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La Biennale di Venezia / Le compagnie MdN e Vidavèvincitrici del bando nazionale per una nuova coreografia / Melisa Zulberti vincitrice del bando internazionale per una nuova coreografia / I tre lavori inediti in scena alla Biennale Danza 2024

DiPaul Polidori

Nov 28, 2023

CIADD NEWS 24... in diretta RADIO e TV

Sono stati scelti i vincitori dei bandi per nuove coreografie destinati dalla Biennale Danza a progetti
coreografici di artisti italiani e stranieri under 35. Due le compagnie italiane selezionate per il
bando nazionale: Miller de Nobili (MdN), ovvero Maria Chiara de Nobili e Alexander Miller, e
Vidavè, che riunisce Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali. Per il bando internazionale, vince
l’argentina Melisa Zulberti. I tre progetti selezionati, originali e inediti, scelti in una rosa di oltre 350
proposte, andranno in scena in prima mondiale alla Biennale Danza 2024 (18 luglio > 3 agosto).
Al suo terzo anno di vita, l’iniziativa rientra nel progetto pluriennale di commissioni e co-commissioni
del Settore Danza della Biennale di Venezia – diretto da Wayne McGregor – che destina risorse alla
creazione coreografica delle nuove generazioni.
Scrive Wayne McGregor motivando la scelta degli artisti:
“La regista argentina, artista visiva, specialista dell’installazione e danzatrice contemporanea Melisa
Zulberti sfida le convenzioni con il suo corpus di opere multi-dimensionale e socialmente consapevole.
Nel suo elettrizzante nuovo progetto interdisciplinare, creato appositamente per la Biennale Danza
2024, nove danzatori sospesi a mezz’aria, assieme a un set di telecamere a circuito chiuso generano un
audace ecosistema audiovisivo. Zulberti ci propone il suo lavoro in un momento storico in cui creare
legami forti gli uni con gli altri, situarci all’interno di una comunità e agire come tale sembra più urgente
che mai.
Il nuovo e creativo collettivo Miller de Nobili (MdN) condivide una visione che mescola break
dance, danza contemporanea e danza urbana a tecniche teatrali per produrre lavori intriganti ed
emotivamente intensi. Con There Was Still Time il dinamico duo prende ispirazione dal lavoro
seminale di Samuel Beckett Aspettando Godot per esplorare una combinazione anti-convenzionale di
forme fisiche e angoscia esistenziale.
In folklore dynamics Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali (Vidavè) analizzano storie, proverbi,
giochi, superstizioni e gesti di molti dialetti per permettere alla bellezza del folklore italiano di prendere
forma nel movimento. Scavando il passato per incarnare un’eredità poetica e culturale, folklore dynamics
tenta di trovare equivalenze tra parole e frasi danzate, verbale e non-verbale e forse anche fra detto e
non detto”.

Cenni biografici
Melisa Zulberti (Tandil – Argentina, 1989) è regista, scenografa, coreografa e artista visiva con studi
all’Universidad Nacional de las Artes di Buenos Aires e all’Universidad Nacional de La Plata. I suoi
progetti e la sua ricerca si orientano verso l’interconnessione tra linguaggi ed estetiche diversi.

