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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 154

DiPietro Sciandra

Giu 18, 2017

Capitolo 154

Tratto dal diario di don Francesco:

Roma, 20 gennaio 2003

Caro diario, anche se non è risaputo che un prete abbia un diario segreto, io sono uno di quelli che lo possiede. Anche perché noi chierici dopo che abbiamo terminato i nostri doveri e le nostre preghiere abbiamo molto tempo libero; soprattutto di notte. In questo diario voglio scrivere tutto sulla mia vita e sulle mie esperienze. Scrivere un diario è un’idea che mi è venuta già dal mese scorso, ma per mancanza di ispirazione ho cominciato con la pazienza dovuta a scrivere solo oggi. Anche se non è un fatto odierno voglio ricordare questo giorno come l’esordio della stesura del mio diario, che farò leggere solo a qualcuno di grande fiducia. Voglio parlare della mia infanzia, che è stata normale, tranquilla, anche se devo confessare che facevo a pugni quasi tutti i giorni; forse un po’ per la mancanza di giudizio, un po’ per difesa ed un po’ perché non sopportavo i soprusi ed il volere dei violenti. A volte facevo male molto gravemente ai miei compagni, tra cui due finiti in ospedale con un braccio rotto. Quando facevo male ai miei compagni lo facevo in modo istintivo e spregiudicato. Mio padre era molto arrabbiato con me e mia madre mi minacciava di mandarmi in un collegio. La cosa strana di tutto questo era una sola, ovvero in tutti i miei compagni con cui mi arruffavo non vedevo un solo nemico. Per me erano compagni di scuola che volevano farsi capire a modo loro e che riuscivano a farlo solo con la violenza. Con alcuni compagni dopo averci fatto a pugni è nata una grande amicizia. La violenza si è rivelata molto utile ai fini dell’intesa. Ho scoperto che fosse molto bello colpire qualcuno per difendere una ragazza, mi faceva sentire un eroe. La mia vita una notte cambiò. Ovvero dopo aver trascorso un’altra giornata tra liti e danni; quando andai a letto ebbi un incubo che segnò la mia vita e che non riuscivo a dimenticare, anche perché ebbi molte volte quell’incubo. Quest’incubo terribile mi tormentava molto spesso ed a volte mi sembrava di viverlo anche da desto. Il mio sogno era la paura per il diavolo. Difatti vedevo sempre buio con qualcuno che voleva uccidermi, perché sapeva che solo lui era in grado di farmi paura, non temendo alcun rivale. Io il diavolo lo immaginavo come un uomo tutto di fuoco con gli occhi neri. Pensavo che venendo dall’inferno dovesse essere così con la mia ingenuità. Quella sera cambiò così tanto la mia vita al punto tale che per scoprire chi fosse il diavolo decisi di diventare un prete. Il mio vero nome è Mario Mazza ma mi cambiai il nome in don Francesco in onore a san Francesco d’Assisi che divenne il protettore d’Italia con la festa del 4 ottobre che purtroppo non esiste più. Pensai che il miglior modo di farmi coraggio fosse proprio questo di darmi il nome del difensore d’Italia; anche se mi sarebbe piaciuto anche Pietro; il fondatore della Chiesa. Così io ho dedicato tutta la mia vita alla teologia, filosofia, ma sono un esperto soprattutto in demonologia. La demonologia per esteso è il ramo della storia delle religioni che studia le credenze intorno agli spiriti o demoni. La cosa strana della mia vita è che per non avere più paura di quel sogno ho deciso di divenire un prete per conoscerlo e combatterlo non solo per me stesso ma anche per tutti gli altri, per il mondo intero. Ciò significa che un sogno a volte non è solo un sogno, così cominciai a studiare anche il paranormale. Da piccolo avevo paura a sognare ed a volte avevo persino paura ad addormentarmi; così mia madre mi insegnava a combattere gli incubi con le preghiere. Io pregavo tutte le sere, e forse anche questo consolidò il mio desiderio di diventare prete; perché avendo Dio a me vicino non potevo avere paura di Satana. Un sogno può davvero cambiare la vita? A me l’ha cambiata, anche perché i sogni sono dei segnali di angeli o demoni. Tante volte si avverano avvenimenti sognati come avvertimento. L’inconscio non è sempre spiegabile con la scienza, perché nessuno è padrone del proprio inconscio e nessuno può prevederlo. Bisogna rafforzare il proprio inconscio con lo Spirito Santo e combattere al fianco di Dio. Io potrei avere un ruolo nel mondo, forse più importante di quanto io creda; e quando dovrò affrontare il mio nemico di tutta la vita dovrò essere molto preparato; perché non avrò alcun margine di errore, vincere o perdere l’anima. Per ora è tutto; buonanotte, caro diario.”

 

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