RICERCHE E INCANTESIMI – Capitolo 10

Capitolo 10 

Kaor, Igor, Gianni e Trojan proseguono lungo il sentiero vedendo che finisce davanti a un largo fiume dalle acque limpide e pescose, ma una fitta nebbia impedisce di distinguere la riva opposta. Trojan dice:

“Costeggiamo il fiume verso sinistra!”

Gianni dice:

“No! Costeggiamo il fiume verso destra!”

Allora Kaor dice:

“Visto che voi due siete sempre in contrasto…Se noi attraversassimo a nuoto?”

Igor dice:

“Grande idea! Per me si può fare!”

Riflettendo poi Gianni dice:

“Ci possiamo dividere noi ora o no? Che ne dite voi?”

Trojan dice:

“Si! Già! Io vado a sinistra! Gianni va a destra! I gemelli attraversano a nuoto!”

Così deciso di dare l’allarme in caso di aiuto. Trojan costeggia il fiume, e dopo una quindicina di minuti il sentiero finisce davanti ad un muro alto e liscio. Impossibile scalarlo…Trojan è di fronte alla muraglia che circonda il giardino, proteggendolo dagli sguardi indiscreti e dai visitatori indesiderati. Trojan torna indietro.

Gianni prosegue intanto lungo la riva quando ad un tratto, nascosto tra le canne, Gianni vede un piccolo drago rosso addormentato che si lascia cullare dalle onde. Il suo corpo è per metà immerso nell’acqua, e tiene le ali ripiegate sul dorso. Sulla sua fronte è incastonato un purissimo rubino che scintilla al sole. Per impadronirsi del rubino sulla fronte del drago, Gianni si avvicina al drago. Il drago non si è mosso: con un colpo di spada Gianni gli tronca di netto la testa. Ora il rubino pesa nella bisaccia di Gianni, ma Gianni sopporta volentieri la fatica: quando Gianni uscirà dalla fortezza sarà ricco sfondato…

Intanto i gemelli Igor e Kaor vedono che il fiume sembra profondo e la riva opposta è molto lontana, Igor e Kaor non riescono a giudicare la distanza esatta. Igor dice a Kaor:

“Che facciamo noi ora?”

Kaor dice a Igor:

“Tuffiamoci!”

Igor e Kaor avanzano nell’acqua facendo attenzione a non bagnare le bisacce. Igor e Kaor sono già immersi fino a metà coscia, ma improvvisamente un’imbarcazione sbuca dalla nebbia e si avvicina. Igor dice a Kaor:

“Continuiamo a nuoto?”

Kaor dice a Igor:

“No! Gridiamo insieme al battelliere per farci traghettare sull’altra sponda!” 

Attirato dalle grida di Kaor e Igor, il traghettatore accosta. Il traghettatore è molto alto, ed indossa un lungo mantello con un cappuccio che gli nasconde gli occhi dicendo:

“Buongiorno, viandanti! La mia tariffa è di 5 pezzi d’oro!”

Dovendo sborsare 10 pezzi d’oro, perché 5 pezzi d’oro sono a persona e Igor e Kaor sono in due. Pagando così 10 pezzi d’oro al traghettatore; Kaor e Igor si siedono a prua ed osservando il muro di nebbia che si avvicina. Il battelliere fa scivolare dolcemente in avanti l’imbarcazione, facendo forza sulla lunga pertica. La barca si arena contro l’altra sponda con una scossa silenziosa. Igor e Kaor raccolgono le loro cose e balzano a terra, nell’aria nuovamente limpida. Questo è strano, a quanto pare la nebbia si condensa solo sull’acqua, quasi a voler nascondere a ciascuna riva il paesaggio della altra. Senza un addio o una parola d’incoraggiamento, il battelliere scompare nella fitta foschia. 

Riunitisi tutti e quattro, Kaor dice a Trojan e Gianni:

“Noi due abbiamo dovuto spendere 10 pezzi d’oro per farci traghettare! Voi che avete fatto?”

Trojan dice a Kaor e Igor:

“Io sono tornato indietro e dopo ho attraversato tutto il fiume a nuoto!”

Gianni dice a Kaor e Igor:

“Voi avete fatto bene a spendere 10 pezzi d’oro per farvi traghettare! Io ho trovato un rubino, ma ho dovuto uccidere un piccolo drago rosso che l’aveva sulla fronte!”

Mostrando Gianni il rubino a Kaor, Trojan e Igor tutti questi tre restano sbalorditi dall’incredibile tesoro ottenuto da Gianni. 

