QUESTIONARIO DELLA DIVINA COMMEDIA-Numero 5

QUESTIONARIO DELLA DIVINA COMMEDIA-Numero 5

A cura di Pietro Sciandra

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15 domande a cui rispondere. Tutti pronti? Si parte!

Inferno-Canto IV

1.“Dimmi, maestro mio, dimmi, segnore”,

comincia’ io per volere esser certo

di quella fede che vince ogne errore:

“uscicci mai alcuno, o per suo merto

o per altrui, che poi fosse beato?”.

E quei che ‘ntese il mio parlar coverto,

rispuose: “Io era nuovo in questo stato,

quando ci vidi venire un possente,

con segno di vittoria coronato.

A chi si riferisce Dante con l’espressione “un possente”?

A.Augusto

B.Giulio Cesare

C.Virgilio

D.Gesù

2.Trasseci l’ombra del primo parente,

d’Abèl suo figlio e quella di Noè,

di Moisè legista e ubidiente;

Abraàm patriarca e Davìd re,

Israèl con lo padre e co’ suoi nati

e con Rachele, per cui tanto fé,

e altri molti, e feceli beati.

Giacobbe per ottenere in moglie Rachele servì per quattordici anni il suo futuro suocero, chi?

A.Libano

B.Labano

C.Labaro

D.Isacco

3.E vo’ che sappi che, dinanzi ad essi,

spiriti umani non eran salvati”.

Non lasciavam l’andar perch’ei dicessi,

ma passavam la selva tuttavia,

la selva, dico, di spiriti spessi.

Non era lunga ancor la nostra via

di qua dal sommo, quand’io vidi un foco

ch’emisperio di tenebre vincia.

Di lungi n’eravamo ancora un poco,

ma non sì ch’io non discernessi in parte

Ma cosa intende Dante con la selva?

A.La densa folla di anime

B.L’oscurità senza Dio

C.Il buio senza saggezza

D.Il disorientamento senza una guida e in questo caso Dante senza Virgilio

4.Ch’orrevol gente possedea quel loco.

“O tu ch’onori scienza e arte,

questi chi son c’hanno cotanta onranza,

che dal modo de li altri li diparte?”

E quelli a me: “L’onrata nominanza

che di lor suona su ne la tua vita,

grazia acquista in ciel che sì li avanza”.

Intanto voce fu per me udita:

“Onorate l’altissimo poeta;

l’ombra sua torna, ch’era dipartita”.

La voce non precisata, probabilmente di chi è?

A.Isacco

B.Adamo

C.Omero

D.Giacobbe

5.Poi che la voce fu restata e queta,

vidi quattro grand’ ombre a noi venire:

sembianz’ avevan né trista né lieta.

Lo buon maestro cominciò a dire:

“Mira colui con quella spada in mano,

che vien dinanzi ai tre sì come sire:

quelli è ___ poeta sovrano;

l’altro è Orazio satiro che vene;

Ovidio è ‘l terzo, e l’ultimo Lucano.

Che nome manca su ___ chi è poeta sovrano?

A.Anchise

B.Severino Boezio

C.Omero

D.Achille

6.Però che ciascun meco si convene

nel nome che sonò la voce sola,

fannomi onore, e di ciò fanno bene”.

Così vid’ i’ adunar la bella scola

di quel segnor de l’altissimo canto

che sovra li altri com’ aquila vola.

Chi è quel segnor?

A.Omero

B.Ovidio

C.Orazio

D.Virgilio

7.Da ch’ebber ragionato insieme alquanto,

volsersi a me con salutevol cenno,

e ‘l mio maestro sorrise di tanto;

e più d’onore ancora assai mi fenno,

ch’e’ sì mi fecer de la loro schiera,

sì ch’io fui sesto tra cotanto senno.

Dante Alighieri in quale schiera era entrato?

A.Delle grandi storie d’amore

B.Dei memorabili ghibellini

C.Dei memorabili guelfi

D.Dei grandi poeti

8.Così andammo infino a la lumera,

parlando cose che ‘l tacere è bello,

sì com’era ‘l parlar colà dov’era.

