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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 176

DiPietro Sciandra

Set 11, 2017

IL DIVORATORE DI ANIME

Capitolo 176

Don Francesco ora sa che egli deve trovare i Cavalieri Rossi, il Santo Graal e soprattutto impedire che qualcun altro lo trovi prima di lui. Tutto qui? Per niente, si tratta di dover salvare il mondo.

Don Francesco, il commissario De Luca e Matteo De Angelis sono il sacro tridente contro la potenza dei Sin Alma…

La ricerca verso il Santo Graal ha inizio…

Don Francesco aveva sempre creduto nel Santo Graal ma ovviamente non si sarebbe mai aspettato di doverlo cercare e soprattutto impedire che qualcun altro lo trovi per farne un uso malvagio.

Il primo scopo è come trovare i Cavalieri Rossi. Don Francesco deve affrontare le “ombre cinesi” del Vaticano. L’unica traccia è seguire il cardinale. Così per giorni e giorni don Francesco cominciò a seguire il cardinale senza scoprire nulla; ma un giorno successe qualcosa di insolito. Il cardinale stava camminando all’interno del Vaticano verso la Pietà di Michelangelo e mettendo una mano dietro la statua, facendo leva su qualcosa impossibile da vedere da don Francesco, miracolosamente la statua si spostò lentamente in avanti mostrando sotto di sé un buco coperto dalla imponente statua. Senza farsi vedere; don Francesco seguì il cardinale. Seguendo il cardinale, don Francesco si trovò in un sotterraneo illuminato da torce come le segrete di un castello.

Don Francesco non era pronto a ciò che stava per vedere…Il cardinale era in compagnia dei Cavalieri Rossi e proprio il cardinale disse a don Francesco:

Io, anzi; noi ti stavamo aspettando! L’unico modo per attirarti qui sottoterra era fare in modo di incuriosirti e farmi seguire da te!”

Uno dei Cavalieri Rossi disse a don Francesco:

Noi sappiamo tutto di te, e non possiamo fare a meno di aiutarti a ripulire il mondo dalle forze del male; anche perché questo è il nostro compito!”

Don Francesco:

Io…Io…Non ho parole! Come pensate di aiutarmi voi?”

Uno dei Cavalieri Rossi:

Noi sappiamo combattere da sempre i nemici di Cristo e siamo addestrati a poterli distruggere! Anche perché tu e gli altri due membri del sacro tridente dovrete occuparvi dei capi del male; mentre noi Cavalieri Rossi ci dovremo occupare dei soldati delle forze del male!”

Don Francesco:

Come sapete voi di me e del sacro tridente?”

Uno dei Cavalieri Rossi:

Io te lo ho detto; noi sappiamo della creazione del sacro tridente da prima che ti venisse comunicata la tua adesione a tale Ordine!”

Don Francesco:

Ehi! Che soldati dei nemici?”

Il gran maestro dei Cavalieri Rossi:

Io sono il gran maestro dei Cavalieri Rossi! Io ed i miei uomini ci dovremo occupare dei soldati del nostro nemico comune che purtroppo proprio pochi essi non sono; anzi più di quanti ce ne potremmo aspettare! Quindi il resto spetterà a voi tre:tu, il commissario De Luca e Matteo De Angelis!”

Don Francesco:

Che bisogna fare?”

Il gran maestro:

Organizzarci e sapere dove e quando attaccare; perché chi, noi già lo sappiamo!”

Riprendendo:

Per qualunque cosa tu tieniti in contatto con il cardinale ed appena trovi qualcosa di sospetto; oppure ti serve qualcosa dillo a lui che ci contatterà! Noi ora abbiamo da fare!”

Detto questo don Francesco fu costretto a risalire in superficie.

Alcuni giorni dopo…Don Francesco ricordò le informazioni in suo possesso e del diario di Riccardo Croce. Pensato questo don Francesco organizzò un incontro con il cardinale Morelli e gli disse mostrando il diario di Riccardo Croce:

Il Divoratore di Anime, ovvero il capo delle forze del male o con il nome umano di Riccardo Croce sta cercando due cose:

questo diario che gli è stato sottratto da uno di noi del sacro tridente; Matteo De Angelis e l’altra cosa è il Sacro Graal! Ma non è tutto…Il Divoratore di Anime sicuramente vorrà vendicarsi della morte di un suo adepto un certo Piranha! Quindi il Divoratore sarà pronto ad attaccare le nostre forze, riprendersi il suo diario e cercare il Graal!”

Il cardinale Morelli:

Che pensi di fare tu?”

Don Francesco:

Fare in modo di fargli riavere il suo diario e soprattutto fargli avere la cosa che il Divoratore che più sta cercando…Il Santo Graal!”

Il cardinale:

E va bene…Bisogna organizzarci con i Cavalieri Rossi e tenerli pronti a combattere…Una notte bisognerà mandare Matteo De Angelis attrezzato ed armato in quella casa abbandonata e soprattutto con il diario di Croce in modo che chi seguirà Matteo lo attaccherà ed i Cavalieri Rossi faranno il resto…”

La casa abbandonata non era più così abbandonata ma nessuno lo sapeva al di fuori degli “inquilini”.

