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Scritte e animali sgozzati Riti satanici al “Montecio”

DiPasquale Stavola

Gen 4, 2016

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Di giorno ci passeggiano famiglie e anziani, che approfittano dei paesaggi regalati dal “monte de Montècio” per ossigenarsi e godersi scampoli di relax.

Ma con l’arrivo delle tenebre la situazione cambia radicalmente e il luogo assume una fisiononomia sinistra, perfetta location per celebrazioni di inquietanti riti satanici. Gli ingredienti ci sono tutti: animali sgozzati e simboli demoniaci. La cascina Crosara, una vecchia abitazione disabitata da decine di anni, raggiungibile da via Bastia prendendo la stradina sterrata che inizia dalla chiesetta dei Tornieri, sembra essere stata eletta a tempio satanico.

L’edificio è in cattivo stato, interamente coperto dalle piante rampicanti. Le poche stanze in cui si riesce ancora ad accedere sono raggiungibili solo superando macerie e arbusti che nel tempo hanno invaso la struttura. Entrando in una di queste, nel lato sud-est della cascina, si presenta uno scenario a dir poco inquietante: sugli intonaci scrostati sono stati disegnati simboli satanici e preghiere in latino scritte al contrario. Un 666, due pentacoli di cui uno contenente la testa di un caprone, una croce rovesciata e il simbolo piramidale dell’occhio della provvidenza. Ci sono le impronte di due paia di mani, probabilmente una maschile e una femminile considerata la grandezza dei palmi. Tutt’attorno si leggono parole in latino, brandelli di riti incisi con la vernice sui mattoni. Forse un’unica preghiera scritta al contrario della quale, l’unico pezzo leggibile, è “et, hodie nobis da quotidianum nostrum panem”. Una frase del “Padre Nostro”, però al contrario.

A segnalarci la presenza delle inquietanti scritte è il fotografo duevillese Devis Vezzaro, presidente de “I luoghi dell’abbandono”, associazione culturale che organizza escursioni e mostre fotografiche esplorando ruderi ed edifici in rovina. Durante una delle sue uscite nella cascina Crosara, Vezzaro ha fatto una scoperta raccapricciante: entrato nella stanza, oltre ai simboli, ha trovato una gallina morta, appesa ad una trave di legno. Un’altra, invece, era stata lasciata a terra, decapitata. «Ho trovato più di una volta candele usate poche ore prima, con la cera che non si era ancora indurita completamente, racconta Vezzaro. L’edificio, nonostante sia completamente in rovina, è sprovvisto di una recinzione che ne impedisca l’accesso o di segnaletica che indichi il pericolo di crollo e la proprietà privata. Nessuno dei pochi residenti della zona si è mai accorto di quanto stava accadendo a poche centinaia di metri dalla propria abitazione.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/thiene/montecchio-prec/scritte-e-animali-sgozzati-br-riti-satanici-al-montecio-1.4488271

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