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A febbraio 2024 torna la Grande Stagione Teatrale del Casinò di Sanremo. Disponibili i nuovi abbonamenti. Oggi 31 gennaio e venerdì 2 febbraio è aperta la biglietteria di Porta Teatro al Casinò di Sanremo

DiPaul Polidori

Feb 1, 2024

CIADD NEWS 24... in diretta RADIO e TV

Dopo il successo dei primi tre appuntamenti con Gianmarco Tognazzi, Alessandro Haber e Rocco
Papaleo, la stagione teatrale del Casinò di Sanremo alza nuovamente il sipario il 23 febbraio 2024.
Sarà Antonio Decaro con la piece “Non è vero ma ci credo” ad aprire la rassegna seguito da
Adriano Falivene, Elisabetta Mirra e Antonio Milo, Sabino Zaba, Edy Angelillo, Paolo Triestino e
Emanuele Barresi.
Quattro appuntamenti da febbraio ad aprile 2024 con una scelta di testi interessanti, interpretati
da apprezzati professionisti del palcoscenico. Una scelta teatrale composita che richiama
l’autorevole tradizione del Teatro dell’Opera del Casinò, dove si armonizzano esperienze
artistiche di spessore con pieces tratte dalla migliore letteratura e drammaturgia, dirette da registi
dal sicuro impatto creativo.
Sono già disponibili i nuovi abbonamenti a quattro spettacoli. Prenotazione libera cell. 347
7302028 e cell 333 7679409 WhatsApp. Emal info@ilteatrodellalbero.it
La Biglietteria presso porta Teatro al casinò di Sanremo sarà presente oggi mercoledì 31 gennaio dalle 16
alle 19.00 e venerdì 2 febbraio sempre nella stessa fascia oraria.
Dopo la pausa festivaliera riaprirà il 13 ,15, 16, e 17 febbraio sempre dalle 16.00 alle 19.00.
Tel 0184 595273.

La Stagione teatrale 2024 nel Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo. Su il sipario
Venerdì 23 febbraio 2024 ore 21.00
Non è vero ma ci credo con Antonio Decaro
Sabato 16 marzo 2024 ore 21.00
Mettici la mano di Maurizio De Giovanni
con Antonio Milo, Adriano Falivene , Elisabetta Mirra
con la regia di Alessandro D’Alatri.
Sabato 23 marzo 2024 ore 21.00
Canto anche se sono stonato con Sabino Zaba

Giovedì 25 aprile 2024 ore 21.00
Que serà con Paolo Triestino, Edy Angelillo, Emanuele Barresi.

Biglietti
Platea Primo settore € 25,00
Abbonamento € 80 4 appuntamenti
Platea secondo € 20.00
Abbonamento € 60 quattro appuntamenti
Galleria € 15.00
Abbonamento € 40 quattro appuntamenti
Gruppo di 10 studenti con insegnante costo del biglietto in galleria € 5. ( superiori a 10 € 4).

Note. Persone diversamente abili con accompagnatore : ogni due biglietti uno gratuito.
Associazioni con elenco dei soci presentato dal Presidente € 5 di sconto su abbonamenti .
Compagnie teatrali con elenco portato dal rappresentante € 5 di sconto su abbonamenti

Biglietteria
Servizio di Biglietteria presso botteghino del Teatro nei giorni: – martedì giovedi, venerdì sabato,
dalle ore 16.00 alle ore 20.00 –
tutti i giorni sino al 15 ottobre 2023 dalle h 16.00 alle 20.00 –
nei giorni degli spettacoli previsti in stagione, dalle h 16.00 alle 21.00.

Servizio di prevendita Compagnia Teatro Dell’albero Biglietteria presso Porta Teatro Casinò di
Sanremo tel 0184 595273 ( negli orari indicati) – prenotazione libera cell. 347 7302028 e cell 333
7679409 WhatsApp.
Emal info@ilteatrodellalbero.it
www.casinosanremo.it
2024
Venerdì 23 Febbraio 2024 ore 21.00
Enzo Decaro
Non è vero ma ci credo
di Peppino De Filippo
Regia di Leo Muscato
Carlo Di Maio, Roberto Fiorentino, Carmen Landolfi, Massimo Pagano,
Gina Perna, Giorgio Pinto, Ciro Ruoppo, Fabiana Russo, Ingrid Sansone

