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Festa di primavera: cos’è e alcuni rituali per festeggiare la stagione dei nuovi inizi

DiPaul Polidori

Mar 23, 2016

In questo periodo dell’anno si celebra il ritorno della primavera. E’ il momento in cui Persefone, regina degli Inferi, torna alla luce per far visita alla madre Demetra, standole accanto per 6 mesi. Demetra, per la felicità di riabbracciare la figlia, cosparge la terra di fiori e frutti fino all’autunno, momento in cui Persefone scende nel regno di Ade. L’equinozio di primavera del 21 marzo rappresenta pertanto un momento di grandi festeggiamenti, corrispondente nel neopaganesimo alla Festa di Ostara, dedicata alla rinascita e al rinnovamento, durante la quale giorno e notte sono in perfetto equilibrio. La Natura si risveglia e con essa la vita, è il momento della rinascita, del lancio di nuovi progetti, della concretizzazione dei sogni seminati nelle stagioni fredde. Ma l’equinozio di primavera segna anche il momento dell’unione fra principio maschile e principio femminile, simboleggiato dalle nozze fra il Dio Sole e la Dea Terra. Non a caso, in questo periodo dell’anno, si festeggia l’accoppiamento ed è tutto un fiorire di amore.
Questo è il momento ideale per ripulire e rinnovare casa, aprendo le finestre, lasciando che la brezza primaverile rinfreschi le abitazioni, eliminando eventuali incrostazioni energetiche e le influenze della stagione invernale. Ovviamente queste pulizie domestiche simboleggiano una pulizia interiore, correlata al bisogno di rinnovare la psiche e portare equilibrio. Ecco allora che tra le attività più indicate allo scopo si annoverano il giardinaggio, la ricerca di fiori selvatici, la decorazione. Abitudini frequenti in questo periodo dell’anno sebbene molti di noi ne ignorino il significato recondito. Rimanendo in tema di inizi, la primavera corrisponde anche all’inizio dello Zodiaco che prende avvio con il segno dell’Ariete. Ecco che l’io, per la prima volta, viene posto al cospetto del non-io, ovvero dell’altro da noi. Ha così inizio la crescita spirituale di chi segue la ruota dell’anno, di chi si sintonizza con i cicli naturali.
Dopo il lavoro preparatorio dei mesi passati e la purificazione di Imbolc, con Ostara i semini piantati nei mesi freddi iniziano finalmente a venire alla luce. I nuovi progetti cominciano a prendere vita esattamente come i fiori primaverili, che sbocciano entusiasti. Grazie a Imbolc e alla sua opera di purificazione dai ricordi dolorosi, la primavera festeggiata con Ostara è piena di entusiasmo, non più frenata da paure inconsce, difese eccessive, paura dell’altro. Essa ci invita ad aprirci, a confrontarci con le persone, ad accettarle per quelle che sono sebbene si tratti di un amore ancora spronato dall’istinto sessuale, non completamente altruistico, ma pur sempre un primo passo verso il ricongiungimento con l’altro e la rinuncia al proprio io.
E’ l’inizio della consapevolezza e prenderne atto è fondamentale per ottenere benefici concreti nella vita quotidiana stessa. I principali doni di Ostara, per chi si sintonizza con questa fase, sono il senso di soddisfazione interiore e un incremento della veggenza, sia per se stessi che in relazione agli altri. I simboli che la contraddistinguono sono: grano, fiori, colori pastello tipici della natura che sboccia in primavera, uova, semi, coniglio/lepre in quanto simbolo di fertilità.
L’origine della festa primaverile di Ostara
Il termine “Ostara” deriverebbe a quanto pare da “aes” o “aus”, che significa est, luogo di nascita del sole. Eostre è infatti la dea che porta fertilità, collegata alla nascita, da cui sarebbe derivato nel corso del tempo il termine che indica l’equinozio di primavera, Ostara. Fra l’altro “Oster” in tedesco significa pasqua ed “easter” in inglese indica allo stesso tempo Pasqua e Primavera. La festa in questione veniva celebrata durante la prima luna piena dopo l’equinozio primaverile, esattamente come accade per la Pasqua cristiana. In realtà è corretto specificare che nessuno conosce con precisione le origini di Ostara. Oggigiorno la si attribuisce principalmente al Neopaganesimo e alla tradizione Wicca. Essa rappresenta uno degli otto Sabbat, per la precisione fa parte dei quattro sabbat minori celebrati in occasione dei solstizi e degli equinozi.

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