Veglia pasquale a San Pietro, il Papa: «Non abbiate paura della realtà»

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Città del Vaticano – «Notte di veglia è questa notte. Non dorme il Signore, veglia il Custode del suo popolo, per farlo uscire dalla schiavitù e aprirgli la strada della libertà». Ha esordito così papa Francesco (citando il Salmo 121) nell’omelia della solenne Veglia pasquale presieduta nella basilica di San Pietro.

Il rito ha avuto inizio nell’atrio della Basilica con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero pasquale. Dopo la processione verso l’altare con il cero pasquale acceso e il canto dell’Exsultet, è stato il momento della Liturgia della Parola e poi della Liturgia battesimale, nel corso della quale il Pontefice ha amministrato i Sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo e cresima, poi Eucaristia) a dieci catecumeni; si tratta di sei donne e quattro uomini di diverse età e nazionalità: la più giovane è una cambogiana nata nel 2002, la più anziana una keniana nata nel 1948; c’erano anche quattro italiani, tre albanesi e un portoghese.

A seguire, la Liturgia eucaristica, concelebrata concardinali, vescovi e sacerdoti.

«Il Signore veglia e con la potenza del suo amore fa passare il popolo attraverso il Mar Rosso; e fa passare Gesù attraverso l’abisso della morte e degli inferi – ha ricordato Papa Bergoglio – Notte di veglia fu questa per i discepoli e le discepole di Gesù. Notte di dolore e di paura. Gli uomini rimasero chiusi nel cenacolo. Le donne, invece, all’alba del giorno dopo il sabato, andarono al sepolcro per ungere il corpo di Gesù. Il loro cuore era pieno di commozione e si domandavano: “Come faremo a entrare? Chi ci rotolerà la pietra del sepolcro?…”. Ma ecco il primo segno dell’Evento: la grande pietra era già stata ribaltata e la tomba era aperta!».

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