RICERCHE E INCANTESIMI – Capitolo 2

Capitolo 2

Il prete Gianni prosegue il suo viaggio a cavallo senza alcun problema. Ma all’improvviso…Ecco che il prete Gianni incontra un altro guerriero armato di spada e scudo come lui. Chi potrà mai essere costui?

Il prete Gianni dice allo straniero:

“Ehi, tu, se puoi capirmi togliti di mezzo!”

Lo straniero risponde al prete Gianni:

“Certo, che io posso capirti e stai attento a come parli!”

Il prete Gianni dice allo straniero:

“Tieniti pronto a batterti!”

Lo straniero dice al prete Gianni:

“Tu non mi fai paura perché sarai morto tra poco!”

Il prete Gianni dice allo straniero:

“Io sono pronto a battermi e vedremo chi sarà morto!”

Sceso da cavallo, il prete Gianni si tiene pronto ad attaccare lo straniero vestito di blu ma armato di scudo e spada come il prete Gianni. I due guerrieri si equivalgono. Nessuno dei due avrebbe mai pensato di aver trovato qualcuno forte ugualmente prima o poi. Quel giorno è oggi, perché il prete Gianni nota una cosa incredibile, ovvero come se quello straniero sapesse in anticipo tutte le mosse del prete Gianni. Ma anche lo straniero ha la stessa impressione. Lo straniero dice al prete Gianni:

“Combatti bene, troppo bene come me!”

Il prete Gianni dice allo straniero:

“Tu sembri me come tu combatti!”

Ad un certo punto, mentre le spade che fanno scintille scontrandosi, i due guerrieri cessano il combattimento. Il prete Gianni dice allo straniero:

“Fermo! Io potrei aver bisogno del tuo aiuto!”

Lo straniero dice al prete Gianni:

“E io del tuo!”

Messe giù le spade; i due guerrieri si presentano a vicenda. Il prete Gianni dice allo straniero:

“Io sono il prete Gianni, io sono un cavaliere templare alla ricerca della città di Shangri-La ma per raggiungere questa città io devo recarmi alla fortezza di Alamuth dal vecchio della montagna ovvero Hasan ibn as-Sabbah che potrebbe svelarmi l’ubicazione esatta della città! Tu potresti aiutarmi ad arrivarci?”

Lo straniero dice al prete Gianni:

“Io sono il guerriero Trojan, esperto di arti marziali; io devo cercare Achilles ovvero il re brutale che sottomette con crudeltà il mio popolo! Tu potresti aiutarmi?”

Il prete Gianni dice a Trojan:

“Certo! Io ti aiuterò a trovare Achilles e tu mi aiuterai a trovare Hasan ibn as-Sabbah! Che ne dici?”

Trojan dice al prete Gianni:

“Si, certo! Si può fare, alleato mio!”

Stretta questa alleanza, il prete Gianni e il guerriero Trojan continuano il cammino insieme. 

Continuando il viaggio insieme; ad un certo punto dalla sommità della collinetta Gianni e Trojan vedono un vecchio disteso sul suolo pietroso. Il vecchio ha una gamba rotta, e tenta con difficoltà di respingere a colpi di bastone gli assalti di un gigantesco uccello. Il prete Gianni conosce di fama questo volatile: è un yllerlon, un uccello di fuoco dalle ali taglienti come rasoi. Trojan e Gianni vogliono raggiungere il vecchio, ma improvvisamente compaiono altri due uccelli che si precipitano su Trojan e Gianni. Questa è l’occasione per vedere se il prete Gianni e il guerriero Trojan possono veramente essere utili a vicenda e soprattutto poter contare l’uno sull’altro. Parandosi con lo scudo e tagliando con la spada; evitando gli attacchi degli yllerlon, Trojan e Gianni uccidono un yllerlon cadauno mentre l’yllerlon superstite vola via scegliendo la fuga facendo dei versi striduli e acuti.

Gianni e Trojan hanno vinto la loro prima battaglia insieme.

Tirando su il vecchio da terra insieme, Trojan e Gianni si presentano al vecchio:

“Io sono il prete Gianni!”

“Io sono il guerriero Trojan!”

Il vecchio dice ad entrambi:

“Grazie messeri! Io vi offro da mangiare e da dormire in cambio della vostra insuperabile e determinante abilità nell’avermi difeso!”

Vedendo la brutta fine dei suoi compagni, il terzo yllerlon fuggiva via pigolando, spaventato. Dopo essersi Trojan e Gianni avvicinati al vecchio ed averlo aiutato a rialzarsi: lui è un eremita che si è scontrato di sua volontà in queste terre desolate, lontano dalle preoccupazioni del mondo. Accettando entrambi l’invito; Gianni e Trojan seguono il vecchio sventurato accompagnandolo alla sua dimora, una modesta capanna arredata sommariamente: un giaciglio, un tavolo, due sedie e pochi utensili di cucina. L’eremita, ansioso di dimostrare la sua riconoscenza, invita Gianni e Trojan a cenare con lui e poi a restare a dormire. Gianni e Trojan accettano la cena ed anche l’ospitalità per fermarsi a dormire. 

Al mattino Trojan e Gianni si alzano freschi e riposati. Entrambi aiutano il vecchio ad applicare un unguento misterioso sulla sua gamba. L’unguento deve avere delle virtù straordinarie, perché l’eremita è completamente ristabilito. 

L’eremita dice commosso ad entrambi i suoi soccorritori:

“So che la vostra causa è giusta! Per aiutarvi nella ricerca, voglio farvi dono di questo anello di metallo nero! Se uno di voi due si trova in pericolo, basta metterlo al dito e chi lo indossa diventerà invisibile! Inoltre, prima di entrare nella fortezza, andate a cercare Shawar, il mago del villaggio di Alazar, e dategli questa pergamena: farà il possibile per aiutarvi nell’impresa!”

Con il cuore colmo di gratitudine, Gianni e Trojan salutano il vecchio e si rimettono in viaggio.

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