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Ultimo aggiornamento il 18 Ottobre 2025 10:37 di Paul Polidori
dà alla luce due Ep:
Everything Needs To Change (17 ottobre) e
The Crack Of Dawn (30 ottobre)
due lavori strettamente connessi, che segnano un viaggio tra techno,
ambient e musica sperimentale.
NTNTN, producer palermitano, classe 1981, che intreccia campionamenti della natura e
dell’ambiente urbano con pulsazioni ritmiche dal carattere ancestrale, dopo Luminescence
(2020), torna con due nuovi lavori, Everything Needs to Change (17 ottobre) e The Crack of
Dawn (30 ottobre), un viaggio tra techno, ambient e musica sperimentale.
Le nuove produzioni, in uscita per Limone Lunare Records, saranno presentate live – che
NTNTN costruisce in modo analogico con drum machine, campionatori e pedali, in un
continuo dialogo tra organico e sintetico – il 2 novembre al Teatro Garibaldi di Palermo,
nell’ambito del Festival PRIMA ONDA – Approdi, in occasione del release party ufficiale.
ASCOLTA Everything Needs to Change
Ispirato a una citazione di Greta Thunberg, con Everything Needs To Change, NTNTN invita
a cambiare prospettiva di fronte alla crisi climatica e alle derive del mondo contemporaneo.
Composto da quattro tracce, l’EP intreccia pulsazioni ritmiche, field recordings e textures
organiche, costruite in presa diretta con drum machine, campionatori e synth modulari. Ogni
brano è una tappa di un percorso di trasformazione: da Cup of Tea, poliritmico viaggio nello
spazio, dove la tazza la tazza diventa metafora di un passato perduto, fino all’intima Love is
the Answer, nata da un’esperienza spirituale a Bali, un brano contemplativo e luminoso, che
suggella l’EP come gesto di connessione e riconciliazione con il mondo, passando per Give
Up, un invito alla resa intesa come liberazione dai sentimenti negativi che abitano la mente e il
corpo, e Change, traccia techno sperimentale in cui synth come prophet e modulari si
intrecciano in una corsa tra boschi sonori immaginari.
Con The Crack of Dawn, il producer palermitano approdando a una nuova alba sonora. L’EP
esplora la soglia tra luce e ombra, spiritualità e sensualità, in un equilibrio “saramaghiano”
dove bene e male si riflettono a vicenda. Non a caso, La cumbia del Diablo – groove di
cumbia ancestrale, ispirata al Vangelo secondo Gesù Cristo di José Saramago, che si
intreccia a un synth modulare mentre un hi-hat su ritmo africano danza tra sensualità e
spiritualità – “è quella parte di ombra che fa parte della luce, quella parte di sensualità che
attiene alla spiritualità, quella parte di oscurità che persiste in uno sguardo benefico, la danza
oscura che prelude il giorno, ricco di ninfa e luce che bacia gli alberi e lecca le foglie delle
piante”.
La title track riflette quelle prime luci dell’alba che risvegliano una natura nuova, uno sguardo
risvegliato, uno spirito soluto, una preghiera ancestrale, dove il basso incede come un battito
primordiale, mentre i sintetizzatori si incastrano in un intreccio di cellule ritmiche, come in un
kecak balinese. Birds è un brano techno dal ritmo lineare e incisivo, dove basso e percussioni
dialogano in un continuo botta e risposta. Concettualmente rappresenta il moto migratorio
degli uccelli che si spostano e risiedono e si spostano ancora in cerca di vita, calore e luce.
Weird Animals è la traccia chiude il cerchio: dalla luce alla luce. La distorsione del kick e
l’emergere di un basso rivelatore danno forma a creature sonore ibride, che avanzano in un
climax pulsante, chiudendo l’EP in una visione rigenerata e vitale.
Entrambi i lavori stato stati realizzati con Analog Rytm, TR-09, SP-404, Lyra-8 e moduli Make
Noise, Mutable Instruments e Intellijel, in una costruzione totalmente live che intreccia ricerca
di un’energia rituale e sperimentazione timbrica.
Le foto sono di Manuela Di Pisa, videomaker, fotografa e grafica palermitana che sviluppa un
lavoro in cui introspezione e sguardo collettivo si intrecciano come atto di resistenza politica
alle dominanti del contemporaneo, restituendo all’immagine tempo, profondità e presenza. La
cover è di Sabrina Annaloro, artista radicata nella simbologia, nella narrazione e iconografia
medievale, nei bestiari fantastici e nelle pitture rupestri, nelle miniature orientali e nelle
statuette antropomorfe delle civiltà precolombiane, e ancora, negli amuleti e rituali apotropaici
e nei racconti mitologici.
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