L’anno in cui, Leo Muscato, è stato direttore artistico della compagnia di Luigi De Filippo, inaugurò
quel nuovo corso partendo proprio dal primo spettacolo che ha fatto con lui (Non è vero ma ci
credo) rispettando i canoni della tradizione del teatro napoletano, ma dando a questa storia un
sapore più contemporaneo. Il protagonista dello spettacolo assomiglia tanto ad alcuni personaggi
di Molier̀e che Luigi De Filippo amava molto.
Ho mosso i primi passi nel mondo del teatro quando avevo poco più di vent’anni. Mi ero trasferito
a Roma per fare l’Università e non sapevo ancora nulla di questo mestiere. Mi presentai a un
provino con Luigi De Filippo e luimi prese a bottega nella sua compagnia. Mi insegnò letteralmente
a stare in palcoscenico, dandomi l’opportunità di vivere la straordinaria avventura delle vecchie
tournée da 200 repliche l’anno. Rimasi con lui per due stagioni; poi mi trasferii a Milano per
studiareregia. Ci siamo rivisti ventidue anni dopo, pochi mesi prima che morisse. Mi chiese di
pensare a un progetto da fare insieme. Ne pensai mille, ma non abbiamo avuto il tempo di
realizzarne uno. Ho deciso di inaugurare questo nuovo corso partendo proprio dal primo
spettacolo che ho fatto con lui, Non è vero ma ci credo. Rispettando i canoni della tradizione del
teatro napoletano, proveremo a dare a questa storia un sapore più contemporaneo. Quella che
andremo a raccontare è una tragedia tutta da ridere, popolata da una serie di caratteri dai nomi
improbabili e che sono in qualche modo versioni moderne delle maschere della commedia
dell’arte. Il protagonista di questa storia assomiglia tanto ad alcuni personaggi di Molière che Luigi
De Filippo amava molto. L’avaro, avarissimo imprenditore Gervasio Savastano, vive nel perenne
incubo di essere vittima della iettatura. La sua vita è diventata un vero e proprio inferno perché
vede segni funesti ovunque: nella gente che incontra, nella corrispondenza che trova sulla
scrivania, nei sogni che fa di notte. Forse teme che qualcuno o qualcosa possa minacciare l’impero
economico che è riuscito a mettere in piedi con tanti sacrifici. Qualunque cosa, anche la più
banale, lo manda in crisi. Chi gli sta accanto non sa più come approcciarlo. La moglie e la figlia sono
sull’orlo di una crisi di nervi; non possono uscire di casa perché lui glielo impedisce. Anche i suoi

dipendenti sono stanchi di tollerare quelle assurde manie ossessive. A un certo punto le sue fisime
oltrepassano la soglia del ridicolo: licenzia il suo dipendente Malvurio solo perché è convinto che
porti sfortuna. L’uomo minaccia di denunciarlo, portarlo in tribunale e intentare una causa per
calunnia. Sembra il preambolo di una tragedia, ma siamo in una commedia che fa morir dal ridere.
E infatti sulla soglia del suo ufficio appare Sammaria, un giovane in cerca di lavoro. Sembra
intelligente, gioviale e preparato, ma il commendator Savastano è attratto da un’altra qualità di
quel giovane: la sua gobba. Da qui partono una serie di eventi paradossali ed esilaranti che
vedranno al centro della vicenda la credulità del povero commendator Savastano. Peppino De
Filippo aveva ambientato la sua storia nella Napoli un po’ oleografica degli anni 30. Luigi aveva
posticipato l’ambientazione una ventina d’anni più avanti. Noi seguiremo questo sua intuizione
avvicinando ancora di più l’azione ai giorni nostri, ambientando la storia in una Napoli anni 80, una
Napoli un po’ tragicomica e surreale in cui convivevano Mario Merola, Pino Daniele e Maradona.
Lo spettacolo concepito con un ritmo iperbolico condenserà l’intera vicenda in un solo atto di 90
minuti. Note di regia – Leo Muscato

