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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 159

DiPietro Sciandra

Giu 30, 2017

Capitolo 159               IN FOTO MIRACOLO EUCARISTICO A SAN VITO LANCIANO (CHIETI/ITALIA)

Roma, 20 febbraio 2003

Caro diario, parlando con il commissario Emiliano De Luca; mio caro amico, ho scoperto che questa pecorella smarrita è ritornata al suo gregge. Difatti il commissario era ateo, ma trovandosi a confronto con uno strano nemico, che è tutto fuorché un normale criminale, egli comincia a credere che egli deva scoprire di più di quanto si aspettasse, perché non si tratta più di arrestare uno psicopatico, ma è un nemico da sconfiggere su cui non si sa nulla.

Il commissario è molto preoccupato e devo aiutarlo, mi ha fatto molto piacere che un ateo abbia cambiato idea; perché prima o poi bisogna fare i conti con la fede. Anche io ho avuto i miei dubbi, un tempo ero in crisi di fede. Già, volevo essere veramente sicuro di aver scelto la mia strada giusta e mi aspettavo qualche segnale da Dio; perché io ho sacrificato tutto me stesso nella ricerca del maligno e nel potere di Dio. Difatti ho avuto un periodo in cui stavo abbandonando la tunica, in attesa di un segnale del Signore; ma ho continuato a seguire Dio quando ho avuto il segnale del celeberrimo miracolo eucaristico di San Vito Lanciano (Chieti-Italia) di quel prete che non credeva che l’ostia fosse veramente il corpo di Cristo e poi divenne carne insanguinata tra le sue mani. Forse fu più lo spavento a farlo ricredere e non la fede. Potrebbe essere stato un trauma per quel prete vedere una cosa del genere tra le sue mani. Con il tempo cominciai a fare delle ricerche approfondite sul Santo Graal…”

 

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