IO E IL GOLF – Capitolo 2

Capitolo 2

Il mio grande giorno sta per arrivare. Pietro Sciandra sta per partecipare al suo primo torneo di golf. Io ero emozionatissimo a vedere per la prima volta il mio cognome sulla lista degli orari di partenza del torneo.

Roma, oggi è domenica 28 aprile 1996. Il mio primo torneo di golf si chiama Carpoint Golf Cup, 18 buche stableford al Parco De’ Medici Golf Club. Per chi non è giocatore; la formula stableford assegna dei punti ad ogni buca in base al numero dei colpi ottenuti; dal doppio bogey nessun punto, bogey 1 punto, par 2 punti, birdie 3 punti, eagle 4 punti, albatros 5 punti. Tutto questo può cambiare avendo i colpi di handicap. Al mio primo torneo, io ottenni solamente 6 punti. La mia posizione finale è 37° su 48 giocatori. Non male; dato che questo è il mio primo torneo. Io ho ottenuto il mio terzo par in carriera alla buca 15 par 3 di 152 metri. Buca non facile per l’acqua sulla destra e un bunker a sinistra. Con il ferro 5, io ho mandato la palla in acqua sulla destra con il tee shot (colpo dalla postazione di partenza). Io ho droppato (rimessa la palla in gioco facendola cadere con il braccio disteso in un punto preciso del campo in seguito ad una penalità) e poi con il pitch wedge (bastone per approcciare al green da una distanza di 80 metri, ovvero la piazzola d’arrivo con la buca indicata da un’asta con la bandiera che indica il numero della buca) io ho imbucato dall’area di droppaggio (area segnalata da una tabella che obbliga il punto in cui bisogna rimettere in gioco la palla in seguito ad un colpo finito in acqua), dopo che la palla si è alzata, girando sulla destra ed entrando in buca. Si è sentito il rumore della palla in buca dall’area di droppaggio. Io ho esultato saltando.

Invece, sabato 6 luglio 1996, al putting green (piazzola con 9 buche indicate da piccole aste di metallo) sempre al Parco De’ Medici Golf Club; io avevo fatto il mio primo torneo di putting green. La formula è medal play oppure stroke play ovvero a chi impiega il minor numero di colpi del percorso. Bisogna ripetere le nove buche una volta, quindi due giri su 9 buche. Il torneo si chiama Mangaroca Batida De Coco (in foto) gara di putting green. La partenza è formata o meglio delineata da due sagome di due bottiglie di Batida De Coco; 4 sagome sono invece intorno alla buca. Se con un colpo la palla va in buca si segna uno, si segna due se la palla rimane nel poligono e si segna tre se la palla non rimane nel poligono. Io ho registrato una buca in uno alla buca 4 del primo giro che poi io ho terminato in 22 colpi contro i 21 del mio marcatore (compagno di partita che segna il punteggio di un altro giocatore). Qui di seguito ci sono i due risultati, ovvero il mio e del giudice arbitro del Parco De’ Medici, ovvero Ludovico Cappellanti.

Giocatore primo giro secondo giro totale

Pietro Sciandra 22 25 47

Ludovico Cappellanti 21 23 44

Io non ho mai saputo la mia posizione finale; perché furono comunicati solo i primi tre posti in classifica finale. Comunque io rimasi molto soddisfatto; perché io avevo avuto l’onore di giocare con il giudice arbitro del Parco De’ Medici e quindi io capii che nel golf non ci sono amici; quando si gioca a golf, ci si deve rispettare, capire quando si ha torto; nel golf non bisogna pensare ai bastoni nella sacca da golf, a quante palle ti rimangono nella sacca da golf, a come tu sei messo con il punteggio, non bisogna pensare se tu stai andando male o bene; non devi pensare nemmeno a quanto sia difficile una buca; devi stare attento alle palle degli altri giocatori in partita; non devi preoccuparti di poter finire in bunker (ostacolo di sabbia), in acqua o rischiare il fuori limite (out of bounds O.B.), ovvero uscire dalla buca che ciò porta un colpo di penalità come andare in acqua o perdere una palla; ma mandare la palla in bunker non comporta penalità; a meno che la palla in bunker non sia giocabile perché troppo infossata o bunker allagato; da non dimenticare i due colpi di penalità che si prendono se si appoggia il bastone sulla sabbia prima di effettuare il colpo. Bastone sulla sabbia, che prima del colpo non può essere appoggiato nemmeno accidentalmente.

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