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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 122

DiPietro Sciandra

Apr 11, 2017

Capitolo 122

Roma, 28 gennaio 1888

Caro diario, la ricerca per il Santo Graal è un’avventura che ha sempre interessato ogni secolo. Per questo è impossibile fare finta di non interessarsi, per chi crede veramente in Dio e nella sua gloria. Anche se ogni uomo sa che è una ricerca senza speranza fin dall’inizio; non importa, perché comunque il cammino spirituale è sempre una purificazione, e poi interessarsi del Graal non è poi così tanto comune, perché ci vuole sempre una certa cultura per sapere di cosa si tratti veramente. Il Santo Graal è una forza contro le forze del male, anche se si tratta del simbolo della cristianità per eccellenza. Difatti; il Graal nasconde poteri occulti e fuori dalla portata di ogni immaginazione umana.

Per quel che so; il Santo Graal è la chiave della vita eterna. Difatti; chi beve nel Santo Graal, allunga la sua vita ed a lungo andare diventa immortale. Poi, un’altra cosa, il Graal potrebbe curare qualsiasi ferita in ogni parte del corpo. Non è solo per questo che mi interessa il Graal; ma grazie al grande Wagner, ho saputo apprezzarlo ancora di più. Il Graal rappresenta tutto il bene del mondo contro tutto il male del mondo. Un oggetto così comune ed inoffensivo all’apparenza; è in realtà un oggetto di illimitato potere.

Secondo me il Graal che può tutto potrebbe anche resuscitare un’anima uccisa; cosa in cui io credo. Difatti, penso che un’anima possa morire con il corpo ancora in vita, ed anche se la scienza non potrà mai riconoscere ciò, io penso che in filosofia si possa accettare una cosa del genere.

A me piace molto la scienza; ma a volte credere in ciò che non si vede non è sempre contro ogni dottrina scientifica.

Secondo me la morte dell’anima ha un fascino senza eguali; perché nulla di peggio può succedere.

Io mi odierei da solo se io diventassi qualcosa che non voglio e che sono costretto ad essere. Penso che Satana in persona potrebbe odiarsi guardandosi allo specchio, forse per questo lui odia lo specchio; i vampiri non c’entrano nulla.

Secondo me il diavolo è costretto con la forza ad essere ciò che non vuole, e per questo la sua anima è morta. Un’anima morta imprigionata in un corpo vivo, è la peggiore disgrazia che possa capitare. Leggendo il vangelo di Marco, ho trovato il versetto 38 molto interessante, che riguarda l’esorcista straniero: Giovanni gli disse:

Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri.”

Ma Gesù disse:

Non glielo proibire, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi, è per noi. Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa.”

Una nota: tutto sommato quell’esorcista credeva nell’efficacia dell’invocazione del nome di Gesù.

Tutto questo mi ha colpito proprio nel fondo della mia anima; ed io credo che veramente chiunque creda in ciò che non è possibile vedere, nel nome di Cristo possa compiere un atto di esorcismo. Io mi sento vicino a Dio; ed anche se forse svolgo un brutto lavoro, l’usuraio, in fondo non è poi così tanto vietato.

Difendersi dagli spiriti maligni è qualcosa di terribile e solo con la preghiera si possono tenere lontani. Ora comincio a sentirmi veramente stanco; leggere il vangelo all’una di notte non è poi così leggero, è ora che io vada a dormire. Buonanotte; caro diario.”

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