TI SEI MAI CHIESTO QUANDO E COME NASCONO LE BANCHE?

i banchieri nel medioevo, al tempo dei Templari

i banchieri nel medioevo, al tempo dei Templari

Le prime manifestazioni di quella che noi chiamiamo banca (da banco, tavolo dietro al quale sedeva il campsor o cambiavalute) sono testate fin dall’antichità presso gli Assiri e i Babilonesi, i Cartaginesi e i Fenici in ragione della loro fiorente attività commerciale.

L’attività creditizia era esercitata regolarmente anche in Grecia e a Roma, dove agivano banchieri il cui operato era controllato e regolamentato. Sarebbe comunque imprudente ritenere che le tecniche e soprattutto l’importanza economica e politica dei banchieri greco-romani avessero raggiunto quelle dei loro colleghi medievali.

Con l’interruzione dei traffici e il rarefarsi dell’attività commerciale determitatisi dopo la caduta dell’Impero Romano (V sec. d.C.), anche l’attività bancaria declinò. D’Altro canto l’attività creditizia era lungi dall’essere conciliabile con i principi dell’etica cristiana ferma a condannare l’usura – l’abominevole guadagno! – in quanto prestare denaro ricevendo in cambio un interesse avrebbe significato speculare sul tempo che appartiene solo a Dio. L’espansione del commercio in atto dal XII secolo rese necessaria la ripresa dell’attività creditizia. La banca medievale era costituita da grandi compagnie mercantili che univano all’esercizio diretto dei commerci un’attività di tipo bancario consistente in anticipazione di denaro, accettazione di depositi e via dicendo. Poichè la morale medievale proibiva il mutuo ad interesse (Mutuum date nihil onde sperantés – Luca 6, 35), tali compagnie agivano facendo ricorso al cambio tramite lettera (lettera di cambio o cambiale). L’operazione consisteva nell’anticipare fondi e nel rimborsarli in un’altra. La differenza dei cambi costituiva l’interesse. Se questo era un modo attaverso il quale le grandi imprese potevano sopperire alla mancanza di liquidità, al piccolo presito rispondevano, invece, i prestatori ebrei, che non erano vincolati dal divieto canonico di prestare ad usura (condannata come “ignominiosa” dal Concilio Laterano II del 1139; il divieto di praticarla fu poi ribadito in concili successivi).

I francescani Bernardino da Feltre e Barnaba da Terni, nell’intento di porre rimedio a tanti episodi di indigenza improvvisa, da una parte, e di sottrarre la gestione del credito dalle mani degli ebrei prestatori ed usurai, dall’altra, furono i fautori di una nuova istituzione, il Monte di Pietà (il primo fu fondato a Perugia nel 1462). Essi sollecitarono quanti fossero stati abbastanza agiati e avessero avuto una certa disponibilità economica a privarsi di una parte di ricchezza, per costituire con tali oblazioni un “monte”, cioè un mucchio di denaro, al quale avrebbero potuto attingere tutti coloro che ne avvessero fatto richiesta. La liquidità dei Monti di Pietà era alimentata anche attraverso i lasciti testamentari di privati cittadini e somme disposte dai Comuni.

Tra tutte, il Banco de’ Medici fu la più grande e famosa banca d’Europa nel corso del XV secolo. Oltre che a Firenze ebbe filiali a Roma, Napoli, Milano, Ancona, Bruges, Avignone, Lione e Londra. Esso si trovò ad un certo punto della sua storia a gestire gran parte delle finanze del mondo (prestò denaro al re d’Inghilterra Edoardo IV; e fu custode delle finanze papali). I Medici non furono soltanto banchieri, ma anche degli innovatori nel campo della contabilità: ad essi si deve, infatti, l’introduzione e l’uso sistematico della partita doppia, le cui prime attestazioni sono della fine del Duecento in ambito fiorentino. La partita doppia è un metodo di scrittura contabile consistente nel registrare una partita (cioè un’operazione) simultaneamente in un conto economico e in un contro patrimoniale (o più semplicemente ad ogni partita in “dare” corrisponde una partita in “avere” e viceversa). L’utilizzo della “partita doppia” rendeva, e rende, immediatamente visibile la situazione economica di un’azienda.

(FONTE CALENDARIO DI FRATE INDOVINO ANNUALITA’ 2017)

Ci si lasci aggiungere che ricerche più recenti vogliono l’Ordine dei Templari come ideatore della prima lettera di cambio.

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