Fra i suoi lavori più noti: Over Itself, The Bodies’ Continuity, Inside, Everything Inside, Two hours in traffic, Essay
on an indolent present, Transit station, Under.
Le sue opere sono state presentate a festival, mostre, spazi culturali e musei, fra cui: Bienal de São Paulo
(Brasile); Galleria Juan, Museo Zapadores, Ciudad del Arte, Nuevo Proyecto de la Neomudéjar,
Medialab Prado, Mutuo Art Gallery, Festival Paraiso (Spagna); Paris Fashion week (Francia); FIBA,
Festival Internazionale di Buenos Aires, Teatro San Martín, MUMBAT, Museo MAR, Materia Prima,
MAPA Feria de artes, Buenos Aires Fashion Week, Bienal de Arte Joven, Centro Cultural San Martín,
Artlab, Centro Cultural de la Memoria Haroldo Conti, Fundación Proa e PROA21 (Argentina).
Fra i riconoscimenti ricevuti: Beca Movilidad dal Fondo Nazionale del Fondo Argentino de Desarrollo
Cultura y Creativo, che includeva una residenza presso il Segretariato della cultura di Rio de
Janeiro/FUNARJ/NGO People’s Place Project (Brasile); Premio Estímulo de Performance Colección
Brun Cattaneo. Ha partecipato alla residenza Marco Arte Foco presso il Museo de Arte
Contemporáneo de la Boca (Buenos Aires) nell’ambito del programma artisti per il 2019. Ha ricevuto
sostegno dall’Istituto Nazionale del Teatro. Il suo progetto All of this, infinite times è stato selezionato dal
Museo Provincial de Bellas Artes René Brusau di Chaco (Argentina). Il progetto The Bodies’ Continuity è
stato selezionato tra gli 84 progetti più votati al Premio Itaú Artes Visuales.
Miller de Nobili (MdN) è una compagnia nata dalla collaborazione tra Maria Chiara de’ Nobili
(Napoli, 1995) e Alexander Miller (Rudny/Kazakhstan, 1989). Uniti da una visione comune, aspirano a
sviluppare una piattaforma dove la loro passione per la break dance, la danza contemporanea e la danza
urbana, insieme a tecniche teatrali possano integrarsi indistintamente. La loro prima collaborazione
Momento vince il Production Prize dello Scapino Ballet alla 35. Choreography Competition di Hannover.
Dedita all’innovazione, al virtuosismo e alla cura del dettaglio, la compagnia Miller de Nobili raggiunge
presto riconoscimento e successo con una serie di accattivanti creazioni. Il loro primo lavoro PACK
debutta nel 2021 al Dancing About e quindi alla TanzplattForm Deutschland 2022. Clouds for tomorrow
debutta nel 2022 al PACT Zollverein (atelier no. 66), quindi alla Tanzplattform Bern, al Tanz Labor
Ulm e alla 36. Choreography Competition di Hannover. Nello stesso anno MdN realizza Stay, prodotto
da SILK Fluegge & Pottporus e.V, e Up the slippery slope per Think Big 2022, con il sostegno del
Staatsballet Hannover. Nel novembre 2022 la compagnia MdN presenta Don’t you dare!, spettacolo
coprodotto da Hellerau – European Centre for the Arts. MdN partecipa alla Rotterdam International
Choreography Competition (RIDCC) con l’ultima creazione Until Again; nello stesso anno,
coreografano un nuovo pezzo, Song of the Dark Forest, per lo Scapino Ballet di Rotterdam. La prossima
creazione, prevista per il 2024, sarà sviluppata nel corso di una serie di residenze artistiche in
collaborazione con istituzioni internazionali quali AGORA di Montpellier Danse, Teatros del Canal di
Madrid, Residenzzentrum Tanz+ di Baden.
VIDAVÈ (2020) nasce come progetto coreografico del duo Vignali e Dalla Vecchia, danzatori che da
sempre si dedicano all’ibridazione di linguaggi street dance con estetiche e linguaggi della danza
contemporanea. Matteo Vignali (Perugia 1993) inizia come danzatore di strada ed approfondisce gli
studi tecnici e coreografici presso Bounce Factory Roma, Hyper Week Catania, IDance Camp Roma e
Juste Debout Summer School Parigi fino al 2018. Parallelamente conosce il teatro con la compagnia
The Clouds/Botega e l’ambiente commerciale con i coreografi Mecnun Giasar, Aaron Sillis e Giuliano
Peparini fino al 2021. Scopre l’analisi di movimento del Laban Bartenieff Movement System
frequentando il corso di laurea che lo nominerà analista certificato nel 2024. Noemi Dalla Vecchia
(Lecco 1997), segue prevalentemente studi accademici diplomandosi presso Opus Ballet Firenze nel
2014, approfondisce i linguaggi contemporanei con Jiry Pokorny, Ivan Perez, Metamorphosis, Hofesh
Shechter ed altri, oltre l’hip hop choreography e la dancehall fino al 2021. Danza per le compagnie
Ritmi Sotterranei di Alessia Gatta ed ESKLAN di Erika Silgoner in più produzioni dal 2015 al 2020,
oltre a collaborare con Alessandra Valenti e Luca Tommassini in produzioni televisive. Nel 2021
frequentano il corso Next Generation Choreographers di AterBalletto e nel 2023 il Pioneer Project di
Korzo Theater. Sono artisti associati del Centro Nazionale di Produzione DANCEHAUSpiù e
collaborano dal 2022 con Movimento Danza Organismo di Produzione Nazionale. Hanno ottenuto

riconoscimenti come il premio ADEB Udine 2021, la menzione al Theodor Rawyler 2021, il premio
Prospettiva Danza Teatro 2021, il secondo premio Linkage Choreographic Competition 2022, il premio
Residanza 2022, finalisti a Tanzplatform Bern 2022 e SoloTanz Festival 2023. Selezionati più volte dal
Network Anticorpi XL e presenti in numerosi festival Italiani ed Europei dal 2020 al 2023 anno in cui
avviano la produzione Spoken Dance, contenitore di pièce con la quale puntano a definire solidi
strumenti per il sostegno della loro estetica coreografica.
Venezia, 27 novembre 2023
Per ulteriori informazioni
Ufficio Stampa La Biennale di Venezia
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