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Tecnologia: microsoft ha testato il primo centro dati sottomarino

DiPasquale Stavola

Feb 2, 2016

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E’ riemerso oggi dalle acque, dopo 105 giorni a dieci metri di profondita’, il primo prototipo del centro dati sottomarino che Microsoft sta sperimentando per abbattere costi e tempi di realizzazione delle strutture. Per poter reggere al surriscaldamento dei processori, i centri dati hanno bisogno di temperature molto basse, il che puo’ richiedere una spesa notevole. Facebook e Google hanno optato per costruirli nei paesi nordici. Il colosso di Redmond ha invece avuto una vera e propria illuminazione: costruirli nel profondo del mare, che fornisce naturalmente la temperatura opportuna. I ricercatori di Microsoft attivi sul progetto, denominato ‘Natick’, stanno studiando due soluzioni: la prima e’ costruire le strutture sul fondo del mare, la seconda prevede l’inserimento dei centri data in capsule sospese sotto la superfice acquatica e dotate di turbine che trasformino in elettricita’ l’energia delle correnti. Leona Philpot (dal nome di un personaggio del videogioco ‘Halo’), il prototipo riemerso oggi, appartiene alla seconda categoria e il test, secondo quanto ha raccontato Ben Cutler, uno degli scienziati coinvolti nell’esperimento, al ‘New York Times’, sarebbe andato meglio del previsto. “Quando ne ho sentito parlare la prima volta ho pensato: acqua, elettricita’… Perche’ mai farlo? Ma piu’ ci pensavo, piu’ la cosa guadagnava senso”, ha aggiunto Cutler. Secondo Microsoft, il progetto Natick consentira’ di ridurre i tempi di costruzione dei centri data a soli tre mesi dagli attuali due anni.

Tecnologia: microsoft ha testato il primo centro dati sottomarino

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