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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 174

DiPietro Sciandra

Ago 8, 2017

Capitolo 174

Trascorsi alcuni giorni; esaminato il diario, i tre del sacro tridente ora sanno di avere a che fare con la persona giusta e soprattutto non solo hanno trovato il Divoratore di Anime ma hanno scoperto il suo nome umano, Riccardo Croce. Don Francesco ora sa che il Divoratore comanda le anime morte o chiamate Sin Alma e che quindi non avevano a che fare con un mostro; ma con il capo di tutti i mostri e quindi una legione di nemici.

Dopo l’uccisione di Piranha, la casa abbandonata diviene custodita come una fortezza e con delle modifiche esterne ed interne. Ma soprattutto le forme di vita che abitano la casa non sono più “solo” Riccardo Croce ed i suoi Sin Alma; ma veri e propri animali feroci da scoprire al tempo giusto.

Prese le giuste misure di sicurezza e le attrezzature da difesa, ovvero daga, croce da lancio, un crocifisso d’oro ed un sacco; Matteo De Angelis è costretto a tornare alla casa abbandonata per scoprire altre informazioni utili e preparare l’attacco finale per mettere fine al regno dei Sin Alma.

Ora è quasi mezzanotte, quella notte era apparentemente tranquilla. I rumori sembravano lontani, come copertura per coprire i rumori di Matteo. I rumori erano di cani che abbaiavano, gatti che miagolavano ed il vento sempre presente che sibilava con una violenza da sembrare il respiro di un drago.

Matteo non sapeva che la casa abbandonata non era più così “abbandonata”. Non solo era stata migliorata ma era abitata ora. Non mancavano pipistrelli, ragni, topi, scarafaggi, lucertole, cani feroci che popolavano il giardino e per ora mi fermo qui.

Riccardo Croce aveva organizzato le cose in grande ed aveva trovato animali feroci per difendere la propria fortezza e soprattutto per tentare di uccidere l’assassino di Piranha. Matteo si stava rendendo conto che in fondo stesse diventando un vero suicidio recarsi da solo in una casa del genere e che non si sarebbe dovuto avventurare senza don Francesco ed il commissario De Luca.

Matteo non si aspettava certo un cambiamento radicale di quella casa che era diventata una trappola mortale e lui stava per diventarne la vittima. La casa delle tenebre era una realtà e nemmeno nei suoi incubi peggiori se la sarebbe immaginata così. Ma nel momento di maggior paura; quando dei cani rabbiosi stavano per attaccare Matteo, Matteo si ricordò delle parole di suo padre, Paolo De Angelis, sulla leggenda, il diario, e sul compito della sua discendenza. Paolo De Angelis aveva custodito in cantina la frusta di Simone De Angelis e Matteo l’aveva ricevuta da suo padre. Così, Matteo estrasse la frusta dal sacco e fece degli schiocchi di frusta per colpire ed indebolire i cani che lo stavano per mordere. I combattimenti non mancavano di certo. Matteo non era lì né per morire né per fare da esca a Riccardo Croce; ma per scoprire i veri intenti del Divoratore.

Matteo era caduto in un’imboscata e non poteva immaginare che i nemici lo aspettassero. La più grande sorpresa di Matteo era che la casa fosse abitata anche da lupi, tori, orsi, tigri, pantere nere e leoni. Non mancavano nel giardino i serpenti, i cobra, gli scorpioni e persino un gorilla. Riccardo aveva popolato la casa abbandonata di animali feroci per evitare che malintenzionati si avvicinassero a lui.

Matteo pensava che questo Riccardo fosse un folle con le manie di grandezza; ma perché una difesa tale? Cosa aveva da difendere Riccardo di così prezioso?

Matteo non stava compiendo una missione suicida e doveva fuggire prima che fosse troppo tardi. Mentre Matteo stava per lasciare la dimora meno accogliente del pianeta, Matteo vide un quadro che attirò la sua attenzione in modo particolare; ovvero una rappresentazione di una coppa d’oro che emanava dei raggi.

Matteo si mise al sicuro e rientrato a casa raccontò tutto di quella notte al commissario De Luca e don Francesco. Don Francesco era molto preoccupato del dettaglio del quadro e Matteo ed il commissario non capivano. Don Francesco disse:

Il Santo Graal! Il diavolo è interessato al Santo Graal!”

Matteo ed il commissario non capivano cosa volesse dire don Francesco. Il commissario disse:

Come è possibile? Che interesse può avere il demonio a cercare il Santo Graal? Lui odia Dio e la Chiesa, o no?”

Don Francesco:

Questo è più complicato di quanto pensi, Emiliano, non ero preparato a questo!”

Matteo:

Questo cosa? Di che parli?”

Don Francesco:

Che interesse può avere il Divoratore a cercare il Santo Graal non lo so, ma il mio intuito mi dice che in ogni caso dovremmo trovarlo prima di lui!”

Matteo:

Cos’è il Santo Graal?”

Don Francesco:

Il Santo Graal è il calice in cui bevve Nostro Signore durante l’ultima cena e che raccolse il suo sangue durante la sua crocifissione!”

Il commissario:

Ma il Santo Graal non esiste, è solo una leggenda, la favola di re Artù!”

Don Francesco:

Gli inganni sono fatti per scoraggiare i cercatori! Sapendo che il Graal non esiste nessuno lo avrebbe cercato…Anche del diavolo si è sempre detto che non esiste! Ma perché proprio lui vuole cercarlo?”

Matteo:

Cosa contate di fare? Io non ci ritorno lì da solo, non voglio morire! Sono scappato una volta e sicuramente la seconda non ci riuscirò!”

Don Francesco:

Ecco perché quelle ricerche sul suo diario, egli stava cercando appunti archeologici che lo aiutassero a capire la migliore strada da seguire…Prima o poi lui troverà quella giusta e qualcosa mi dice che non sarà una bella cosa!”

Il commissario:

Io non so più cosa fare…Non posso nemmeno arrestarlo…Se non infrange la legge non posso fargli nulla, e per ora nulla è contro di lui e poi come posso catturare un tizio che si maschera sempre e cambia sempre identità?”

Don Francesco:

Lui non si maschera come uno di noi, ma lui diventa parte integrante del costume e ne assume la personalità! Lui può diventare feroce come un lupo, attaccare come un cane, mordere come un piranha, travolgere come un toro, diventare devastante come un orso e chissà di quanti animali pericolosi altri ancora! La natura è che tramite lui si ribella alla razza umana e così i suoi seguaci; che per quanto essi possano essere inferiori a lui; messi insieme essi sono molto pericolosi!”

Matteo:

Allora dobbiamo organizzarci e mettere fine ai suoi piani criminali! Io detesto le ingiustizie e le prepotenze! Sicuramente lui ha fatto rubare animali da qualche circo o dallo zoo, o persino da tutti e due!”

Il commissario:

Potrebbe darsi che in quella casa non ci sia più nessuno e che sia abitata solo da bestie feroci ed animali delle tenebre!”

Don Francesco:

Non dobbiamo agire d’impulso; ma dobbiamo organizzarci! Questa non è una missione suicida!”

Riprende don Francesco:

La cosa che non capisco è perché il Divoratore sia così interessato al Santo Graal?! Perché proprio il demonio? Devo riflettere e vi farò sapere, buonanotte!”

 

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