Venimmo al piè d’un nobile castello,

sette volte cerchiato d’alte mura,

difeso intorno d’un bel fiumicello.

Questo passammo come terra dura;

per sette porte intrai con questi savi:

giugnemmo in prato di fresca verdura.

Le sette mura di cinta possono significare le sette parti della filosofia: fisica, metafisica, etica, politica, economia, matematica, dialettica. Le sette porte invece sono le sette arti liberali del trivio (grammatica, dialettica, retorica) e del quadrivio ovvero cosa?

A.Geografia, chimica, ginnastica, storia

B.Musica, aritmetica, geometria, astronomia

C.Danza, canto, poesia, narrativa

D.Latino, greco antico, inglese, francese

9.Genti v’eran con occhi tardi e gravi,

di grande autorità ne’ lor sembianti:

parlavan rado, con voci soavi.

Traemmoci così da l’un de’ canti,

in loco aperto, luminoso e alto,

sì che veder si potien tutti quanti.

Colà diritto, sovra ‘l verde smalto,

mi fuor mostrati li spiriti magni,

che del vedere in me stesso m’essalto.

I’ vidi Elettra con molti compagni,

tra’ quai conobbi Ettòr ed ___,

Cesare armato con li occhi grifagni.

Il verde smalto è il prato erboso. In due gruppi o schiere, quello degli eroi e quello dei sapienti, appaiono le grandi anime. Ma che nome manca su ___?

A.Enea

B.Anchise

C.Achille

D.Augusto

10.Vidi Cammilla e la Pantasilea:

da l’altra parte vidi ‘l re Latino

che con Lavina sua figlia sedea.

Vidi quel Bruto che cacciò Tarquino,

Lucrezia, Iulia, Marzia e Corniglia;

e solo, in parte, vidi ‘l Saladino.

Cammilla combatté contro i troiani, a difesa del Lazio; Pantasilea figlia di Marte, regina delle amazzoni, combattente a favore di Troia, fu uccisa da Achille. Latino figlio di Fauno, re del Lazio, marito di Amata. Lavina figlia del re Latino, promessa sposa di Turno, re dei rutuli; divenne sposa di Enea e madre di Silvio. Bruto che cacciò Tarquinio: Lucio Giunio fondò la repubblica romana, dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo, e fu console insieme a Tarquinio Collatino. Lucrezia moglie di Collatino, che si uccise per non sopravvivere all’onta recatale da Sesto Tarquinio, figlio di Tarquinio il Superbo. Iulia figlia di Giulio Cesare e moglie di Pompeo. Marzia moglie di Catone. Corniglia: figlia di Scipione l’Africano, madre dei gracchi. Saladino sultano d’Egitto, fondatore della dinastia degli aiubiti, nato nel 1138 e morto a Damasco in Siria nel 1193. Saladino ovvero Salah addin ma che significa in arabo?

A.Guerriero di Dio

B.Soldato della religione

C.Integrità della religione

D.Combattente della fede

11.Poi ch’innalzai un poco più le ciglia,

vidi ‘l maestro di color che sanno

seder tra filosofica famiglia.

Tutti lo miran, tutti onor li fanno:

quivi vid’io Socrate e Platone,

che ‘nnanzi a li altri più presso li stanno;

Democrito che ‘l mondo a caso pone,

Diogenès, Anassagora e Tale,

Empedoclès, Eraclito e Zenone;

e vidi il buono accoglitor del quale,

Diascoride dico; e vidi Orfeo,

Tulio e Lino e Seneca morale;

Euclide geomètra e Tolomeo,

Ipocràte, Avicenna e Galieno,

Averroìs che ‘l gran comento feo.