Il sentiero prosegue sotto una volta naturale formata dai rami dei salici, e in fondo si intravede un chiosco. Igor, Kaor, Gianni e Trojan pronti ad affrontare un eventuale pericolo, tutti e quattro avanzano tra gli alberi. Avanzando lentamente osservando tutti gli angoli che potrebbero nascondere una trappola o un pericolo, ma facendo troppa attenzione al suolo e trascurando ciò che sovrasta. Una massa nerastra e gelatinosa cade addosso da alcuni rami sulle teste dei quattro eroi. I quattro eroi sono alle prese con un cappuccio, una specie fungoide che si nutre esclusivamente del cervello che succhia alle sue vittime. Igor, Kaor, Trojan e Gianni devono liberarsi di questa massa vischiosa nel minor tempo possibile, prima che questa massa riesca a penetrare nelle narici o nella bocca…Per non correre il rischio di ferirsi, bisogna evitare di usare armi bianche ed afferrarlo con le mani…Fortunatamente, Igor e Kaor hanno i guardamano dell’uccellatore. Igor si sfila il suo guardamano dandolo a Kaor per fargliene usare tutti e due. Con entrambi i guardamano infilati alle sue mani; Kaor stringe forte il cappuccio, e con uno sforzo sovrumano riesce a strapparselo di dosso; poi scaraventarlo a terra e così poter liberare Igor, Gianni e Trojan. Furibondo Kaor calcia lontano i cappucci, poi Kaor si asciuga il volto: i capelli di Kaor, Igor, Gianni e Trojan sono coperti di schiuma scura e appiccicosa. Trojan, Kaor, Gianni e Igor tornano al fiume a lavarsi la testa. Riflettendosi nell’acqua, Trojan, Gianni, Igor e Kaor fanno fatica a riconoscersi. Dopo essersi lavati la testa tutti e quattro, i quattro guerrieri avanzano con precauzione infinita, raggiungendo il chiosco. Il chiosco, aperto da tutti i lati, è costruito su un leggero rialzo. Il tetto scarlatto ed i montanti di legno bianco contrastano piacevolmente con la lussureggiante vegetazione. Una vite selvatica cresce lungo un lato della costruzione. Trojan, Gianni, Igor e Kaor entrano e percuotono a una a una le assi del pavimento, alla ricerca della botola che chiude l’ingresso di un passaggio sotterraneo. Ecco, in un punto il pavimento risuona a vuoto, e proprio di fronte, incastrate in una trave massiccia, ci sono due leve. Una delle due è sicuramente quella che aziona la botola.

Trojan dice:

“Tiriamo la leva rossa!!”

Gianni dice:

“No! Tiriamo la leva nera!!”

Kaor dice:

“Se noi le tirassimo entrambe simultaneamente?”

Igor dice:

“Già! Così noi non possiamo sbagliare!”

Tirando Kaor simultaneamente le leve, una scossa violenta si ripercuote nei corpi dei quattro avventurieri. Allo stesso tempo, si sente il pavimento cedere e balzando di lato: nel pavimento del chiosco si è aperta una botola. Senza un attimo di esitazione, Trojan, Kaor, Gianni e Igor scendono la scala che affonda nelle tenebre…

Il passaggio è stretto e lungo, male illuminato da una fila di globi di vetro sporco e polveroso che lasciano filtrare a tratti una luce azzurrognola. Trojan, Igor, Gianni e Kaor distinguono a malapena dove appoggiare i piedi, ma avanzando lentamente tenendo le armi protese in avanti, pronti a tagliare la gola ad un eventuale avversario. Nessuno riuscirà a prendere Igor, Kaor, Trojan e Gianni di sorpresa.

Raggiunta l’estremità della galleria; immersi nell’oscurità totale, i quattro eroi risalgono a uno a uno i gradini consumati di una scala a chiocciola. Scostando una tenda i quattro eroi sbucano in una sala circolare priva di finestre: al centro c’è un grande tavolo apparecchiato e sopra di esso, sospeso al soffitto intonacato, un candelabro illuminato da centinaia di candele. Perquisendo la stanza: dietro l’arazzo che rappresenta un animale mostruoso, intento a sputare fiamme, i quattro eroi scoprono un’altra scala che sale. Non ci sono dubbi: i quattro eroi hanno raggiunto il torrione della fortezza di Alamuth. E Hasan ibn as-Sabbah vive in cima alla più alta torre del suo palazzo. Risalendo il primo gradino, ma uno strano rumore risuona alle spalle dei quattro eroi. Voltando la testa: uno spettro avvolto in un lungo sudario ammuffito fluttua verso Trojan, Gianni, Kaor e Igor, catturando il loro sguardo nelle sue orbite vuote.

Un’altra prova da superare…

Ricordando Gianni di avere l’anello per paralizzare gli spettri; Gianni lo usa. Gianni fa scivolare al dito l’anello. Un alone bluastro avvolge il corpo di Gianni, rendendolo invulnerabile alle illusioni e agli esseri incorporei. Lo spettro fissa Gianni con uno sguardo carico d’odio, poi esplode in mille frammenti che svaniscono nell’aria. 

