• Dom. Nov 29th, 2020

Ciadd News Radio e TV

Per info tel 320 221 74 20 e-mail ciaddsrl@gmail.com

TRIVELLE FUORILEGGE: LA VERITÀ NEL NOSTRO NUOVO RAPPORTO

DiPaul Polidori

Mar 9, 2016

Non abbiamo indizi, ma prove: le piattaforme in Adriatico inquinano oltre i limiti di legge
Sostanze chimiche pericolose, con un forte impatto sull’ambiente e sugli esseri viventi, si ritrovano abitualmente nei sedimenti e nelle cozze che vivono vicino le piattaforme offshore in Adriatico. Spesso in concetrazioni al di sopra dei limiti previsti per legge.

È quanto emerge dal nostro nuovo rapporto “Trivelle fuorilegge” in cui, per la prima volta, vengono resi pubblici i dati ministeriali relativi all’inquinamento generato da oltre trenta trivelle operanti nei nostri mari.

Le concentrazioni di queste sostanze sono, in oltre il 70% dei casi, oltre i limiti di legge. I dati mostrano una grave contaminazione da idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti, molte di queste sostanze sono in grado di risalire la catena alimentare fino a raggiungere gli esseri umani.

Come abbiamo fatto a saperlo?

Abbiamo chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, tramite istanza pubblica di accesso agli atti, di ottenere i dati di monitoraggio delle piattaforme presenti nei mari italiani. Il Ministero ci ha fornito soltanto i dati di monitoraggio di 34 impianti, relativi agli anni 2012-2014, dislocati davanti alle coste di Emilia Romagna, Marche e Abruzzo. Delle altre 100 e più piattaforme operanti nei nostri mari, non ci è stato fornito alcun dato. Delle due, l’una o l’altra: o il Ministero non dispone di informazioni in merito (e dunque questi impianti operano senza essere monitorati) oppure lo stesso Ministero ha deciso di non farci accedere a tutta la documentazione in suo possesso.

I monitoraggi sono stati eseguiti da ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un istituto di ricerca pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente) su committenza di ENI, proprietaria delle piattaforme oggetto di indagine. In pratica, l’organo istituzionale (ISPRA) chiamato a valutare i risultati del monitoraggio sul mare che circonda le piattaforme offshore, opera su committenza della società che possiede le piattaforme oggetto d’indagine (ENI) cosicché il controllore è a libro paga del controllato.

Insomma, quel che a nessun cittadino sarebbe concesso, è concesso invece ai petrolieri, il cui operato è fuori controllo, nascosto all’opinione pubblica e gestito in maniera opaca.

Non ti sembra abbastanza?

VOTA Sì al referendum del 17 aprile contro le trivelle per porre fine a questo vero e proprio far west: FIRMA ORA IL TUO IMPEGNO!

rospo1

http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/referendum-trivelle/single/?guid=3f45a928-ca27-4961-8a4e-fa38df67c448

(Visited 7 times, 1 visits today)