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STORIA ‘OCCULTA’, QUANDO IL CALABRESE FERA RIBELLANDOSI PROVOCÒ LO SCISMA DELLA MASSONERIA ITALIANA

DiPasquale Stavola

Lug 10, 2015

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COSENZA – Sino ad oggi l’originaria unione non è mai stata ricostruita. Ad oltre un secolo di distanza le dinamiche tra i diversi ordini massonici non hanno reso possibile una vera riunificazione, ma solo tentativi per assorbire questo o quel gruppo di adepti per ‘far numero’ e accrescere il proprio potere. Inizialmente tutti gli ordini massonici pare fossero raccolti all’interno del Rito Scozzese Antico ed Accettato del Grande Oriente D’Italia da cui, appunto nel Giugno1908, nacque l’Obbedienza Piazza del Gesù che prese il nome della piazza romana in cui aveva sede. La scissione fu motivata dalla decisione del Grande Oriente d’Italia di imporre ai fratelli presenti in Parlamento un voto contrario all’insegnamento religioso nelle scuole. Una linea che aderiva alle posizioni radical – progressiste di derivazione anticlericale e, per così dire, rivoluzionarie e garibaldine che erano entrate a far parte degli ideali di una parte della massoneria dell’epoca.

Il calabrese Saverio Fera, deputato originario di Petrizzi nel catanzarese, seguito dai vertici delRito Scozzese Antico ed Accettato del Grande Oriente d’Italia e da numerosi ‘fratelli’ parlamentari in contrasto con tale decisione, per il principio fondamentale massonico della libertà di coscienza, si ribellò. Fu allora che Fera si attivò costituendo il Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù e rendendosi, di fatto, l’artefice dello scisma della massoneria italiana. Con la marcia su Roma e l’istaurazione del regime fascista tutte le logge massoniche furono sciolte ed i fratelli dell’una e dell’altra obbedienza si videro costretti ad operare di nascosto in riunioni furtive per mantenere viva quella che viene ancora oggi definita l’arte massonica. Ripristinato il clima democratico, nel 1946 l’Obbedienza Piazza del Gesù riemerse quindi dalla clandestinità, non riuscendo mai a riacquistare il potere dell’epoca prefascista. L’intera obbedienza fu quindi assorbita da un altro ordine nel 1973, quello dei Giustiniani.

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La maggior parte degli associati contrari a tale fusione non parteciparono più alle riunioni, congelando però la propria posizione in attesa di tempi migliori, mentre altri in una specie di diaspora costituirono gruppi indipendenti. Le diverse realtà formatesi pian piano nel tempo si unirono, ricostruendo insieme ai vecchi fratelli massoni che ne facevano inizialmente parte il Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù. Otto Famiglie, tutte discendenti da Piazza del Gesù tornarono a riunirsi sotto lo stesso ‘tetto’. Ricostituita, l’obbedienza ormai svincolata da ogni condizionamento politico, si è continuamente potenziata accogliendo sempre più persone. Attualmente il Grande Oriente Italiano – Obbedienza Piazza del Gesù è retto da oltre dieci anni dal Gran Maestro Nicola Tucci, oggi al suo terzo mandato. Tucci che ha dedicato una vita all’arte massonica, originario di Rossano, vive nell’hinterland cosentino e gratuitamente, senza essere retribuito come succede per i Gran Maestri di altre obbedienze, auspica da sempre la riunificazione dell’intero universo massonico

Storia ‘occulta’, quando il calabrese Fera ribellandosi provocò lo scisma della massoneria italiana

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