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IL DIVORATORE DI ANIME – CAPITOLO 9

DiPietro Sciandra

Ago 13, 2016

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IL DIVORATORE DI ANIME

Capitolo 9

Un giorno Riccardo conobbe Anna. Anna era molto simpatica; sorridente; un bel sorriso con una bocca molto larga. Anna aveva i capelli molto ricci e castani; occhi marroni che lasciavano d’incanto chi li ammirasse; perché sembravano così penetranti che Riccardo si sentì colpito al cuore da uno sguardo che sembrava della dea Venere.

C’è da dire che il corpo di Anna non era da modella; anzi era sì un po’ grossa; ma non aveva cellulite; perché era di dimensioni consistenti; ma l’abbondanza delle sue dimensioni la rendeva affascinante congiunta al suo dolce sguardo da gattina, i suoi capelli che quando erano bagnati la rendevano molto più sensuale. Le sue forme erano sì abbondanti; ma non esagerate; difatti Riccardo capì che Anna fosse una preda da non farsi sfuggire e che non poteva crearci un rapporto stabile.

Il fascino di Anna stava anche nelle sue forme abbondanti, ma non solo; perché ciò che la rendeva veramente particolare era che sembrasse sempre una dolce fanciulla con la voglia di non crescere; perché lei capì che la sua felicità era di rimanere giovane per sempre; che poi è il desiderio di ogni donna. Anna aveva sempre la voglia di scherzare; le piaceva molto la compagnia e poi amava tanto andare in giro e partecipare alle feste. Anna era più grande di Riccardo; come lo era ad esempio anche Marisa.

Riccardo si rese conto che con le ragazze più grandi di lui ci si trovava meglio; perché vedeva nella sua donna la madre che lo proteggeva; o anche la sorella maggiore che si prendesse cura di lui come se fosse il fratellino da proteggere; quindi un chiaro attaccamento all’infanzia da parte di Riccardo.

Da non dimenticare che l’infanzia di Riccardo fu molto tormentata per colpa della zia; e quindi ricredere nella protezione da parte delle donne nei suoi confronti fu per Riccardo una vera soddisfazione e un vero conforto; perché capì che delle donne che si amano ci si può fidare. Riccardo capì che amare le donne fosse tanto bello quanto essere amato dalle donne.

Purtroppo per Riccardo questo non era possibile; perché con tutto l’amore che provasse per Anna si trovò costretto a ricordarsi la sua ambizione e tuttavia la sua maledizione; ovvero non poteva amare le donne; ma solo possederle e possedere anche le loro anime per diventare sempre più forte e spingersi ad avere sempre più donne.

Riccardo sapeva che non poteva fermarsi; perché uno come lui non poteva diventare fedele ed amare una sola donna. Perché, poi Riccardo doveva vendicarsi con le donne, perché non riuscì mai a dimenticare il dolore che gli aveva provocato la zia. Riccardo aveva giurato eterna vendetta alle donne; perché essendo stata una donna a rubargli l’anima, e la cosa peggiore una parente; Riccardo si sentì a sua volta sempre più colpito e sempre più tradito perché proprio una parente gli aveva tolto l’anima e poi maledetto per sempre visto il suo furente desiderio di vendetta per far patire alle donne ciò che aveva sofferto lui per colpa della zia. Riccardo si sentì in obbligo più che mai ad appropriarsi dell’anima di Anna.

Così senza crearsi alcuno scrupolo; con tutto che Riccardo sentisse di amare Anna talmente tanto da essere pronto a vederla in qualsiasi circostanza anche per pochissimi minuti; perché quando si ama così tanto la sola vista della persona che ami, anche se tuttavia per pochi minuti ti riempie la giornata e ti crea una felicità tale da ricordare il giorno che l’hai vista come un giorno di festa. Purtroppo; malgrado questi forti sentimenti per Anna che rendevano Riccardo più forte che mai; più gentile che mai; sempre disponibile nei suoi confronti; al punto da vedersi in qualsiasi orario senza preoccuparsi di mangiare, dormire e dimenticando qualsiasi interesse particolare.

