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UN DIO SCONOSCIUTO RITROVATO IN TURCHIA

DiPaul Polidori

Apr 18, 2016

Scavando un monastero cristiano di epoca medievale nel sud-est della Turchia, il direttore degli scavi Prof. Dr. Engelbert Winter e l’archeologo Michael Blömer dell’Università di Münster hanno fatto una scoperta davvero sorprendente: un rilievo che era stato riutilizzato come contrafforte.

La cosa sorprendente sta nel fatto che questa lastra raffigura una divinità maschile con barba e con sembianze iconografiche uniche e mai viste prima.

Il monastero era stato costruito sul sito di un tempio Romano dedicato a Giove Dolicheno, un dio molto venerato nel II secolo d.C.:

“L’immagine è straordinariamente ben conservata e fornisce preziose informazioni sulle credenze dei Romani e sulla continuità anche in epoche più recenti di antiche tradizioni del Vicino Oriente. Tuttavia è necessaria ancora tanta ricerca prima di capire e poter identificare con precisione la divinità“, ha detto Blömer.

L’immagine, che può risalire agli inizi del I millennio a.C., era stata incisa su una stele di basalto e mostra la divinità che cresce da un calice di foglie. Un lungo corno e un albero, afferrato dal dio, crescono dai lati del cono.

UNA DIVINITÀ CON LA BARBA E SIMBOLI ASTRALI

Il suo santuario è situato vicino alla città di Gaziantep presso la montagna di Duluk Baba Tepesi; qui gli archeologi hanno ritrovato la stele inglobata nei resti del monastero cristiano costruito agli inizi del Medioevo sul sito dell’antico santuario.

”La stele di basalto mostra una divinità che cresce da un calice di foglie suo lungo stelo che aumenta da un cono che è ornata con simboli astrali. Dai lati del cono crescere un lungo corno e un albero, che la divinità afferra con la mano destra. Gli elementi pittorici suggeriscono che possa trattarsi un dio della fertilità” (Blömer).

I dettagli iconografici come la barba e la postura delle braccia inoltre suggeriscono che la raffigurazione potrebbe rientrare nell’orizzonte culturale dell’Età del Ferro dell’inizio del I millennio a.C.

LA QUESTIONE DELLA CONTINUITÀ RELIGIOSO-CULTURALE

La nuova scoperta fornisce un elemento importantissimo nell’ambito della ricerca che qui sta conducendo il team archeologico. E cioè l’esistenza o meno della continuità di credenze religiose locali mantenute “inalterate” nel corso dei secoli. Secondo il Prof. Winter

“La stele fornisce informazioni su come le antiche tradizioni orientali siano sopravvissute dall’Età del Ferro fino in piena epoca Romana“.

IL MONASTERO MEDIEVALE di MAR SOLOMON

La stele è stata ritrovata nell’ambito delle attività di scavo dell’Università di Münster che quest’anno hanno concentrato l’indagine sul monastero medievale di Mar Solomon (S. Solomon):

“I resti ben conservati del complesso del monastero hanno permesso di delineare numerose conclusioni per quanto riguarda la vita e la cultura in questa regione tra tarda antichità e il tempo dei crociati“. (Prof. Winter)

I resti del monastero, in particolare, sono stati scoperti nel 2010 e fino a quel momento questo sito medievale era stato conosciuto esclusivamente dalle fonti scritte: un sito la cui storia inizia nella prima Età del Ferro, prosegue in epoca Romana con un santuario dedicato a Giove Dolocheno conosciuto in tutto l’impero e continua la sua vita come monastero cristiano, pienamente efficiente ancora al tempo dei cosiddetti Crociati.

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UN DIO SCONOSCIUTO RITROVATO IN TURCHIA

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