RICERCHE E INCANTESIMI – Capitolo 4

Capitolo 4

Il giorno dopo, dopo aver mangiato e dormito; rimettendosi in viaggio Trojan e Gianni prendono la strada che si snoda sinuosa tra le rocce. Improvvisamente, dopo una svolta, una scena agghiacciante si presenta agli occhi di Gianni e Trojan:

ci sono quindici enormi pali piantati a distanza regolare lungo il bordo della strada. Ciascuno di essi sostiene il cadavere di un uomo impalato e atrocemente mutilato. Distogliendo Gianni e Trojan rapidamente gli occhi da questa visione da incubo, mentre l’odore pestilenziale che regna in questo luogo assale sconvolgendo lo stomaco di Gianni e Trojan. Gianni dice a Trojan:

“Che facciamo noi ora? Preferisci imboccare l’altra pista?”

Trojan risponde a Gianni:

“Si, meglio cambiare strada!”

Trojan e Gianni prendono l’altra pista. La pista si allarga, e i timori svaniscono rapidamente. Il sole scende rapidamente all’orizzonte. Cercando un posto per accamparsi e riposarsi, 

Gianni e Trojan spronano il cavallo verso la pista di sinistra. Parecchie ore più tardi Gianni e Trojan attraversano delle colline basse e brulle. Le colline lasciano il posto ad un deserto di sabbia che si estende a perdita d’occhio; Gianni e Trojan proseguono la cavalcata sotto il sole cocente, e finalmente Gianni e Trojan raggiungono un’oasi battuta dai venti. Un gruppetto di palme circonda un solitario pozzo a bilanciere. Scendendo Gianni e Trojan da cavallo, Gianni si avvicina al pozzo e Trojan resta vicino al cavallo. Gianni raggiunge il pozzo e Gianni si sporge oltre il parapetto. Questo gesto riporta Gianni ad un tempo lontano in cui, a Venezia, Gianni seguiva le usanze locali e gettava una moneta nei pozzi esprimendo un desiderio. Chissà se funziona anche in oriente? Gianni indugia ancora qualche secondo nel ricordo dei suoi antichi viaggi, poi Gianni si scuote. Gianni getta così una moneta nel pozzo esprimendo un desiderio.

Gianni chiude gli occhi e lancia una moneta d’oro nel pozzo, formulando il desiderio di trovare un aiuto nella sua ricerca di Shangri-La. Gianni aspetta qualche secondo, ma non succede nulla. Gianni scrolla le spalle e si allontana dal pozzo, ma dietro a Gianni risuona un sordo brontolio. Gianni si gira e vede una grossa sagoma che si divincola a fatica per uscire dal pozzo. La sagoma è di un genio alto più di quattro metri, con i capelli raccolti in una lunga treccia ed un rubino incastonato nella fronte. Il genio incrocia le braccia sul vasto petto dicendo:

“Chi osa disturbare un genio mentre si gode il suo meritato riposo?”

Il genio fissa il prete Gianni corrucciato dicendogli:

“Chi sei tu, straniero, per permetterti di risvegliare un genio immerso nel sonno del giusto? Sappi che non amo essere disturbato mentre riposo, soprattutto quando un intruso dispettoso osa gettarmi una moneta sulla testa! Forza, ti ascolto!”

Sbalorditi dall’altezza di questo genio bisbetico, Gianni e Trojan restano senza parole. Intanto che Gianni pensa come spiegare lo scopo della sua ricerca al genio…

Trojan urla a Gianni:

“Non ti azzardare ad attaccarlo o noi siamo morti!!”

Dando ascolto al preziosissimo consiglio di Trojan; Gianni spiega la sua situazione allo scorbutico genio, ma dopo poche frasi Gianni viene interrotto. Il genio dice a Gianni:

“Cosa vuoi che m’importi delle tue buffonate cavalleresche?” Il genio dice a Gianni: 

“Ringrazia piuttosto Allah, perché oggi io sono di buon umore e quindi ti farò grazia della vita! Ad ogni modo, non disturbarmi ancora, o te ne pentirai amaramente! Addio!”

