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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 108

DiPietro Sciandra

Mar 15, 2017

IL DIVORATORE DI ANIME

Capitolo 108

Ora iniziano i racconti tratti dal diario di Maurizio Belmonte…

Roma, 14 gennaio 1888

Caro diario, è la prima volta che ti scrivo; io Maurizio Belmonte, ricco possidente.

Io sono molto interessato all’arte, la letteratura, la storia e la scienza. Io adoro ogni forma di ricchezza e soprattutto l’oro, che ritengo ogni oggetto d’oro come una parte di me, talmente che ne sono attaccato. Io adoro anche le donne, e con tutto che ho ora 39 anni e non ho ancora preso moglie ho avuto molte donne con cui condividere giornate piacevoli.

Ho al mio servizio molti camerieri, cameriere e giardinieri. Però, io non mi fido di nessuno, tranne del mio cocchiere a cui confido ogni cosa, persino le mie avventure con le mie donne. Il mio cocchiere si chiama Renato De Rosa, ma per nome non lo chiama praticamente nessuno; perché lo chiamano tutti il cocchiere. Il mio cocchiere è come un fratello ed il mio migliore amico allo stesso tempo e confido molto in lui. Il mio cocchiere mi chiama sempre padrone; ma quando siamo da soli gli permetto di chiamarmi Maurizio.

Il resto dei miei servitori è raccomandabile, ma solo perché li pago, so benissimo che tutti mi odiano e mi disprezzano, soprattutto per i litigi che ho con loro di volta in volta. Tutti mi detestano perché vedono in me la mia personalità esplicita. Ma la mia vera personalità è quella implicita, perché sono costretto a vivere due vite allo stesso tempo; ovvero quella di crudele agli occhi di tutti, ma in stretto segreto io faccio molta beneficenza.

Caro diario, io presto i soldi con alti tassi d’interesse, ma molti soldi che sottraggo alla gente sono per ridistribuirli ai più bisognosi, e devo farlo in incognito; perché non voglio che si sparga la voce in giro che il signor Belmonte è un tenero di cuore. Poi non vorrei che qualcuno si approfitti della mia bontà d’animo chiedendomi sempre favori e sempre soldi. Per tenere a freno questi “avvoltoi” devo fingermi cattivo per forza ai loro occhi, perché purtroppo più dài e meno dài, senza alcuna riconoscenza come se ciò fosse dovuto.

Purtroppo la gente è fatta così. Per questo preferisco vivere due vite contemporanee; per evitare di essere sopraffatto dal volere degli altri. Con la disciplina e con la fermezza si tiene a bada la gente; anche se qualcuno potrebbe considerarmi un tiranno, un diavolo, od addirittura il soprannome che tutti mi hanno dato; che è “divoratore di anime”; perché tolgo così tanti soldi alla gente coi miei tassi d’interesse che è come se io divorassi loro l’anima. Quindi io non sono certo ben visto dai miei concittadini romani. Se la gente sapesse quanta gente ha mangiato grazie a me. Io ho tolto persone dalla strada ed ho dato loro un posto di lavoro, alcuni miei camerieri chiedevano l’elemosina. Ora per merito mio vivono in una grande casa e lavorano per me. Alcuni potrebbero pensare che li considero degli schiavi; ma non è vero. Quindi, caro diario; a parte il mio cocchiere; sei tu il mio amico. Purtroppo molto spesso sono solo, ma quando organizzo dei grandi ricevimenti, vedo sempre tanta gente intorno a me. Il 16 gennaio è il mio compleanno e compirò 40 anni, sicuramente verranno in tanti a farmi gli auguri, perché anche se molti mi odiano perché dicono che io abbia un brutto carattere, irascibile, caparbio, pedante, puntiglioso, avaro, superbo, orgoglioso. In fondo sono una persona rispettabile ed ospitale, in casa mia accolgo sempre molta gente ed organizzo molto spesso dei ricevimenti, anche per affari. Organizzare dei ricevimenti è l’unico modo per vedere qualcuno. Forse dovrei prendere moglie, ma per ora non mi sento ancora pronto a condividere tutto con una donna; perché vivere insieme è un’altra cosa. La mia casa è enorme, e posso ospitare tanta gente ogni volta. Questo potrebbe essere anche uno svantaggio a volte, perché se qualcuno volesse farmi un dispetto o derubarmi io non potrei mai farci caso. Ora comincio ad avere sonno, buonanotte, caro diario.”

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