Un fermo per donna uccisa a Milano

Ha confessato l’uomo che ha ucciso Tiziana Pavani, la segretaria d’asilo di 55 anni, trovata morta giovedì nel suo appartamento di Baggio, alla periferia di Milano. La confessione durante la notte, davanti al pm Letizia Mannella e agli agenti della Squadra Mobile della Questura di Milano, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Nobili. All’uomo, un italiano che non avrebbe precedenti penali, gli investigatori sono giunti soprattutto attraverso una serie di serrati interrogatori tra le conoscenze di vittima e omicida. Il corpo della Pavani era stato trovato giovedì pomeriggio da un vicino allarmato dal forte odore di gas proveniente dall’abitazione della donna. L’ uomo faceva parte delle amicizie della vittima. L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di contrasti personali. Una volta uccisa la Pavani l’omicida si sarebbe allontanato prendendo alcuni oggetti della segretaria, tra cui anche i suoi due telefoni cellulari.

A Luca Raimondo Marcarelli, il 32enne fermato per l’omicidio di Tiziana Pavani, è contestata l’aggravante della premeditazione poiché si è spogliato prima di ucciderla per non sporcare i suoi abiti di sangue mentre la colpiva con una bottiglia di vetro all’interno dell’abitazione della donna in via Bagarotti 44, a Milano. Durante l’interrogatorio, in cui ha confessato la sua responsabilità, ha ricostruito i rapporti con la donna, la sua dipendenza dalla cocaina e i ricoveri in psichiatria, il delitto seguito all’abuso di cocaina di quella notte, il ritorno a casa dei genitori e il giorno dopo trascorso a spendere i 500 euro rubati alla vittima con gratta e vinci, slot machine e ricariche telefoniche.

“L’ho conosciuta sul social network Badoo – ha ricostruito il fermato – e tramite amicizie comuni. La frequentavo uno o due weekend al mese. I rapporti erano di amicizia e anche di sesso occasionale. Lei mi aveva trovato anche un lavoro presso una ditta di pulizie. Sono salito da lei alle 18:30-18 35. Abbiamo chiacchierato e poi ho iniziato a fare uso di cocaina. Poi abbiamo avuto una piccola discussione per motivi economici. Le avevo prestato 2.450 euro. Solo io ho fatto uso di cocaina. Sono in cura al Sert da quattro
o cinque mesi a causa di un tentativo di suicidio. Sono stato anche ricoverato in psichiatria”.

 

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2017/01/14/un-fermo-per-donna-uccisa-a-milano_9d436404-e168-4f5a-8691-65efc14b45ec.html

 

 

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