Stretta su rapine e furti, da un anno l’ok della Camera. Che fine ha fatto?

Mentre il sindaco di Milano Giuseppe Sala fa un appello per l’impiego dell’esercito nel contrasto alla criminalità in alcune zone calde della sua città è in stallo in Senato la riforma del processo penale che prevede, tra l’altro, un giro di vite su alcuni reati come la rapina o il furto aggravato. Qualche giorno fa lo stesso ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha sottolineato che il provvedimento, che prevede tra l’altro la riforma della prescrizione (sulla quale pende un richiamo dell’Ocse al nostro Paese), slitterà quasi certamente a dopo il referendum del 4 dicembre.

Sulla riforma, per la quale è stata autorizzata anche la possibilità per il governo di richiesta di fiducia, c’è un braccio di ferro nella maggioranza e parti del testo sono inoltre contestate dalla magistratura. Dopo l’approdo in Aula nel settembre scorso, la sua discussione è stata più volte rinviata per mancanza di numero legale. Ora è in attesa di essere rimesso in calendario per l’esame.

Il ddl di riforma del processo penale è stato approvato dalla Camera oltre un anno fa, il 23 settembre 2015, ed era stato depositato a Montecitorio nel dicembre 2014.

ECCO COSA PREVEDE IL TESTO – Per quanto riguarda il furto in abitazione e il furto con strappo la pena massima viene mantenuta a 6 anni. Nel caso di aggravanti la pena minima sale da tre a quattro anni e resta a 10 nel massimo. Sale la pena minima anche per la rapina che ettualmente è punita con il carcere da tre a 10 anni. Il minimo sale a 4 anni. La rapina aggravata è invece punita nel minimo con 5 anni di carcere anzichè gli attuali 4 anni  esei mesi. Il massimo previsto è 20 anni.

 

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http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/2016/11/17/stretta-su-rapine-e-furti-da-un-anno-lok-della-camera.-che-fine-ha-fatto_1f42bce8-3a8d-4f53-a581-4cd417433eb3.html

 

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