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Apprendere la papirologia – capitolo 3

DiPietro Sciandra

Mag 2, 2016

SCRITTURA--17-

 

Capitolo 3

La carta di papiro (in foto) : un primato di 41 secoli. L’Egitto è produttore di papiri per eccellenza, ma non esclusivo, sia della pianta sia del materiale scrittorio da essa ricavato. L’antica tecnica di fabbricazione della carta dal fusto ricava strisce, poi il foglio, ed infine il rotolo. Il papiro più antico fu rinvenuto nel complesso funerario di Saqqara presso la tomba di Hemaka nel 1936, durante gli scavi di W.B. Emery. La scatola che lo conteneva era di legno di 9cm di diametro e 10cm di altezza. Questo papiro è conservato al Museo Egizio del Cairo (Egitto).

La pianta di papiro cresceva in abbondanza nell’oasi del Fayyum. La pianta di papiro cresceva anche in Etiopia, in Palestina, in Mesopotamia (attuale Iraq) e lungo il fiume Niger. La siccità del 1052 e tra il 1055 ed il 1061 estinse la pianta di papiro. La pianta di papiro oggi cresce in Africa centrale ed Africa occidentale ed orientale. Le coltivazioni nelle aree del papiro ne contribuirono l’estinzione. La pianta di papiro veniva usata anche per creare vari oggetti ed addirittura delle parti ne erano commestibili. Inoltre la pianta di papiro poteva essere utilizzata per creare effetti medicamentosi per gli occhi. Una corona funeraria di papiro è conservata al Museo di Belle Arti di Boston/Massachusetts (Stati Uniti d’America). La pianta di papiro ha tre parti:il basso è il rizoma, il centro è lo stelo e la parte alta è l’infiorescenza.

La qualità della carta di papiro era data da 5 requisiti:

  1. larghezza dei fogli
  2. sottigliezza
  3. consistenza
  4. bianchezza
  5. levigatezza

La chiusura del rotolo di papiro era per proteggere il testo. La facciata del papiro aperto è recto, quella opposta è detta verso. Il recto è la facciata destinata alla scrittura.

Nel 407 a.C. ad Atene (Grecia); 2 rotoli di papiro costavano 2 dracme e 4 oboli. Per quell’epoca una spesa tale era un lusso. Dal I al III secolo d.C. un solo rotolo di papiro poteva costare da 1 a 10 dracme.

Nel rotolo letterario greco si nota la tendenza dello scriba ad arretrare verso sinistra il punto di attacco delle linee (legge di Maas).

Invece la punteggiatura era già utilizzata dal IV secolo a.C. al V secolo d.C. Esistevano delle pause di frasi con un punto in alto. Il punto in posizione mediana è la nostra virgola e il doppio punto per il discorso diretto.

Il rotolo di papiro che era diventato un vero e proprio libro arrivava a misurare tra i 6m ed i 9m. Difficilmente si arrivava a misure di circa od oltre i 10-11m. Casi addirittura di rotoli di 20, 30, 40m ed anche oltre. Un rotolo di lusso era molto lungo. Quando si scriveva anche sul lato verso si dice rotolo opistografo. Il numero dei fogli è detto kollemata.

Al Museo Egizio di Torino (Italia) è conservata una porzione di una grande opera “Geografia” di Artemidoro di Efeso vissuto tra il II e I secolo a.C.

L’asticella per avvolgere il papiro era solitamente in legno, alcune di osso e per i libri lussuosi addirittura d’oro.

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