E il genio si tuffa rapido nel pozzo di riprendere il sonnellino interrotto. Affrontare un simile avversario sarebbe troppo rischioso. Prima di rimontare a cavallo Gianni e Trojan, il prete Gianni abbevera il cavallo al pozzo, finalmente. Dopo aver fatto bere il cavallo, Gianni e Trojan si lasciano alle spalle l’oasi ed il pozzo dopo aver bevuto pure loro due, e Gianni e Trojan riprendono la cavalcata attraverso il deserto. Per fortuna questa terra desolata si tramuta ben presto in un paesaggio roccioso, ma disseminato di arbusti. Al passaggio del prete Gianni e del guerriero Trojan dei piccoli roditori zampettano via ed essi osservano Gianni e Trojan con occhio divertito. Via via che Gianni e Trojan avanzano il paesaggio muta e si fa più accidentato: ora la pista costeggia gole profonde dalle pareti a strapiombo. Il sole batte senza pietà sulle spalle di Gianni, ricoperte dalla cotta di metallo lavorato. Il sentiero si inoltra in una forra, ma improvvisamente Gianni e Trojan si trovano la strada sbarrata da un ostacolo: al centro del passaggio c’è una specie di monticello di terra, alto circa un metro e venti. A destra c’è una stretta striscia di terra, in parte occupata da striminziti alberelli che crescono all’ombra della parete rocciosa. A sinistra invece il paesaggio è un po’ più largo e privo di vegetazione, forse questa è la continuazione della pista. Gianni dice a Trojan:

“Andiamo a destra?”

Trojan dice a Gianni:

“No! Andiamo a sinistra!”

Non sapendo che fare delle due scelte; Gianni dice a Trojan:

“Io dico di andare a destra; tu dici di andare a sinistra! C’è la via di mezzo!”

Trojan dice a Gianni:

“Giusto! Arrampicarsi sul monticello!”

Considerando sia Gianni che Trojan più prudente risalire la collinetta, entrambi pensano, e spronando il cavallo. Quando Gianni e Trojan sono quasi a metà strada entrambi sentono il terreno franare. Gianni osserva attentamente un oggetto e Gianni scorge un oggetto brillante che spunta dal terreno. Trojan dice a Gianni:

“Che c’è?”

Gianni dice a Trojan:

“Io ho visto qualcosa! Vediamo cos’è!”

Senza scendere di sella, Gianni e Trojan si avvicinano piano all’oggetto brillante e Gianni si china a raccoglierlo. Gianni e Trojan scoprono con gioia che esso è un pezzo d’oro fuoriuscito da una borsa di pelle di cammello. Trojan e Gianni raccolgono tutto: la borsa contiene 11 pezzi d’oro. Per impadronirsene, Trojan e Gianni hanno smosso il terriccio del monticello, portando alla luce un altro oggetto più opaco. 

L’occhio del prete Gianni esercitato ha intravisto un oggetto seminascosto dal terriccio. Gianni tende la mano per raccoglierlo, ma il terreno intorno frana e il cavallo si impenna nitrendo. Trojan e Gianni si aggrappano con forza per non cadere d’arcione, e Gianni vede l’oggetto sparire in una fessura. Qual è la causa di tutto questo trambusto?

Trojan e Gianni capiscono di essere caduti in una pericolosa imboscata. Il monticello dall’aria inoffensiva è in realtà un termitaio gigante. La terra frana e sbucano in superficie due enormi insetti dalle mandibole terrificanti, che gettano nel panico il cavallo. Le termiti giganti si precipitano verso Gianni e Trojan con un ticchettio infernale. Non c’è via di fuga. Trojan e Gianni sono costretti ad attaccarle. Gianni attacca una termite gigante e Trojan attacca l’altra termite gigante. Le termiti giganti fanno paura solo a guardarle. Difendendosi con lo scudo sia Gianni che Trojan per respingere gli attacchi delle rispettive termiti giganti nemiche; respingendo i violenti attacchi delle termiti giganti; Trojan infilza con la spada uccidendo la termite gigante sua nemica e Gianni infilza con la spada uccidendo la termite gigante sua nemica. Gianni e Trojan ancora storditi dalla violenza del combattimento, Gianni ringrazia Dio per la vittoria ottenuta, solo Gianni ringrazia Dio, essendo Trojan pagano. Trojan dice a Gianni:

“Cosa volevi raccogliere prima che il terreno franasse?”