Con tutto che Riccardo si rese conto che stando accanto ad Anna la sua anima fosse in pace e riempita di gioia per la sola presenza di Anna perché aveva capito che fosse l’unica soluzione; perché lui doveva continuare il suo cammino senza potersi affezionare, perché non avrebbe potuto più avere il coraggio di vendicarsi nei confronti di una donna.

Così usando la seduzione e il suo terribile potere Riccardo prese l’anima di Anna; che poi giustamente lei odiò così tanto da non volerlo più vedere. Anna si rese conto che non era più la stessa, che la sua felicità era stata turbata e che non riuscisse più a trovare la pace con la sua anima senza sapere di non averla più.

Anche perché il diavolo è tentatore e spinge sempre al peccato la sua vittima del momento; perché deve fare dispetto a Dio e distrarre le donne dalla morale e dalla fedeltà nei confronti del proprio fidanzato. Difatti, Riccardo provava più gusto a far tradire la ragazze fidanzate, perché così era tradimento su tradimento e quindi la sua occasione di vendetta e riscatto.

Per Riccardo era il massimo che le donne tradissero il proprio fidanzato e che le distraesse dalla morale di Dio. La continua lotta contro Dio era sempre più marcata e spietata per Riccardo che si rese conto di non piangere più alla vista della croce, anche se dopotutto continuasse ad andare a messa ogni tanto. Si avete letto bene; il diavolo che si reca a messa; c’è un motivo, perché Riccardo voleva mettersi alla prova e vedere se la vista della croce gli provocasse ancora sofferenze e dolore.

Con tutto che non piangesse più alla vista della croce; anzi vedendola pensava dentro sé stesso:

Sono più forte io! Non mi fai paura! Non piangerò più per te e non combatterò più per te, ma contro di te!”

Però, Riccardo si rese conto che ad ascoltare la musica della cerimonia si commuoveva; quindi si rese conto di amare ancora Dio. Così la sua condanna era sempre più atroce; perché continuava inconsciamente ad amare Dio e coscientemente ad odiarlo. Come si possono provare insieme i sentimenti opposti tra loro?

Riccardo così si rese conto che doveva combattere sempre Dio contrastando la sua volontà. Malgrado tutto; Riccardo non poteva fare a meno di recarsi a messa, perché si sentiva profondamente ancora molto cattolico; malgrado tutto lo combattesse Dio, non poteva fare a meno di considerarlo sempre sia per amarlo che per odiarlo.

Che diavolo è se ama ed odia Dio? “Che diavolo è” non è un’esclamazione, ma riferito al diavolo vero e proprio; ovvero a Riccardo. Quindi Riccardo ha ottenuto quello che voleva o no? Perché tradisce Dio odiandolo e ribellandosi a lui e poi gli fa credere che lo ama ancora; quindi cosa pensare di lui?

Forse Riccardo ama ancora Dio, ma oramai forse la sua anima è dannata per sempre; perché anche se forse ama ancora Dio lo combatte lo stesso. Come può essere Riccardo capace di fare due cose così in contraddizione?

Forse la follia per Dio; essere il prescelto potrebbe non essere una fortuna, perché diventare un mostro in grado di fare cose fuori dal normale potrebbe avere un prezzo più caro di quello che si possa immaginare. Il prezzo per Riccardo è l’eterna dannazione per aver tradito Dio e poi un’altra dannazione per dover odiare Dio che in fondo si continua ad amare.

Di peggio non c’è nulla; perché la tua anima vivrà sempre nel tormento e solo la morte può liberartene. Ciò è vero che sia la morte il peggiore dei mali o no?

Certe volte la vita potrebbe essere peggio della morte. Certo la morte ti libera da ogni dolore; però non è una cura, ma una soluzione troppo estrema e definitiva. La vera cura per la dannazione di Riccardo è l’amore; ma lui non può amare perché deve vendicarsi nei confronti delle donne. Quindi quale soluzione?

Chissà forse potrebbe essere di sposarsi e di fare così sia la pace con Dio e sia la pace con le donne; però purtroppo Riccardo avendo rinnegato Dio, odia l’oro che lo fa sentire prigioniero, quindi come potrebbe infilarsi la fede nuziale se lo fa impazzire? Potrebbe esserci una vera soluzione? Chissà?

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