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Viterbo-Roma in auto, 80 chilometri di paura

DiPaul Polidori

Gen 8, 2016

Segnaletica orizzontale non pervenuta, buio pesto, buche in ogni dove, catarifrangenti inesistenti. Questa è la Cassia Viterbo-Roma o Roma-Viterbo se preferite.

La SS 2 venne istituita nel 1928 con il seguente percorso: “Roma – Vetralla – Viterbo – Montefiascone – Radicofani – Siena – Poggibonsi – Firenze. Ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 attuato nel 2001, la Cassia non è più di dell’ANAS è stata trasferita alla Regione Lazio e Toscana, che hanno devoluto le competenze alla Provincia di Roma, di Viterbo, di Siena e di Firenze.

E’ il tratto che congiunge il capoluogo della Tuscia alla capitale che ci interessa. Arteria di collegamento per tanti pendolari viterbesi che, ogni giorno, per studio o lavoro, la attraversano. I credenti si fanno il segno della croce ogni volta.

Percorrerla di notte, magari sotto la pioggia, è una vera impresa. La visibilità è pessima,  a causa delle cattive condizioni in cui è tenuta. Rare le strisce bianche orizzontali, importanti quando si guida a sole calato. Assenti anche gli altri supporti, tipo i catarifrangenti.

Abbondanti le buche. Se l’automobilista, decidesse di scorciare per Tre Croci avrebbe la sensazione di trovarsi in una vasca. Ci sono più voragini che asfalto.

L’unico tratto tenuto bene lo troviamo all’altezza di Campagnano. C’è un bel rettilineo, in discesa se si viene da Roma, con le strisce orizzontali in perfette condizioni, manto stradale perfetto e un bell’autovelox pronto a scattare foto a chiunque supera i 90 km orari.

Un vero e proprio paradosso. L’unico pezzo di strada buona, dove ti viene naturale pigiare l’acceleratore nasconde “la sorpresa” di un bel rischio multa. Tutto il resto è buio pesto, alzheimer da buche e diotrie di vista che se ne vanno tentativo di intercettare il ricordo delle strisce orizzontali della carreggiata. Il tutto nel silenzio di chi questo territorio lo amministra.

Ogni giorno in tanti rischiano la vita e un’arteria che potrebbe essere un canale di scorrimento per i turisti si caratterizza per l’eccezionale livello di impraticabilità.E pensare che la politica da decenni racconta la storia del raddoppio della Cassia. Altro che raddoppio, amministratori responsabili dovrebbero chiuderla piuttosto che farci transitare i cittadini in queste condizioni.

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Viterbo-Roma in auto, 80 chilometri di paura

 

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