Così una notte fredda, piovosa; con fulmini e tuoni; il nostro eroe Matteo De Angelis attrezzato di sacco con al suo interno la frusta, un crocifisso di oro, una croce da lancio, una daga ed il diario di Riccardo Croce; egli si diresse verso la casa abbandonata od almeno creduta tale. Le forze del male vigilavano; ma non erano certamente così poche…Matteo si trovò costretto ad utilizzare la frusta per tenere a bada le belve feroci che non c’erano alla prima visita di Matteo in quella casa. Matteo si trovò costretto a fronteggiare tigri, pantere nere, leoni, leopardi, lupi, orsi e puma; tutti animali rubati allo zoo dai Sin Alma del Divoratore di Anime. Matteo era finito nella casa dell’inferno che era diventata peggiore rispetto alla sua prima visita lì. Matteo doveva vedersela da solo per ora a fronteggiare tutti quegli animali feroci che non solo dovevano fare da guardia, ma dare il giusto castigo all’assassino di Piranha che poi era proprio Matteo De Angelis. Matteo doveva vedersela contro pericoli di ogni genere; non solo contro tutte quelle belve; ma anche con le condizioni di quella casa che erano abominevoli; con pozze di fango, ragnatele, ragni, topi e persino rospi…Troppa umidità.

Matteo riuscì a mantenersi in vita affrontando le belve feroci che abitavano quella casa; sempre grazie alla sua frusta e dovendo a volte infilzare con la daga qualche belva feroce ovunque e frequentemente. Matteo doveva fare in modo di attirare l’attenzione su di sé e ci stava riuscendo persino troppo; ma non dalle belve. Matteo doveva fare in modo di trovare nemici umani per far sapere del diario di Croce in suo possesso. Le belve feroci erano in agguato dovunque e Matteo con la sua frusta ed a volte con la sua daga o croce da lancio riusciva sempre a mettere fuori combattimento le tigri, i leoni, i lupi, i leopardi, le pantere nere, i puma e gli orsi. Oramai si combatteva da ore ed ovunque. Matteo riuscì a rimettere a posto il diario di Riccardo Croce in quel cassetto; ma Matteo non riuscì a passare inosservato da alcuni Sin Alma che lo stavano spiando.

Terrore e Lobo che avevano già avuto dei precedenti incontri con Matteo che era travestito da Uomo Giaguaro. Questa volta Matteo si trovò costretto a fronteggiare simultaneamente Terrore e Lobo e soprattutto Matteo si trovò costretto ad uccidere Lobo. Terrore rimasto in vita riferì tutto al Divoratore. Oramai era scoppiata la guerra tra i tre del sacro tridente insieme ai Cavalieri Rossi contro il Divoratore di Anime ed i suoi Sin Alma.

Nei giorni seguenti i Cavalieri Rossi si trovarono costretti a combattere in quella casa che abbandonata non più era. I Cavalieri Rossi abituati a combattere le forze del male non risparmiarono nessuna forma di vita presente in quella casa tra cui alcune belve rimaste; ovvero orsi, lupi, leopardi, tigri, leoni, pantere nere e puma; ma soprattutto i Cavalieri Rossi si trovarono costretti ad uccidere vari uomini che erano criminali passati al servizio del Divoratore. Si combatteva ovunque. I Cavalieri Rossi con le loro stupende divise rosse e con i loro mantelli lussuosi erano armati di spade infuocate…Quindi la leggenda non era leggenda; la poesia raccontava la verità.

I morti su quel campo di battaglia non si contavano più. Alcuni Cavalieri Rossi rimasero lievemente feriti; altri invece morirono. In quella casa era stata fatta una razzia di male; ma tutto ciò non era stato sufficiente. I Cavalieri Rossi avevano ucciso criminali comuni ed animali feroci. C’è un grosso problema…I Sin Alma ed il Divoratore che non erano in casa. Così finito il grande compito dei Cavalieri Rossi; ora comincia quello dei tre del sacro tridente…

Alcuni giorni dopo…

Il commissario Emiliano De Luca, Matteo De Angelis e don Francesco ora sono pronti per unire le loro forze per scovare e distruggere le forze del Divoratore. Il commissario era soddisfatto perché aveva potuto arrestare vari criminali (quelli non uccisi dai Cavalieri Rossi). Don Francesco era soddisfatto perché aveva da portare a termine il più grande compito della sua vita:distruggere le forze del male e dimostrare a tutti i membri del clero in crisi di fede che quando si è in crisi non bisogna abbandonare ciò in cui si crede ma trovarsi più motivi per crederci. Don Francesco cominciava a concepire meglio i motivi delle “ombre cinesi” del Vaticano. Matteo De Angelis che era sempre più abile a combattere con la sua frusta del suo antenato Simone De Angelis; ed egli sapeva usare sempre meglio la daga e la croce da lancio. Il commissario era armato di pistola e don Francesco che non poteva fare solo uso del suo immenso sapere; egli fu costretto a munirsi di un crocifisso d’oro (sapendo la paura del Divoratore) e di una alabarda (arma di cui sono munite le guardie svizzere).

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