Recensione di Lontana da gesti inutili di Maria Cumani.

Recensione di Lontana da gesti inutili di Maria Cumani.

“Lontana da gesti inutili” di Maria Cumani.

Nella silloge, curata dal figlio Alessandro Quasimodo, le sue poesie più belle dedicate al marito e premio Nobel per la letteratura.

Maria Cumani fu una danzatrice attiva dalla metà degli anni trenta e fu allieva di Jia Ruskaja. Autrice di proprie coreografie originali, decise molto presto di danzare interpretando solo composizioni di sua creazione. Decisivo per la sua esistenza fu l’incontro, nel giugno del 1936, con il poeta Salvatore Quasimodo con il quale si sposò nel 1948.

Maria Cumani fu la Musa del poeta, e soprattutto una preziosa collaboratrice: avrebbe aiutato Quasimodo nella traduzione dei Lirici greci ma soprattutto delle poesie di Neruda. Ma la vita matrimoniale fu molto particolare e complessa e alla fine i due si separarono legalmente nel 1960.

Il figlio Alessandro, allora ventunenne, venne affidato alla madre. La ballerina fu anche attrice cinematografica. Partecipò a pellicole come Giulietta degli spiriti (1965), di Federico Fellini, Medea (1969), di Pier Paolo Pasolini, L’inquilina del piano di sopra (1978) di Ferdinando Baldi, e ad altri importanti film diretti da registi come Lina Wertmüller, i fratelli Taviani e Roberto Rossellini. Nel 1981 uscì un suo saggio critico sulla danza, seguito da una raccolta di poesie Improvviso un vento (Rari Nantes editore).

Dopo una lunga pausa artistica, in cui si dedicò all’insegnamento, la Cumani tornò a danzare: nel 1986 fu prima danzatrice nell’opera Fedora di Umberto Giordano, messa in scena da Giancarlo Cobelli al Teatro Filarmonico di Verona. Nel 1995, pochi mesi prima della sua scomparsa, uscì edito da Spirali un volume che raccoglie pagine di diario, lettere dirette a Quasimodo e poesie della Cumani con il titolo L’arte del silenzio. La danza. La poesia. L’immagine. Infine nel 2003, grazie al figlio Alessandro, uscì postuma, presso l’editore Nicolodi, una sua raccolta di poesie, dal titolo O forse tutto non è stato.

In Lontana da gesti inutili silloge poetica pubblicata da Aletti Editore nel 2015 e amorevolmente curata da Alessandro Quasimodo si possono leggere le sue poesie più belle dedicate per la maggior parte al marito e premio Nobel per la letteratura.

Il dolore della Cumani traspare ardentemente tra i versi poetici, per la sua tormentata vita matrimoniale che la portò fino alla separazione. Ma come lei stessa scrive neanche la decisione estrema della separazione le alleviò i suoi dispiaceri. Eppure il suo grido non è solo di dolore: è anche quello della sua passione per Salvatore. Un uomo complicato, sicuramente ma che rimase sempre l’uomo di cui fu innamorata profondamente per tutta la vita.

Leggendo le liriche si nota la delicatezza e la sensibilità di una donna fuori dal comune, di una meravigliosa artista, di una donna col cuore spezzato e pieno di passione. E ci si può perfino riconoscere in questi versi. Il suo grido di dolore assomiglia a quello di tutte le donne ferite per Amore, per il vero Amore. Amore che a volte per il genere femminile è ancora spesso sopportazione in questo mondo di uomini.

Maria Cumani spicca anche come una poetessa di grande statura e dalla sensibilità unica, che soprattutto sa trasmettere straordinarie emozioni tra i versi delle sue poesie.

Sicuramente un libro di una donna per le donne. Da leggere avidamente.

Liliana Manetti

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