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Il 21 dicembre e il Natale

DiPaul Polidori

Dic 25, 2015

Il 21 dicembre è il primo giorno dell’inverno, viene definito solstizio d’inverno ed è la giornata con minor luce di tutto l’anno. Nelle civiltà che ci hanno preceduto vi era un contatto più diretto con il sole e la sua apparente traiettoria celeste. Ai giorni nostri l’osservazione astronomica è molto precisa ma ha perso il rapporto con gli astri celesti. Diverse tradizioni religiose sono unite da un filo di luce che conduce ad un culto solare. In passato in oriente e in occidente i movimenti solari venivano osservati per favorire il contatto con le potenze della vita affinché si attivassero nel microcosmo umano. In molte tradizioni il sole è associato al trionfo e alla gloria. Nel cristianesimo le antiche conoscenze della tradizione solare nonostante siano state bollate pagane e rigettate vengono accolte e preservate nel silenzio. Vi è una correlazione tra l’attività solare e Cristo.

Il cuore di Gesù viene raffigurato attraverso la radianza dei raggi. In alcune opere la testa del figlio dell’uomo viene contornata da una razza solare. Come non vedere nell’ostensorio la rappresentazione del disco solare. Nella bibbia vi sono riferimenti ad un simbolismo solare. Nell’antico testamento il Messia viene descritto come un sole che guarirà con i suoi raggi. Nel nuovo testamento emerge il simbolismo della luce. Nel vangelo di Giovanni è evidenziata la relazione del Cristo¬ con la luce mentre nelle lettere di Paolo è sfumata attraverso una ricchezza di significati. In occasione della trasfigurazione il volto di Gesù viene descritto come un sole splendente. Il culto del sole in Egitto e in Siria veniva svolto attraverso solenni celebrazioni del rito della nascita solare e trovò il suo spazio anche a Roma nel 274 d.c. con Aureliano che ufficializzò il Dies Natalis Solis Invicti (giorno natale del sole invitto) visto che un tale culto era già diffuso in varie parti dell’Impero.

La festa del Sole invincibile sembra fosse collocata pochi giorni dopo le feste saturnali che si concludevano il 21 dicembre. In quei giorni il sole dopo essersi apparentemente fermato, come sospeso in cielo (solstizio), con un rinnovato vigore, riprende il suo moto eclittico verso il nord. La luce solare durante il solstizio d’inverno tocca il punto più basso ( è il giorno più corto dell’anno) per poi riprendere quell’ ascesa che la porterà al solstizio estivo a raggiungere il suo apice. In prossimità del 21 dicembre si riproduce quella fase che precede il sorgere del sole. Prima dell’alba la notte raggiunge il maggior momento di oscurità. Tanto che diviene più manifesta la sensazione di un conflitto tra la luce che vuole venire e le tenebre che gli sbarra il passo schierando le restanti forze a disposizione. In quei momenti la natura è sospesa in attesa del nuovo giorno. Il raccoglimento favorisce la nuova nascita e il silenzio accompagna il passaggio di stato che procede dall’interno verso l’esterno. Quando arrivano i primi raggi del sole la natura riprende ciò che aveva momentaneamente interrotto. Quello che si era apparentemente fermato riprende la sua attività con rinnovato slancio. Nel periodo dell’avvento l’oscurità ci costringe a ricercare nei cuori quella luce che sembra smarrita. Siamo in attesa che nasca nella grotta il figlio della luce. La nascita sancisce il prevalere della luce sulle tenebre. Come vorremmo che fosse già quel giorno.

21-Dicembre

 

http://www.yogavitaesalute.it/2013/12/18/il-21-dicembre-e-il-natale-7420.html

 

 

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