La scala è più grande di quella precedente. Un folto e morbido tappeto ricopre i gradini, e le pareti sono nascoste da ricche tende intessute di fili d’oro. La salita viene interrotta da un pianerottolo immerso nella più completa oscurità. Seguendo le pareti a tastoni, i quattro eroi scoprono una porta, ed entrando in una stanzetta bianca fortemente illuminata. Candele, torce, lampade ad olio, globi iridescenti sono incastrati alle pareti o appesi al soffitto. Non c’è un solo angolo della stanza che sia in ombra, ed il riflesso accecante di queste centinaia di sorgenti luminose ferisce gli occhi dei quattro eroi abituati all’oscurità dei sotterranei. I quattro eroi si chiedono a cosa possa servire una simile stanza, ma i loro pensieri vengono bruscamente interrotti: dalla stessa porta da cui i quattro eroi sono arrivati, entrano un cavaliere vestito di nero somigliante a Gianni e un altro guerriero armato di spada e scudo somigliante a Trojan.

Gianni fissa attentamente il guerriero che gli somiglia e Trojan fissa attentamente il guerriero che gli somiglia. Entrambi i guerrieri apparsi hanno un’aria familiare…Gianni e Trojan sono davanti ciascuno al proprio doppio magico, l’ultima prova che Hasan ibn as-Sabbah ha messo sul loro cammino.

Per essere degni di incontrare il vecchio della montagna, Trojan e Gianni devono prima sconfiggere i loro istinti malvagi e gli empi pensieri che si sono incarnati in questi due guerrieri modellati a loro immagine. 

Gianni sconfigge il suo doppio magico. Trojan sconfigge il suo doppio magico. Gianni e Trojan al loro primo incontro conoscendosi e affrontandosi l’uno contro l’altro si resero conto di avere la sensazione di trovarsi ad affrontare se stessi e il destino ha voluto che il loro incontro fosse di preparazione a questo magico giorno per prepararli.

Il malvagio doppio di Gianni crolla al suolo. Il malvagio doppio di Trojan crolla al suolo. Ora Trojan e Gianni si sentono liberi da tutti i dubbi e le preoccupazioni. Gianni, Trojan, Kaor e Igor risalgono i gradini e sbucano in una gigantesca biblioteca. Le pareti sono ricoperte fino al soffitto di scaffali carichi di libri di magia, pergamene antiche, opere sacre ed altri testi enigmatici. Nella gran parte dei casi sono scritti in lingue ai quattro eroi sconosciute, e i 4 eroi si sentono umili davanti all’enorme massa di conoscenza contenuta in questa stanza. I 4 eroi sono spossati dalle tante prove, gli sguardi spenti, i corpi distrutti. Tutti e quattro muoiono dalla voglia di un pasto caldo ed una notte di sonno ristoratore, e tuttavia la vista di questi ripiani che si piegano sotto il sapere del mondo fa dimenticare la fatica a Gianni, Trojan, Igor e Kaor. Dal fondo della biblioteca giunge una voce:

“Buongiorno, coraggiosi viandanti! Io sono Hasan ibn as-Sabbah, colui che voi cercate…”

Il vecchio seduto nella penombra osserva Trojan, Gianni Igor e Kaor con il suo sguardo penetrante.

Un vecchio esce dall’ombra e avanza verso Igor, Kaor, Gianni e Trojan. Il vecchio indossa un ampio mantello di velluto ricamato, bordato di pelliccia d’ermellino, e lunghe ciocche di capelli, più bianchi della prima neve, ricadono sulle sue spalle. Il suo sguardo penetrante si illumina mentre osserva Gianni, Igor, Trojan e Kaor, così poi dicendo:

“Sappiate che solo pochi sono riusciti a giungere fin qui…I poteri di cui dispongo mi hanno permesso di seguire la vostra odissea passo dopo passo, e di apprezzare il vostro coraggio e la vostra rettitudine! Ma prima di parlare di ciò che vi ha spinto in questi luoghi, ditemi: possedete forse qualche pietra preziosa di cui farmi grazioso dono?”

Gianni dice a Hasan ibn as-Sabbah:

“Io ho un rubino! Per te grande mago!”

Gianni tira fuori lo splendido rubino che ha conquistato uccidendo il drago sulla riva del fiume. Alla vista della gemma, il saggio non riesce a soffocare un grido d’orrore e di disperazione esclamando:

“Il mio drago!” 

Hasan ibn as-Sabbah dice a Gianni:

“Come hai osato assassinare un animale così dolce e inoffensivo! Non sei degno di stare alla mia presenza! Andate via tutti! Sparite!”

Hasan ibn as-Sabbah fa un gesto magico e proietta Igor, Kaor, Gianni e Trojan lontano nello spazio e nel tempo. Igor, Gianni, Kaor e Trojan riprendono contatto con la realtà in una vasta galleria sotterranea. Le pareti trasudano un’umidità sporca. Igor, Kaor, Gianni e Trojan sono immersi nell’oscurità più completa, dovendosi difendere come possibile con le armi.

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