Aristotele che Dante considerò sempre suo maestro. Socrate e Platone ateniesi, il maestro e il discepolo, stanno accanto ad Aristotele con vari accenni alle dottrine platoniche. Democrito di Abdera, che riteneva il mondo formato dal concorso di atomi, e non opera della mente divina. Diogenès il cinico di Sinope. Anassagora di Clazomene, maestro di Pericle. Tale: Talete di Mileto, uno dei sette sapienti. Empedoclès di Agrigento. Eraclito nativo di Efeso, noto anche con l’appellativo: “l’oscuro”. Zenone: capo degli stoici, nativo di Cizico; potrebbe anche intendersi Zenone di Elea. Dante conobbe di questi filosofi qualche sentenza o il solo nome, incontrato nelle opere aristoteliche. Diascoride: medico di Anazarbo in Cilicia, autore di un trattato sulle qualità medicinali delle piante. Orfeo, che educò con la musica e la poesia le fiere e gli uomini. Tulio: Tullio Cicerone. Lino: mitico poeta della Grecia, maestro di Orfeo, ricordato da Virgilio. Euclide: matematico alessandrino autore degli elementi di geometria. Tolomeo: Claudio Tolomeo, geografo, matematico, astronomo egiziano (II secolo d.C.), il cui sistema cosmico informa la struttura e l’architettura. Ipocràte: di Coo (V secolo d.C.), medico autore degli Aforismi. Avicenna: Ibn Sina, medico persiano di tendenza platonica e commentatore in lingua araba di Aristotele e per una sua interpretazione della Via Lattea. Galieno: Claudio Galeno di Pergamo nell’Asia Minore, celebre medico e scrittore di opere di medicina. Averroìs: Ibn Rushd, Averroè, medico e filosofo nato a Cordova nel 1126, morto a Marràkesh nel 1198. Ma in che Stato si trova Marràkesh?

A.Emirati Arabi Uniti

B.Marocco

C.Egitto

D.Siria

12.Io non posso ritrar di tutti a pieno,

però che sì mi caccia il lungo tema,

che molte volte al fatto il dir vien meno.

La sesta compagnia in due si scema:

per altra via mi mena il savio duca,

fuor de la queta, ne l’aura che trema;

e vegno in parte ove non è che luca.

La schiera dei 6 poeti si divide in due gruppi; Virgilio e Dante proseguono il viaggio verso il basso inferno. Qual è l’altro gruppo di poeti che resta nel limbo?

A.Avicenna, Ipocràte, Diascoride, Zenone

B.Euclide, Tulio, Lino, Orfeo

C.Aristotele, Platone, Eraclito, Galieno

D.Omero, Orazio, Ovidio, Lucano 

13.Inferno-Canto V

___ giudica le anime. I poeti, scesi nel secondo cerchio, incontrano i lussuriosi, agitati da una perpetua bufera. Dante ascolta Francesca da Rimini, dannata insieme a Paolo Malatesta, la vicenda dolorosa della sua colpa, e sviene per la pietà. Cosa manca su ___ che giudica le anime?

A.Minosse

B.Satana

C.Gerione

D.Flegiàs

14.Così discesi del cerchio primaio

giù nel secondo, che men loco cinghia

e tanto più dolor, che punge a guaio.

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:

essamina le colpe ne l’intrata;

Minosse (in foto) è il mitico figlio di Giove e di Europa, legislatore severo ma re di cosa?

A.Lemno

B.Cipro

C.Creta

D.Zante

15.Giudica e manda secondo ch’avvinghia.

Dico che quando l’anima mal nata

li vien dinanzi, tutta si confessa;

e quel conoscitor de le peccata

vede qual loco d’inferno è da essa;

Riconosciuta la colpa e poi assegnato il cerchio dell’inferno alle anime, che gesto fa Minosse?

A.Minosse ringhia

B.Minosse attorce la coda

C.Minosse sputa

D.Minosse ride

Elenco risposte esatte

1.D

2.B

3.A

4.C

5.C

6.A

7.D

8.B

9.A

10.C

11.B

12.D

13.A

14.C

15.B

Giudizio finale

Risposte esatte giudizio

Da 0 ad 8 scarso

Da 9 a 12 buono

Da 13 a 15 esperto

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