella sua personale e unica
interpretazione, con una straordinaria mimica facciale, con un linguaggio del
corpo che interpreta ogni minimo cambiamento di ritmo, di tema, di emozione:
gioia, sofferenza, rassegnazione, conflitto, delusione, dubbio…Martella è fluido,
sincero, emozionante, fluente, esilarante. Il pubblico si sente come schiaffeggiato
da un vortice, dall’impellenza di un’idea, di un pensiero, dal desiderio di
superare la staticità di giorni mesi e anni che si susseguono tutti uguali…In una
società ormai naufragata per la perdita dei valori fondamentali della vita,
Martella invita ancora una volta, a riflettere…Durante lo spettacolo, il fraseggio
con i talentuosi musicisti, ricordiamo il Maestro Massimiliano Staderini al
Pianoforte, Piero Simoncini al Basso, Maurizio Brioni alla Batteria, Giancarlo
Martella alla Chitarra, Matteo Martella al Sax, come per un affiatamento antico,
accorda pause ai monologhi incalzanti e nello stesso tempo cortocircuita il
pubblico con un movimento che concede spazi angusti alla distrazione. È
evidente l’intento di concatenare il palcoscenico alla vita reale, il copione
teatrale al copione di vita, come se l’uno fosse da stimolo all’altro consentendo
un’esplorazione utile a portare consapevolezza e guarigione! Insomma, Martella
si fa portavoce, voce, palpito, battito d’ala, si fa canzone, urlo, dolore, ci fa ridere,
ci fa commuovere, ci prende per mano, ci porta, ci trasporta da un tono all’altro,
ci infiamma, ci emoziona… trasmettendoci le sue convinzioni e quelle del “Signor
G”.
(Spettacolo approvato dalla Fondazione Gaber)