Sabato 16 marzo ore 21.00
Mettici la Mano testo di Maurizio de Giovanni
con Antonio Milo Adriano Falivene. Elisabetta Mirra per la regia di Alessandro D’Alatri
Questo nuovo progetto nasce come una costola della saga de “Il commissario Ricciardi”, dopo il
successo della serie televisiva a cui ho lavorato. Dalla straordinaria e immaginifica penna di
Maurizio de Giovanni, due tra i volti più colorati si staccheranno dalle vicende del filone corale del
Commissario e torneranno a raccontarsi con il pubblico, ma questa volta dal vivo: il brigadiere
Maione e il femminiello Bambinella.
Troveremo la città di Napoli devastata dalle conseguenze del nazifascismo, martoriata dai
bombardamenti, ma mai priva di quella carica di umanità e di amore per la vita. Medesimi saranno
i due attori che hanno interpretato la serie tv: Antonio Milo e Adriano Falivene. Elisabetta Mirra
nel ruolo di Melina, straordinario sguardo sul sacrificio femminile di quell’epoca. A completare la
magia ci saranno le musiche di Marco Zurzolo. Una tarda mattinata di sole viene squarciata dalle
sirene: arrivano gli aerei alleati e il pericolo di un nuovo e devastante bombardamento. La scena è
uno scantinato che fa da rifugio improvvisato. In un angolo del locale una Statua della Madonna
Immacolata, miracolosamente scampata alla distruzione di una chiesa. E’ qui che si ritrova una
strana compagnia, riunita dalla necessità di riparo: Bambinella, un femminiello che sopravvive
esercitando la prostituzione e che conosce tutto di tutti, e il Brigadiere Raffaele Maione, che ha
appena arrestato Melina, una ventenne che ha appena sgozzato nel sonno il Marchese di
Roccafusca, di cui la ragazza era la cameriera. Mentre fuori la porta le voci della gente si
trasformano in un pauroso silenzio e poi nel progressivo avvicinarsi del fragore delle bombe, il
dialogo tra i tre occupanti del rifugio si fa sempre più profondo e serrato, con una serie di
riflessioni sulla vita, la morte, la giustizia, la fede, ma anche la fame e l’arroganza del potere.
Mentre apprendiamo cosa sia realmente accaduto nel palazzo di Roccafusca e perché, Bambinella
si trasformerà in un avvocato difensore e Maione nell’accusa di un processo che vedrà nella statua
di gesso un giudice silenzioso ma accorato.

Sabato 23 marzo 2024 ore 21.00
Canto anche se sono stonato con Sabino Zaba
Viaggio nella musica swing dagli anni ’20 fino ai ’60 e, tra un brano e l’altro, aneddoti legati a
quel periodo storico così significativo per il nostro Paese; il Jazz, lo Swing, il loro l’approdo in
Italia e le censure del Regime, le macerie della guerra, l’agognato boom economico. Con
inevitabili rimandi ai giorni nostri, Zaba, tra i protagonisti dell’ultima edizione di “Tale e Quale
Show” su Rai1, racconta e reinterpreta, talvolta con ironia, i grandi classici, da Nicola Arigliano
a Natalino Otto, passando per Fred Buscaglione e Lelio Luttazzi. Ed è proprio il Maestro
Luttazzi, con una sua canzone, ad aver ispirato il titolo dello spettacolo. La “Fondazione Lelio
Luttazzi” ha così abbracciato con entusiasmo l’intero progetto.
Sul palco con Sabino Zaba, la Stonato Band e le Swing Out Dancers.

 Giovedì 25 aprile 2024 ore 21.00
 “Diaghilev presenta
Paolo Triestino Edy Angelillo Emanuele Barresi in
QUE SERÀ di Roberta Skerl
regia Paolo Triestino
scene Francesco Montanaro, costumi Lucrezia Farinella, luci Alessandro Nigro.
Metti tre amici, da sempre e per sempre. Metti una cena d’estate tra profumi e note
brasiliane, perché l’allegria non manchi. Condisci il tutto in un giardino ad accogliere le
parole, le risate ed i pensieri di Filippo, Giovanni e Ninni. Aggiungi infine che
improvvisamente tutto cambi perché qualcosa di imprevisto, di molto imprevisto, accada e
che ci si chieda cosa siamo disposti a fare per il nostro migliore amico. Ecco così servito
QUE SERÀ, uno straordinario racconto di amicizia e, soprattutto, di vita. Roberta Skerl
affronta con ironia, poesia e leggerezza, temi scomodi ma di grandissima attualità. Sul
palco Paolo Triestino (anche regista), Edy Angelillo ed Emanuele Barresi, tre attori di lunga
esperienza di commedia d’autore.

La Stagione teatrale 2023 2024 nel Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo. Su il sipario
Domenica 15 ottobre 2023 ore 21.00
L’onesto Fantasma con Gianmarco Tognazzi
Lunedì 6 novembre 2023 ore 21.00
La coscienza di Zeno con Alessandro Haber
Domenica 19 novembre 2023 ore 21.00
L’Ispettore generale con Rocco Papaleo
Venerdì 23 febbraio 2024 ore 21.00
Non è vero ma ci credo
con Antonio Decaro
Sabato 16 marzo 2024 ore 21.00
Mettici la mano di Maurizio De Giovanni
con Antonio Milo, Adriano Falivene , Elisabetta Mirra
per la regia di Alessandro D’Alatri.
Sabato 23 marzo 2024 ore 21.00
Canto anche se sono stonato
con Sabino Zaba
Giovedì 25 aprile 2024 ore 21.00
Que serà
con Paolo Triestino, Edy Angelillo, Emanuele Barresi.

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Dir. artistica Emanuela Petroni
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