Manga: lost canvas(la tela perduta) dei manga giapponesi esiste veramente.

Andrea Conticelli giovane regista Italiano grande amante dei manga giapponesi sostiene di aver ritrovato la vera tela perduta dei manga giapponesi.Conticelli in una nota ha affermato : in via riservata seppi da amici che il famoso pittore Romano hypnos la notte tra il 10 e l 11 settembre 2001 aveva dipinto una misteriosa tela rossa ( Michael’a gate).Amici comuni con il pittore mi dissero una cosa che mi colpi in quanto amante dei manga giapponesi.Mi dissero che il pittore hypnos quella notte sogno’ un giapponese ubriaco che prendeva da una ciotola sangue umano e lo spalmava sulla tela con le mani.Il pittore .che  dormiva nel suo studio quella notte al buio si taglio e mischio’il suo sangue con il colore rosso,seguendo uno schema come se non fosse lui a dipingere.La cosa mi colpi ( continua Conticelli) e volli approfondire l argomento scoprendo che un pittore giapponese ubriaco era stato l ispiratore dei manga.È stato il “demone della pittura” a dare origine ai manga

Il precursore dei manga è stato un artista giapponese di nome Kawanabe Kyōsai vissuto nella seconda metà del 1800 c onosciuto anche come il “demone della pittura”, Kawanabe Kyōsai è stato l’artista che ha dato poi vita all’avvento dei manga giapponesi.
In Giappone tutti conoscono la vita e la storia di Kawanabe Kyōsai, uno dei pittori più stravaganti ed eccentrici che il paese del Sol Levante abbia mai avuto. Per diversi anni i suoi dipinti hanno recato sempre la stessa iscrizione in calce: “Shōjō Kyōsai”, che letteralmente significa “ubriaco pazzo studio”. È nota l’ossessione che l’artista aveva per il vino: si dice che già a mezzogiorno bevesse tre bottiglie di sake di fila. Si potrebbe pensare che quindi i suoi disegni fossero un gran caos di linee e colori, ma niente potrebbe essere più lontano dalla realtà. Kawanabe Kyōsai, infatti, era famoso per il tratto pulito e le immagini nitide, che ancora oggi lo contraddistinguono come uno dei pittori più talentuosi che siano mai esistiti.
Le opere di Kawanabe Kyōsai erano estremamente dissacranti e prendevano di mira il sistema politico del Giappone e la voglia dei suoi abitanti di somigliare agli occidentali. Una sua xilografia del 1874, “School for Spooks, No.3”, della serie “Drawings for Pleasure”, mostra uno sciame di viscidi demoni verdi stretti in minuscole scrivanie e abiti occidentali. Un chiaro affondo al sistema di istruzione obbligatoria istituito dal governo Meiji. Immagini come questa gli sono valse una pena detentiva e cinquanta frustate.
Molti studiosi di manga, il popolare formato di fumetti giapponesi, hanno decretato che è stato proprio Kyōsai a inventare il genere nel 1874. Queste opere, infatti, sono ovviamente di fantasia ma perennemente radicate negli avvenimenti politici e culturali della vita reale. Proprio come quelle realizzate da Kyōsai. Quest’ultimo ha dipinto il Giappone che cambiava e ha applicato il suo umorismo particolare a temi e generi tradizionali, con risultati incomparabili e differenti da quelli degli altri artisti.
Nel 1874, insieme al migliore amico Kanagaki Robun, Kawanabe Kyōsai ha fondato “E-shinbun Nipponchi”, il primo magazine di manga mai esistito al mondo. Questo era espirato a “Punch”, la principale pubblicazione di umorismo inglese dell’epoca. Purtroppo non ha mai preso piede ed è stata chiusa dopo soli tre numeri. Ma il suo stile semplice ha ispirato dozzine di imitatori alla fine del XIX secolo: i suoi discendenti, attualmente, sono centinaia. Basta entrare in qualsiasi negozio di fumetti per rendersene conto. UFFICIO STAMPA 3383415053

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