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IO E IL GOLF – Capitolo 61

DiPietro Sciandra

Mar 28, 2018

Capitolo 61

Il giorno sabato 13 gennaio 2001, io giocai al campo Nord al Parco De’ Medici Golf Club a Roma. Il campo Nord è 9 buche par 34 di 2620 metri.

Buca 1 par 4 di 355 metri, other 9 per me. Buca 2 par 3 di 130 metri, triplo bogey per me. Buca 3 par 4 di 305 metri, bogey per me. Buca 4 par 4 di 380 metri, bogey per me. Buca 5 par 3 di 185 metri, doppio bogey per me. Buca 6 par 5 di 450 metri, triplo bogey per me. Buca 7 par 3 di 170 metri, other 11 per me. Buca 8 par 4 di 335 metri, triplo bogey per me. Buca 9 par 4 di 310 metri, triplo bogey per me.

Io conclusi questo percorso in +29 63. Non sempre si può fare bene, ma io non mi arrendo mai perché in qualunque sport c’è la giornata in cui si rende peggio e c’è anche la giornata in cui si rende meglio; non si può pretendere di giocare sempre bene; anzitutto l’applicazione nel giocare deve essere costante e come si può giocare per un periodo bene si può anche giocare per un periodo male. Io sono contento sempre perché io che amo il golf, giocare è sempre un giorno di festa anche se io non ho battuto nessuno ed io non ho reso come forse io potevo aspettarmi; ma la cosa più sbagliata in qualunque sport è mettersi delle aspettative; perché come si poteva fare meglio si poteva fare peggio; l’ottimismo nel golf è sempre da tenere lontano.

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