Suora di clausura incinta partorisce a Macerata: “Voglio tenere il bambino”

Il Corriere Adriatico riporta che la donna, boliviana, ha accusato dolori alla pancia e per questo è stata accompagnata all’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche. Nessun commento da parte del vescovo di Camerino Francesco Brugnaro.

La puerpera, in preda a forti dolori addominali, dopo essere stata accompagnata al vicino ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, dalla sala affollata del pronto soccorso sarebbe finita subito in quella del reparto di ostetricia e ginecologia. Dopo i controlli di rito, i medici del nosocomio maceratese le avrebbero comunicato subito la notizia di un travaglio in corso: parto perfettamente riuscito, neo mamma – una suora missionaria che sarebbe già stata dimessa – e suo figlio perfettamente in salute.

La donna, che nell’estate scorsa era stata accolta in un monastero della zona già in stato di gravidanza, avrebbe deciso di tenere il figlio. Il bebè, sarebbe stato portato al reparto neonatale dell’ospedale di Macerata per dei semplici controlli clinici di routine. E questo perchè la gravidanza, si sarebbe svolta senza problemi, ma anche senza alcun controllo periodico da parte di un ginecologo o di una struttura medica.

Sulla particolare vicenda, viene mantenuto il più stretto riserbo e il Vescovo di Camerino, Francesco Brugnaro, non si è ancora espresso ufficialmente. Mentre Madre Abbadessa, Rosella Mancinelli, del Monastero di Santa Chiara di San Severino fa sapere che la neo mamma ”non è una suora di clausura” dei conventi della zona. “La vicenda non riguarda alcuna sorella clarissa della nostra comunità, né consorelle di monasteri della zona”. “Desidero affermare ciò in modo categorico per fugare ogni dubbio e smentire le inesatte informazioni che circolano in questo momento e che hanno spinto molti giornalisti a rivolgersi al nostro indirizzo”. Suor Rosella ci tiene a difendere “il significato della nostra scelta di vita”, e assicura che “nessuna suora di clausura degli 8 conventi della Diocesi di Camerino-San Severino ha messo al mondo un figlio”.

Questo non è il primo caso nella Marche: una vicenda simile, era già avvenuta nel 2011 quando una suora di origini congolesi, in seguito ad uno stupro ad opera di un sacerdote straniero, partorì una splendida bambina all’ospedale di Pesaro. Non riconobbe sua figlia nei tempi stabiliti dalla legge e così, dopo essere stata costretta a darla in affido ad una coppia di Tolentino, cominciò la sua battaglia legale per riaverla con sé. Infine, la donna, che non era stata riammessa alla vita religiosa dal suo Ordine, riebbe sua figlia con se e vivono entrambe in una casa famiglia, nonostante i genitori adottivi abbiano continuato a protestare per diverso tempo per riavere con se la piccola.

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/23/macerata-suora-clausura-partorisce-voglio-tenere-bambino/1365288/

 

 

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