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Intervista alla Maestra Liana Ponzone, in arte Basma Maisa Belisaria

DiCiadd News.com

Mar 3, 2021

Liana Ponzone nata a Roma il 26 Febbraio 1959 laureata in lettere presso l’Università La Sapienza di Roma. Dopo trentasei anni di attività svolta alla DHR della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma,
in lettere presso l’Università la Sapienza di Roma anticipatamente. Si è poi potuta dedicare dedicare alle sue grandi passioni, soprattutto alla danza e alla danza orientale, ma anche al mondo poetico. Nell’ultimo anno della Pandemia si è ispirata dal suo vissuto ed ha anche vinto dei premi nella rubrica di poesie tenuta da artisti e soprattutto dall’attrice Chiara Pavoni di TV E RADIO CIADD NEWS della direttrice artistica Emanuela Petroni, e anche in collaborazione con l’Associazione DILA “Da Ischia per l’arte” del giornalista e poeta Bruno Mancini.

A che età ti sei laureata?
Mi sono laureata nel 1982

Perché è laureata in lettere e, poi, ha iniziato a danzare raggiungendo i massimi livelli della sua carriera?
Ho seguito gli studi classici perché ho sempre amato la letteratura e la poesia e, dopo aver frequentato il liceo classico, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di lettere. Mi sarebbe piaciuto molto entrare nel mondo del giornalismo ma non conoscevo nessuno che mi potesse aiutare è una strada difficile. Ho pensato anche all’insegnamento ma appena laureata sono stata inaspettatamente convocata per una selezione presso il Teatro dell’Opera di Roma.

Quanto ama la danza ancora?
Sono rimasta in servizio (presso il Teatro dell’Opera) per ben 36 anni presso la Direzione Risorse Umane ed anche lì la capacità di scrittura, che ho sempre avuto, mi è stata di grande aiuto per svolgere gli incarichi che mi sono stati affidati. Ho potuto realizzare la passione per l’insegnamento proprio grazie alla danza.

Ho iniziato tardi a studiare mi sono avvicinata alla danza orientale a 50 anni ma mi sono talmente appassionata da decidere di intraprendere il percorso per diventare insegnante.

Continuo ancora a studiare, ad approfondire perché non si può mai dire di essere arrivati. Si deve sempre continuare a studiare per migliorare.

Nel mio piccolo ho cercato di formare un gruppo di danza che non si limita al solo momento della lezione ma va oltre.

La danza è liberazione, è espressione di quello che siamo senza pregiudizi o limiti.

La danza per me è un modo per conoscersi e aiutarsi, per amarsi e amare, per includere e non per escludere.

Non sono ai massimi livelli della carriera di insegnante, sono una semplice maestra che mette il cuore in quello che fa e che ha scelto di portare avanti un discorso di amore e rispetto per noi stesse e per gli altri.

Il primo lavoro lo faccio sempre su di me e, in seguito, cerco di trasmettere alle mie ragazze quello che ho sperimentato. Sono felice di aver operato questa scelta. L’insegnamento al servizio delle mie ragazze è la mia forza, la volontà di andare avanti e superare gli ostacoli e le avversità.

E la poesia?

Oltre alla danza, in questo ultimo anno di pandemia, mi sono avvicinata al mondo della poesia, prevalentemente ispirata al vissuto. Anche la poesia, come la danza, diventa un veicolo estremamente importante e significativo per una maggiore consapevolezza personale e per un percorso di maturazione volto ad approfondire le conoscenze ed ampliare gli orizzonti.

Silvia. Liliana Manetti                                                                                                            In equipe con                Erminia De Paola

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