STRAGE A DACCA, SGOZZATO CHI NON SAPEVA IL CORANO. I 9 MARTIRI ITALIANI E L’ULTIMO SELFIE PRIMA DELL’ATTENTATO

I pochi che casualmente erano sfuggiti agli assassini – l’imprenditore Gian Galeazzo Boschetti era in giardino a fare una telefonata, il cuoco veronese Iacopo Bioni, lo chef italo-argentino Diego Rossini e altri dipendenti del locale che al primo sparo avevano intuito la tragedia si erano rifugiati su una terrazza – avevano dato l’allarme. E le forze speciali avevano isolato la zona circondando l’edificio, facendo confluire mezzi di soccorso e pianificando un intervento per liberare gli ostaggi. L’attesa però è stata lunga, c’era la consapevolezza che comunque un’azione di forza avrebbe causato anche vittime innocenti. «Nessuna intenzione di trattare», dicevano fonti vicine al governo ma testimoni sussurravano: «Si sta cercando un contatto». Nulla da fare. Le ore passavano e nel ristorante trasformato in trappola gli stranieri dei ‘Paesi crociati’ (così li definirà più tardi nella sua seconda rivendicazione lo Stato Islamico) morivano. Torturati, sgozzati. Sottolineerà l’agenzia Amaq, megafono dell’Isis, che «i combattenti» hanno identificato e rilasciato «i musulmani», presumibilmente persone che avevano saputo recitare versetti del Corano.

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I volti dei cinque attentatori del commando jihadista entrato in azione nel nome di Allah.  Numerose testimonianze in tal senso lo confermano. Restano discrepanze invece sul numero dei terroristi entrati in azione per uccidere e per farsi uccidere. Sul suo sito controllato dall’Agenzia di monitoraggio dei siti islamici (Site), l’Isis afferma che il commando era formato da cinque persone e ne pubblica le foto: giovani con kefiah biancorossa in testa e kalashnikov in pugno. Nessun accenno al terrorista che il portavoce dell’esercito ha dato per ferito e catturato annunciando, dopo soli 13 minuti di blitz con spari e esplosioni trasmessi in diretta dalla televisione locale ATN News: «L’operazione è conclusa. La situazione è del tutto sotto controllo». Oggi il Bangladesh appare come ripiegato su se stesso. La premier Sheikh Hasina ha decretato due giorni di lutto nazionale dopo aver promesso a caldo di essere determinata a sradicare il terrorismo. «Che musulmani sono – si è chiesta – le persone che compiono azioni così orribili? È gente senza alcuna religione. Il popolo deve resistere al terrorismo». Ma nel Paese asiatico tradizionalmente laico e tollerante, la paura sta diventando il sentimento più diffuso. L’assassinio negli ultimi tre anni di quasi 50 intellettuali, esponenti delle minoranze religiose, difensori dei diritti umani e musulmani laicisti sta creando voragini mai viste finora. Che per essere colmate hanno bisogno di risultati concreti sul piano della sicurezza, ma anche nella lotta alla povertà e nella promozione della scolarizzazione.

 

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http://www.leggo.it/news/esteri/dacca_italiani_morti_isis-1834321.html

 

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