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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 146

DiPietro Sciandra

Giu 2, 2017

 

Capitolo 146

Roma, 22 febbraio 1888

Caro diario, non so più chi sono! Non so se sono un angelo, un demone o una bestia sconsolata e sola. Quello che so è che ho assolutamente bisogno dell’appoggio di Dio per vendicarmi; perché non c’è nulla che possa darmi un coraggio tale. Io da solo non temo nessuno se combatto con Dio. Ciò è come se io fossi un drago che non può sputare fuoco, se non ho Dio al mio fianco. Io non mi sento un tipo nato per la pace; la guerra è la mia vera vocazione; ma essendo molto vicino a Dio sia spiritualmente che sentimentalmente; non posso essere un guerriero con l’appoggio di Dio. Anche se molti guerrieri del passato combattevano nel nome di Dio come i crociati ed i templari, io non mi sento nessuno dei due; perché mi sento il capo del cristianesimo e basta. Io non ho desideri di conquista o di arricchirmi e non ambisco ad alcun potere. L’unico potere che mi interessa è quello di Dio. Io voglio la morte degli assassini dei miei genitori e voglio che soffrano anche gli innocenti, non tutti sanno che ci sono cose peggiori della morte. A volte la morte libera, invece vivere nell’inferno è peggio. Detesto totalmente il genere umano, ma forse amare Dio mi dà una possibilità di salvezza. Non riesco più a fidarmi di nessuno, non mi importa che io lo conosca o no; mi fido solo di chi obbedisce ai miei ordini.

L’uomo non è nato per essere perfetto, altrimenti Tu nemmeno saresti venuto; perché se l’uomo fosse perfetto, Tu non avresti motivo di esistere. Tu sei l’essere perfetto Creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili ed invisibili. Solo Tu sai il perché di ogni uomo e voglio che Tu mi indichi il mio cammino spirituale per sapere cosa devo fare. Non posso fare finta di dimenticare la morte dei miei genitori e vorrei reagire in qualche modo. La vera forza non deriva dai muscoli; ma dallo spirito. Il mio spirito potrebbe essere oscurato dall’odio, dalla vendetta, dalla disperazione di un affetto perso ed insostituibile. Credendo di combattere con il volere di Dio, so di essere sempre nel giusto; perché dalla morte dei miei genitori; Dio è l’unica cosa che mi sia rimasta cara. Ho bisogno del suo supporto per avere il massimo del coraggio e purificare il pianeta dei peggiori individui esistenti di quest’epoca maledetta e piena di guerre. Spero che nel prossimo secolo non ci siano più guerre; anche se penso che in fondo le guerre siano giuste, perché questo è l’unico modo per cambiare il mondo, ovvero cancellare le indesiderate presenze. Forse nel prossimo secolo l’intolleranza sarà solo un brutto ricordo. Non credo che ci saranno discriminazioni; anche se a volte non si possono dare a tutti gli stessi poteri. Io sono nato allo scoppio della prima guerra d’indipendenza, avevo solo 11 anni allo scoppio della seconda guerra d’indipendenza; e durante la terza guerra d’indipendenza ho perso i miei genitori. Da quando io sono nato che io vivo le guerre; ma nessuna di queste mi appartiene. L’indipendenza non è solo quella politica, territoriale, governativa; la vera indipendenza è quella spirituale; ovvero decidere veramente noi stessi il nostro cammino senza alcuna interferenza. L’indipendenza dall’Austria è una grande utopia che si sta realizzando. A volte dai grandi sogni si avverano grandi successi. Bisogna credere nell’irrealizzabile, perché è questo che serve nel mondo di qualunque epoca, come è servito in passato, serve ora e servirà nelle prossime epoche. Si ha bisogno di credere nell’irrealizzabile, perché le cose realizzabili sono troppo scontate. Un giorno avrò la mia guerra e potrò combattere per scelta e non necessità; anche se combattere è sempre l’ultima soluzione, è comunque una soluzione. La gente non si rende conto; che i veri motivi per cui valga veramente la pena di combattere siano la famiglia e la propria religione. Per il resto è solo una scusa per aggredire. Gli esseri umani devono imparare tante cose, ma solo una cosa sanno fare spontaneamente, ovvero distruggere. A volte distruggendo si crea qualcosa di indesiderato. Nessuno sa e nessuno ha il controllo. Si è fatto tardi; buonanotte, caro diario.”

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