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Trivelle. M5s: denunceremo Renzi e Napolitano

DiPaul Polidori

Apr 15, 2016

“Nelle prossime ore denunceremo il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il senatore a vita Giorgio Napolitano” perché “l’invito esplicito all’astensione è un reato”. Così in una nota i parlamentari M5S secondo i quali le dichiarazioni sull’astensione “sono reazionarie e pericolose. I cittadini devono partecipare, a partire dal referendum di domenica sulle trivellazioni”.

Anche dal Consiglio di Stato arriva la conferma della data del 17 aprile per il referendum sulle trivellazioni e del 5 giugno per le elezioni amministrative; nessun ‘Election Day’. La decisione arriva con un decreto monocratico del presidente della quarta sezione, Filippo Patroni Griffi; respinti gli appelli proposti dal Codacons e dai Radicali contro le ordinanze.

M5s, denunceremo Renzi e Napolitano – “Nelle prossime ore denunceremo il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il senatore a vita Giorgio Napolitano” perché “l’invito esplicito all’astensione è un reato”. Così in una nota i parlamentari M5S secondo i quali le dichiarazioni sull’astensione “sono reazionarie e pericolose. I cittadini devono partecipare, a partire dal referendum di domenica sulle trivellazioni”. La denuncia riguarda la “violazione di due articoli di legge: il n. 98 del DPR 361/1957 sulle elezioni e l’articolo 51 comma 2 della legge n. 352 del 25/05/1970 che disciplina i referendum. L’invito esplicito all’astensione è un reato” si legge nella nota dei 5 Stelle. “E’ intollerabile – continua il comunicato – che alcune fra le più alte cariche dello Stato facciano un invito simile che va contro il concetto stesso di democrazia. Le parole di Renzi (‘Astenersi è legittimo. Magistrale Napolitano’) e Napolitano (‘Non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria’) sono reazionarie e pericolose. I cittadini devono partecipare, a partire dal referendum di domenica sulle trivellazioni”.

Galletti, referendum inutile e strumentale – “Referendum di questo genere, strumentali e del tutto residuali, contribuiscono ad allontanare i cittadini dalla partecipazione. In questo caso, però, il quesito non è difficile: è inutile. Le modifiche legislative hanno già accolto le richieste delle Regioni e degli ambientalisti”. Lo afferma, in un’intervista a Repubblica, il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti che considera legittima l’astensione: “Nel momento in cui la Costituzione prevede un quorum, significa che si ipotizza che un referendum poco attrattivo possa non passare per irrilevanza”. Nonostante questo andrà a votare domenica, e si esprimerà per il ‘no’. “Vogliono trasformarlo in un referendum sull’opportunità di estrarre il petrolio, ma non è così – è la sua posizione – Anzi, come Paese dobbiamo continuare a investire in modo importante sulle rinnovabili”. Ma “cosa succederebbe se non estraessimo quel poco petrolio che estraiamo?”, dice. “Che nei nostri mari girerebbe ininterrottamente una super-petroliera. Non sarebbe di gran lunga più rischioso?”. “Oggi il 60% dell’industria e il 96% della mobilità funziona così, perché manca la tecnologia adeguata – evidenzia – Anche io vorrei vivere in un mondo che va tutto a rinnovabili, ma è da ipocriti ignorare la realtà”. Poi afferma che lasciare che le piattaforme possano estrarre fino a esaurimento del giacimento non è un regalo ai petrolieri: “Nessun regalo, il governo è libero di ricontrattare le royalties in qualsiasi momento”

Nella foto distribuita dall'ufficio stampa il 31 luglio 2014 la Rainbow Warrior, nave simbolo di Greenpeace, entrata in azione nel mar Adriatico presso la piattaforma petrolifera Rospo Mare B, di propriet?? Edison ed Eni. ANSA/UFFICIO STAMPA GREEN PEACE +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY - NO ARCHIVE+++

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/04/15/trivelle-consiglio-stato-conferma-ok-referendum-174-_b54e44de-5366-4106-9098-2190ffa54c80.html

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