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Voynich – Il libro che nessuno riesce a tradurre

DiPaul Polidori

Mar 11, 2016

I libri sono davvero una fonte infinita di sorprese, ma la storia che vi voglio raccontare oggi, le supera tutte. Nel 1912, a Villa Mondragone, vicino Roma, Wilfrid Voynich, un antiquario di origini russe, esaminando alcuni libri antichi che il collegio dei Gesuiti aveva messo in vendita per racimolare i soldi necessari per riportare la Villa all’antico splendore, trovò uno stranissimo libro, scritto in una lingua assolutamente incomprensibile. L’uomo si incuriosì tantissimo, anche perché aveva una grande esperienza nel settore e prima di quel momento non gli era mai capitato di imbattersi in nulla di simile, e non solo acquistò il libro, ma trascorse la sua intera esistenza a cercare inutilmente di decifrarlo.

Ecco come mai il libro viene chiamato da tutti il “Codice Voynich”.

Oltre a lui, hanno tentato di capire i contenuti di questo stravagante testo tantissimi scienziati ed esperti, ma mai nessuno è mai riuscito a risolvere l’enigma. Sia la lingua utilizzata nella scrittura che i disegni contenuti al suo interno sono ignoti e indecifrabili. Le immagini ritraggono prevalentemente strane piante e fiori sconosciuti, oltre a incomprensibili diagrammi zodiacali e a donne ritratte mentre fanno il bagno in acque colorate di verde.

Il libro è scritto su pergamena ed è molto raffinato sia nella rilegatura che nella forma, ed è certo ormai che non sia stato scritto in nessuna delle lingue conosciute sul pianeta.

Se ne è occupato persino W.Friedman, uno dei più grandi esperti del settore, ma per la prima volta in vita sua, anche lui si è dovuto arrendere. Non ha ottenuto alcun risultato. Si tratta dell’unico libro al mondo di cui nessuno studioso è riuscito a decifrarne i contenuti.

Voynich, in verità, durante i suoi studi era certo di aver individuato una firma occultata da una precedente cancellazione, che attribuiva l’opera a Jacobus da Tepence, un medico tedesco vissuto nel sedicesimo secolo, però l’antiquario, durante le sue analisi, inviò anche una lettera di un altro famosissimo medico tedesco, Athanasius Kircher, un gesuita considerato all’epoca un vero esperto di traduzioni di lingue antiche, in cui da Tepence scriveva di essere certo che l’autore del libro fosse Roger Bacon, detto anche “doctor mirabilis”, un inglese vissuto intorno all’anno mille. Nella stessa lettera affermava anche che l’Imperatore Rodolfo d’Asburgo lo avesse acquistato, certo che l’autore fosse Bacon in persona, per una cifra di denaro molto consistente.

Su questa vendita furono fatte mille illazioni, tra cui anche che si trattasse di un falso confezionato ad hoc da un certo Edward Kelley, per truffare l’imperatore. Qualcuno all’epoca era convinto che il libro fosse stato realizzato in modo da risultare incomprensibile, proprio da Kelley, che era uno strano personaggio, che si vantava con tutti di avere il potere di comunicare con non meglio specificati “esseri del cielo”.

Cinque anni fa però il testo è stato sottoposto all’’analisi al carbonio ed è risultato avere circa 600 anni di età, per cui sicuramente l’autore non era uno di quelli ipotizzati, e neanche Leonardo da Vinci o lo stesso Voynich, come supposto da altri studiosi nel corso degli anni.

Su questo testo sono state fate le più incredibili ipotesi, qualcuno ha perfino asserito che si tratti di un manuale che spiega attraverso un codice misterioso il segreto dell’immortalità. Di certo siamo di fronte all’unico libro al mondo scritto in una lingua indecifrabile, che ancora oggi decine e decine di studiosi passano la loro vita a tentare di decrittare, senza ottenere alcun risultato.

Codice-Voynich

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