Gianni dice a Trojan:

“Ora, si, io ricordo! Un oggetto opaco!”

Trojan e Gianni insieme smuovono il terriccio con la punta della spada, nella speranza di ritrovare l’oggetto misterioso. Trojan e Gianni stanno ormai per rinunciare, ma uno scintillio attira lo sguardo di entrambi. Eccolo. Trojan raccoglie l’oggetto e lo esamina attentamente: l’oggetto è una lampada molto antica, finemente cesellata. Sulla sua superficie un intrico di misteriose linee forma un delicato disegno sul metallo prezioso. Trojan e Gianni la guardano meglio, Gianni riconosce un oggetto di cui si narra in tutto l’oriente: la lampada di Aladino. Per quale gioco del caso essa è finita in questo deserto roccioso? 

Un mistero che dovrà restare senza risposta. Trojan fa scivolare nella bisaccia la preziosa lampada. Ora Gianni e Trojan sanno bene che, in caso di bisogno, basterà sfregare la lampada per veder comparire il genio come quello del pozzo visto da Trojan e Gianni e che il genio esaudirà i desideri richiesti. Trojan e Gianni dovranno scegliere con molta cura il momento giusto per usarla: non sprecare la fortuna che si è presentata. Dopo che Gianni ha spiegato a Trojan il funzionamento della lampada da cui dovrebbe uscire il genio a cui si possono chiedere dei desideri; Trojan e Gianni continuano il loro viaggio cavalcando lo stesso cavallo. 

La gola sbuca in cima ad un dolce pendio che scende ai piedi delle colline. In lontananza Trojan e Gianni scorgono un gruppo di villaggi e, socchiudendo gli occhi, Trojan e Gianni distinguono la meta stessa del loro viaggio: la fortezza di Alamuth, regno di Hasan ibn as-Sabbah e della sua setta di ismaeliti, appollaiata sulla cima del picco più alto. 

Gianni e Trojan non pensavano che la cima del picco fosse tanto imponente. La sua sagoma maestosa ed inquietante si staglia netta nel cielo come un’ombra cinese. Per raggiungere il villaggio di Alazar, Trojan e Gianni devono attraversare un ponte di pietra che unisce le rive di un fiume impetuoso. Gianni sprona il cavallo e Gianni e Trojan raggiungono ben presto il ponte, ma prima che Trojan e Gianni abbiano il tempo di attraversarlo; due tipi dalla faccia patibolare sbucano dal nulla e sbarrano il passaggio incrociando le picche. Uno di questi due tipi dice a Trojan e Gianni:

“Ehi, pezzenti, dove credete di andare? Questo è un ponte a pedaggio, e dovete pagare 5 pezzi d’oro se volete attraversarlo!”

Questi due tizi sono due orribili troll delle colline, ed evidentemente entrambi si sono nominati da soli guardiani del ponte. Trojan e Gianni devono liberarsi di loro ad ogni costo. Gianni dice a Trojan:

“Noi possiamo pagarli, avendo trovato questa borsa con dentro 11 pezzi d’oro!”

Trojan dice a Gianni:

“No! Perché? Questi pezzi d’oro ci potrebbero servire per comprarci delle armi o altri oggetti utili! Perché darli a loro?”

Gianni dice a Trojan:

“Noi possiamo evitare di batterci stavolta o no?”

Trojan dice a Gianni:

“Perché? Due siamo noi e due sono loro! Combattiamoli!”

Gianni dice a Trojan:

“No! Stavolta possiamo pagare!”

Gianni dice ai due troll:

“Eccovi 5 pezzi d’oro!”

