Spazio, la sonda New Horizons arriva su Plutone dopo 9 anni: esplorati tutti i pianeti del sistema solare. La diretta

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Capitolo chiuso. Oggi alle 13,50, ora italiana, il libro sull’esplorazione del nostro Sistema Solare è giunto al termine. Ora inizia l’attesa per ricevere le immagini da oltre 5 miliardi di chilometri. La sonda Nasa in questi momenti è concentrata a catturare foto del planetoide e, solo dopo un secondo momento, si rivolgerà in direzione della Terra e spedirà tutto.Le prime foto ad alta risoluzione saranno disponibili già tra qualche ora.
Il passaggio ravvicinato su Plutone è andato in scena su sito della Nasa Tv

Questo il sito Web dedicato a New Horizons e alla sua incredibile avventura spaziale.
Lo storico appuntamento con l’ultimo pianeta del Sistema Solare è avvenuto attraverso un passaggio ravvicinato di circa 12 mila chilometri.

La sonda Nasa era partita nel 2006, pochi mesi prima della declassificazione di Plutone a pianeta nano.

Il viaggio di New Horizons comunque non si ferma qui, l’eplorazione continuerà con altri fly-by su altri corpi della misteriosa fascia di Kuiper.

La prova che tutto è andato per il meglio è la «telefonata» che la sonda dovrebbe effettuare intorno alle 3 di domani notte. Solo allora sarà possibile sapere che fine ha fatto e se è in grado di continuare la sua affascinante missione oltre i confini del Sistema solare.

I DATI
Plutone resta l’ultimo oggetto del sistema solare ancora inesplorato. L’ultimo avamposto sconosciuto e misterioso. Di lui si conoscono solo gli elementi canonici. Per fare un giro completo intorno alla nostra stella, ad esempio, impiega quasi 250 dei nostri anni.
Attualmente la sua distanza dalla Terra è di circa 4.500 milioni di chilometri, ma tra 140 anni sarà acora più lontano. È un corpo, o meglio un blocco di ghiaccio, freddo e inospitale con temperature medie alla superficie che arrivano a meno 223 gradi. Fino a qualche anno fa era considerato un pianeta a tutti gli effetti, ma nel 2006 l’Unione astronomica internazionale lo ha retrocesso a pianeta nano. Plutone però ora chiede il riscatto, nano o non nano, vuole la rivincita e in questo mese di luglio riserverà delle grosse novità.
LA TERZA ZONA
Dopo decenni, finalmente, l’umanità potrà coronare il sogno a lungo accarezzato: la conquista di tutti i pianeti del sistema solare. All’appello mancava solo lui, il signore degli inferi. Oggi sarà una data storica. Sarà il giorno in cui la sonda della Nasa, New Horizons, entrerà nell’orbita dell’ultimo pianeta, o meglio del planetoide, più sconosciuto di sempre che, suo malgrado, ha due caratteristiche: è l’ultima frontiera ma anche il primo di una vastissima popolazione di oggetti della cosiddetta terza zona, la Fascia di Kuiper, un’area ai confini del Sistema Solare in cui giacciono centinaia di corpi di ghiaccio oltre l’orbita di Nettuno. Il primo a presumere la sua esistenza fu l’astronomo olandese Gerard Kuiper che nel 1951 ipotizzò la nascita delle comete proprio da questa remotissima zona.

L’ESPLORAZIONE DEL SISTEMA SOLARE
New Horizons ha intrapreso il suo viaggio proprio nove anni fa, nel gennaio del 2006 (pochi mesi prima della declassificazione di Plutone a planetoide) e ora si trova a oltre 5 miliardi di km dalla sua base di partenza. Nel suo lunghissimo percorso a tappe, la sonda Nasa, che viaggia ad una velocità di 50 mila chilometri all’ora, ha svelato le caratteristiche del planetoide e ha confermato alcune certezze. «Non abbiamo trovato nuove lune o anelli tipo quelli di Saturno, Urano e Nettuno. Per molti di noi scienziati è stata una sorpresa scientifica – ha detto Alan Stern, principal investigator della missione il giorno in cui è stata corretta la rotta-. Di conseguenza, non è necessario alcun aggiustamento della traiettoria per evitare potenziali pericoli».

CINQUE LUNE
Plutone non è quel solitario corpo ai confini del sistema solare, possiede ben cinque satelliti conosciuti: Caronte, Stige, Notte, Cerbero e Idra. Il primo, Caronte, grande la metà del planetoide, è un altro cosiddetto pianeta nano e va nella stessa categoria di Cerere e Xena, grandi asteroidi promossi a un rango più alto.
Mano a mano che New Horizons gli si avvicina, Plutone e la sua area sono diventati ancora più definiti. E oggi avremo le immagini migliori. Le nuove foto inviate sulla terra mostrano due facce piuttosto differenti. Una presenta alcune singolari macchie scure, del diametro di circa 500 chilometri distribuite lungo la linea equatoriale. Il pianeta fu scoperto presso il Lowell Observatory, in Arizona, il 18 febbraio 1930, da Clyde Tombaugh e battezzato in onore di Plutone, divinità dell’Oltretomba secondo la mitologia romana; le prime lettere del nome, PL, sono anche le iniziali dell’astronomo Percival Lowell, che per primo ne ipotizzò l’esistenza.

http://www.ilmessaggero.it/TECNOLOGIA/SCIENZA/spazio_sonda_new_horizons_plutone/notizie/1463159.shtml

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