Gianni tira fuori dalla borsa 5 pezzi d’oro e Gianni li porge ai troll che scoppiano a ridere. Uno dei due troll dice:

“Ha! Ha! Nonostante la vostra aria da feroci guerrieri, siete soltanto dei pusillanimi! Forza, dacci quell’oro prima di svenire dalla paura!”

Queste canaglie si prendono gioco di Gianni, un cavaliere di re Riccardo d’Inghilterra e di Trojan, un guerriero esperto di arti marziali. Quale oltraggio. Furente Trojan dice a Gianni:

“Tu li hai pagati e ti fai offendere così? Anzi ci facciamo offendere così?”

Uno dei due troll dice a Trojan:

“Tu sei come lui un altro pusillanime degno compagno suo! Ha! Ha!”

Trojan infuriato urla a Gianni:

“Dammi retta stavolta! Io non li reggo più! Attacchiamoli!!”

Gianni sprona il cavallo, deciso insieme a Trojan a forzare il passaggio, tuttavia i due troll si aspettavano questo tentativo coraggioso ma piuttosto maldestro. I due troll puntano minacciosi le picche contro il petto di Gianni e Trojan. Trojan e Gianni devono affrontarli. Uno dei due troll dice a Trojan e Gianni:

“Credevate di fare i furbi e sfuggire a Ley e Bus, guardiani del ponte di Alazar? Poveri sciocchi! La pagherete cara! Prenderemo tutto l’oro dai vostri cadaveri e vi lasceremo marcire al sole! Ha! Ha!”

Detto questo, ciascuno dei due troll si sceglie un avversario, uno si mette contro Gianni e l’altro si mette contro Trojan. 

Trojan dice a Ley:

“Io non solo ti farò pentire di quello che mi hai detto ma io ti farò pentire anche di avermi incontrato; sempre se resterai vivo!”

Ley dice a Trojan:

“Tu sei un pusillanime convinto e presuntuoso! Tra poco sarai anche morto! Combatti!”

Intanto Gianni è di fronte a Bus. Gianni dice a Bus:

“Io vi ho pagato 5 pezzi d’oro per pagarvi il pedaggio e per essere insultato?”

Bus dice a Gianni:

“Pagare non ti darà mai alcun rispetto se non ti fai vedere forte e sicuro! Chi ha paura paga…Chi ha coraggio combatte! Che divertimento incontrare due pusillanimi come voi due! Che risate! Ha! Ha!”

Gianni dice a Bus:

“Tra poco non solo smetterai di ridere, perché queste sono le tue ultime risate; ma tra poco smetterai anche di vivere! Combatti!”

I due combattimenti simultanei sono molto veloci e violenti. 

Gianni uccide Bus. Trojan uccide Ley. I cadaveri dei troll giacciono sul ponte. Questi farabutti hanno assaggiato l’acciaio dei crociati di sua maestà il re d’Inghilterra della spada di Gianni e della Grecia della spada di Trojan. Trojan e Gianni asciugano la lama delle rispettive spade sugli stracci dei rispettivi avversari battuti. Trojan e Gianni perquisiscono i due troll, trovando addosso a loro 8 pezzi d’oro ed un flauto di canna, simile a quelli usati dai fachiri per incantare i serpenti. Portando via con sé il flauto di canna, gli 8 pezzi d’oro e recuperando i 5 pezzi d’oro pagati per il pedaggio; Gianni e Trojan non avendo più bisogno di tornare al villaggio di Alazar; Trojan e Gianni possono cercare un altro posto più tranquillo per andare a mangiare, dormire e comprare delle armi o altri oggetti utili. Trojan dice a Gianni:

“Noi ora abbiamo degli oggetti utili oltre a molto oro, ci servirebbero delle armi ma anche un posto per mangiare e per dormire! Dove possiamo andare?”

Gianni dice a Trojan:

“Noi possiamo ritornare al quartier generale dei templari! Posto in cui io ero stato prima di partire e di incontrare te!”

Trojan dice a Gianni:

“Andiamo!”

Gianni e Trojan viaggiano per raggiungere il quartier generale dei templari.

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